Lupo

Un pomeriggio del 198…e qualche cosa, sicuramente più di 20 anni fa, ho incontrato Lupo, un esemplare maschio, di sette anni, di Lupo Artico. Avevo tanto sentito parlare di lui, e già prima di conoscerlo, lo amavo perdutamente.

“Lo vedo sdraiato nel suo bellissimo recinto, un piccolo bosco dislocato su un terreno con leggere pendenze ai lati e un rialzo nel centro. La sua spalla sinistra è appoggiata alla rete del confine destro di quel giardino un po’ isolato – il confine destro del recinto è attiguo a un vialetto di passaggio. Sbirciando dalla stradina, mi accorgo che il muso di Lupo è rivolto nelle mia direzione, ma data la distanza che mi separa da lui, non riesco a capire dove è diretto il suo sguardo.
Magnetizzata da quella figura, mi avvicino e, senza accorgermene, mi ritrovo accucciata accanto a lui all’esterno del suo bellissimo eremo.”

La persona che lo aveva accolto all’età di un anno, era l’unica che Lupo accettava accanto. Fra loro due c’era un qualcosa che andava oltre il legame che si instaura con un Cane, non dico ‘più forte o meno’ solo diverso. Vedendomi lì, non ebbe timore e mi lasciò per un po’ a godere di quella vista meravigliosa.
Non so dire quanto tempo ho trascorso attaccata a quella rete, ma posso dire con certezza, che gli occhi color ambra, incrociati al mio arrivo, da subito mi hanno invaso l’anima.
Sappiamo tutti che non bisogna infilare le mani fra le magie delle reti di protezione, che non bisogna avvicinarsi troppo agli Animali rinchiusi e che Selvatico è il contrario di Domestico, ma resistere è difficile.

Lupo restava lì sdraiato e mi guardava, di tanto in tanto strofinava il suo bellissimo muso sulla rete… non ho saputo contrastare la tentazione di toccare quel manto, non ho potuto rifiutare l’invito a miscelare i nostri odori… quando Lupo sentì le mie dita sulla sua spalla ci si strofinò sopra. Cominciai allora a carezzarlo lievemente e poco dopo a grattarlo fin dove potevo arrivare.

D’un tratto Lupo distoglie da me l’attenzione, la sua Amica è tornata. Stupita dall’intesa creatasi, Ella mi chiede se voglio entrare da lui.
Che domanda?!… “certo che voglio entrare, è una vita che aspetto un’occasione del genere, si, si voglio entrare da lui, dimmi come devo comportarmi ed io lo farò”
“Sii naturale, fai quello che ti viene di fare senza mai perdere il controllo” è ciò che mi risponde.

E come fai a non perdere il controllo, l’emozione è alle stelle, quasi quasi mi viene da piangere dalla gioia, la cosa più difficile da mantenere è proprio il controllo. Se dovessi agire d’impulso mi tufferei su di lui e lo abbraccerei tanto forte da diventarne parte, ma non credo proprio che questa sia la tecnica giusta per avvicinare nessuno, tanto meno un Lupo.

“Io vado avanti, lo prendo al guinzaglio (una catena lunga un paio di metri) e lo porto fuori dal recinto, tu aspetta qui davanti, voglio che ti conosca fuori dal suo territorio… vediamo come si comporta e poi, se è il, caso rientriamo con lui.” Continua a dirmi con estrema tranquillità.

Mentre Lei oltrepassa il primo cancello di accesso, il mio cuore batte alla velocità della luce, sento i miei occhi inumidirsi, bagnati dalle lacrime che non controllo… devo calmarmi, dominare l’emozione, sopire la gioia che mi invade, altrimenti non riuscirò mai a farmi accettare.

Lupo riempie di feste la sua Amica, una novità è nell’aria. Con estrema facilità, il suo bel collo viene cinto come se fosse un cagnolino. Tenuto saldamente da Lei, Lupo esce ergendosi sulle zampe posteriori e raggiungendo un’altezza che mi sovrasta.
Tutto quello che mi viene in mente di fare, è assumere un atteggiamento infantile - se avessi posseduto una coda me la sarei rotta per la velocità con cui la dimenavo. Lupo accetta la mia sudditanza e mi invita ad entrare nel suo regno.
“Lupo è libero, mi annusa, i suoi movimenti sono fluidi, le orecchie, dapprima portate erette, si abbassano mano a mano che prende fiducia nel mio odore. La sua Amica mi porge dei biscotti - credo - lui annusa le mie mani, ne raccoglie uno e corre via, dopo un attimo torna con un legnetto.”

In quel breve momento di assenza Lei mi dice di comportarmi in maniera meno fanciullesca, Lupo potrebbe cambiare la sua buona predisposizione nei miei confronti, in poca considerazione in quanto, mostrandomi al limite della sottomissione, assumerei di fatto un ruolo troppo inferiore. Lupo conosce le persone e conosce una piccola parte di vita civile, lo dimostra l’essersi fatto prendere al guinzaglio, il gradire i biscotti e il non essere troppo diffidente nei confronti degli odori estranei – è vero che mi aveva già assorbito in essenza al di fuori del recinto, ma di fatto rimanevo un'estranea. Lupo conosce alcuni aspetti della vita con l’uomo, ma non bisogna sottovalutare che è un Lupo.

“Tornato da me, tenendo il legnetto in bocca, mi si siede accanto e appoggia tutto il suo peso sulla mia gamba. Le parole mi escono dalla bocca in caduta libera, come l’acqua di un ruscello, una cantilena smielata più che un discorso di senso compiuto, oserei dire. Lupo si alza e si mette trasversale, sbarrandomi la strada, allora lo accarezzo. Lui lascia cadere il legno, alza lo sguardo e per un attimo ancora i nostri occhi si appartengono. Le mie mani si perdono fra il pelo del suo immenso capo. Mi chino su lui fino a toccare le zampe anteriori e infine il costato. Il corpo è diverso da quello del Cane, la sua robustezza, la tessitura del pelo. Toccando Lupo, ho toccato la roccia, il muschio e l’erba del prato. Mai avrei voluto staccarmi da Lui. Avrei voluto dire 'lasciatemi qui e dimenticatevi che esisto”.

Grazie Stefania per avermi dato la possibilità di conoscere Lupo.

La Vita con i Saarloos

Ogni volta che leggo un racconto, una frase, una notizia di cronaca sulla vita dei Lupi ,
sento accrescere dentro di me una realtà che non ha tempo nel tempo in cui vivo.

Gioisco nell’ammirare una loro immagine, mi perdo in una leggenda che li presenta come Maestri,
come Spiriti Saggi che concedono la loro sapienza a chi ha la fortuna di poterli ascoltare.

Mi sento morire ogni volta che ad uno di loro viene rubata la Vita, strappata senza ritegno e senza rispetto per quella magica scintilla che dà corpo alla fiamma che nel momento in cui si ha l’ardire di decidere di spegnere, nessuna altra scintilla potrà mai rianimare.
Una lancia mi lacera il petto, ogni volta che vedo un Lupo dietro a una sbarra di ferro, simbolo dell’ipocrisia e del potere del genere animale a cui appartengo.

Per un attimo ho avuto la possibilità di toccare il mito del mio cuore, l’anello mancante del mio vero essere, per un attimo ho vissuto l’illusione di poter ospitare nel mio grembo alcune delle sue immagini perdute nella miseria umana e adesso, nuovamente chiuse dietro a sbarre di ferro.

È forse per questi motivi che, quando Paolo mi ha portato a casa due meravigliose cucciole di Cani Lupi di Saarloos, prima, e uno stupendo maschietto, dopo, il Lupo che è dentro di me ha iniziato a venire alla luce.

Quando la vita con la tua specie non ti appartiene più, cerchi in tutti modi di evadere dalla realtà. All’inizio è solo il fuggire dalla comunità, poi, a mano a mano che assapori il paradiso della natura, ecco che sempre di più hai bisogno di farne parte.
Il tuo cammino è segnato nei tratti della tua fanciullezza, e quando finalmente arrivi al punto in cui riesci a vederti nell’immagine sfocata che appare nello specchio: Se sei vela, affronterai la libertà del vento, se sei acqua ti unirai alla trasparenza dei fluidi, sei roccia ti perderai fra le montagne, se sei erba vivrai nella velocità delle gazzelle, se sei cuore sentirai il battito che scalda la vita.
Ho sempre avuto l’ombra riflessa nella sagoma di un Lupo e ho sempre amato il nemico dell’uomo.
I miei studi nonché passioni, rivolti alla conoscenza del territorio selvaggio, anche quando il destino sembrava volesse cambiarne il fine, ecco che mi hanno indicato il sentiero. Nel momento dell’incontro con il Lupo di Saarloos, il mio grido ha preso coscienza.
Non tradisco Fratello Cane, gli sono ancora più vicino.

Mi permetto di presentare i miei Cani Lupi di Saarloos:
Arowen Eowyn e Faal

Arrivano Arowen e Eowyn

“Ciao Daniele, sono Barbara come stai? Devo chiederti un favore molto importante...”

Ecco come è iniziato tutto: una telefonata in Germania ad una allevatrice per fare domande su una razza mai sentita e così il 5 settembre 2006 Paolo ed io ci ritroviamo in una macchina (a noleggio, per fortuna, avremmo detto poi, ndr) diretti in un paesino nei dintorni di Regensburg a prendere due nuove creature.
Nei giorni precedenti la partenza abbiamo passato più tempo al telefono per organizzare la “gita” che in qualsiasi altra occasione: a che ora partiamo, ci fermiamo a dormire per strada o facciamo un’unica tirata fino a casa, noleggiamo la macchina o andiamo con una delle nostre, quanto costerà l’autostrada, quanto ci vorrà di gasolio, a che ora partiamo, e così via.
Come dicevo arriva il fatidico momento della partenza: prendiamo la macchina all’aeroporto di Firenze, carichiamo due trasportini, un rotolo gigante di carta assorbente, guinzagli, patatine e sigarette (scontato per chi conosce me e Paolo) e alle 9,30… partenza!
Il viaggio non sarà sicuramente dei più rilassanti: ci aspettano 1700 km circa (andata e ritorno, ovviamente) da fare nel più breve tempo possibile, soprattutto l’andata, visto che l’appuntamento con l’allevatrice è fissato per il pomeriggio. Dopo 45 minuti circa siamo a Bologna e finalmente Paolo può riappropriarsi del proprio stomaco (non capisco l’insinuazione visto che ho tenuto una velocità di crociera più che tranquilla… per un jet) e per pranzo siamo già a Bolzano. Una pausa ci vuole proprio anche perché lo stomaco inizia a reclamare. Panino, coca-cola e una meritata sigaretta ci rimettono al mondo pronti per affrontare il resto del viaggio. Considerando che stiamo entrando in Austria è necessario però tenere sotto controllo la velocità: per chi non lo sapesse non c’è cosa più gradita per la polizia austriaca di fare multe per eccesso di velocità e non si fermano nemmeno davanti alla dichiarazione che non si hanno soldi contanti: accettano anche le carte di credito!! Tutto pur di incassare!! In effetti dopo gli Swarovski, le multe agli stranieri rappresentano il maggior introito di questo paese… Beh abbandoniamo queste riflessioni e torniamo al viaggio. Per fortuna entriamo in Germania e allora vai con l’acceleratore tanto che Paolo si ritrova incollato al seggiolino; sono già le 15,00 siamo ancora sull’anello intorno a Monaco e dobbiamo recuperare il tempo perso. Detto fatto: quattro corsie, poco traffico e il gioco è fatto, alle 16,30 siamo quasi arrivati e iniziamo a telefonare all’allevatrice per farci spiegare come raggiungerla perché non faccio per dire, ma qualcuno (e non parlo di me) si è dimenticato il percorso stampato da internet con tutte le indicazioni! In ogni caso alle 17,00 finalmente arriviamo a destinazione-
Scambiamo i classici convenevoli e nel frattempo Paolo si prepara a riprendere tutto il branco: Barbara è stata categorica, vuole vedere dove sono nate le piccole, come si comportano gli adulti tra di loro e con le persone. Per non incorrere in possibili “ripercussioni” (e quando si tratta di cani Barbara non guarda in faccia a niente e nessuno) Paolo diligentemente filma tutto il possibile, si è persino portato dietro una quantità industriale di cassette e batterie di scorta fino a quando… non si accorge che la telecamera è fuori combattimento e non ha ripreso un bel niente, nemmeno mezzo secondo di vita di branco! A quel punto si affaccia solo un’ipotesi: “Quando torno a casa, Barbara mi ammazza!”
Superato questo momento di angoscia torniamo a concentrarsi sulle cucciole, ci sono ancora un sacco di cose di sbrigare prima di ripartire: vaccinazioni, passaggio di proprietà, informazioni sull’alimentazione, tatuaggio o micro-chip, abitudini e così via, tanto che riusciamo a metterci in macchina solo dopo due ore. Inconsapevoli di cosa sarebbe successo partiamo con davanti tutto il viaggio di ritorno.

L’unica cosa che ahimè non avevamo valutato era che le “piccole innocenti creature” non avevano mai viaggiato in macchina, figuriamoci poi in un trasportino che pur grande che fosse sempre trasportino restava. Facciamo giusto poche centinaia di metri che si verificano le prime manifestazioni di dissenso: le piccole sono spaventate a morte, tremano e hanno fatto pipì. Ci fermiamo, le trasferiamo nel trasportino pulito, asciughiamo l’altro e ripartiamo. Altre poche centinaia di metri e arriva la seconda avvisaglia: le piccole continuano ad avere paura, continuano a tremare ed hanno fatto popò! Ri-sosta, ri-trasferimento nell’altro trasportino, ri-pulita e ri-partenza. Ma come dice qualcuno in televisione: “… e non finisce qui!” In effetti altre poche centinaia di metri e di nuovo la stessa musica con l’unica variante che questa volta hanno “dato di stomaco”. Stessa sequenza delle due volte precedenti e ripartiamo. A questo punto, mi dico, siamo a cavallo visto che hanno già fatto tutto possiamo proseguire con tutta tranquillità. Per la cronaca, nel frattempo, era già passata quasi mezz’ora ed avevamo percorso solo tre km. Ma torniamo al resoconto; come dicevo ero tranquillo che avremmo potuto viaggiare belli tranquilli fino a quando… ci ferma la polizia! Ci mancavano giusto loro a far perder tempo. Documenti della macchina, patente, carte d’identità, come mai siete in Germania (volevo mangiare un wuerstel, avrei voluto rispondere) ma poi vedono le cucciole ed è la fine: che razza sono, dove le avete prese, quanto le avete pagate, i passaporti, tatuaggi… Insomma, ma non hanno altro da fare che farci perder tempo, ‘sti due qui?! Alla fine ci fanno ripartire e le piccole, che nel frattempo si erano leggermente tranquillizzate ricominciano nuovamente a tremare e decidono di dare il meglio di sé: pipì popò e vomito tutti insieme! Un cocktail micidiale per chiunque, soprattutto per due che avevano finito lo scottex e non sapevano più come prenderle per trasferirle nell’altro trasportino perché erano diventate una cosa indegna: appiccicose e soprattutto… puzzolenti come due tonnare. Ci facciamo coraggio, le prendiamo, ripuliamo alla meglio il tutto e rimontiamo in macchina. Oddio, ma qui dentro si soffoca, e non dal caldo… La macchina si è trasformata in una vera e propria fogna di Calcutta, non si resiste, come facciamo ad arrivare fino a casa? Così procediamo con i finestrini aperti, unica soluzione che ci permette di sopravvivere. Per fortuna le piccole hanno finito tutte le riserve di pipì, popò e succhi gastrici per cui non resta loro che adattarsi alla nuova sistemazione sperando che questo supplizio finisca il prima possibile. Da parte mia ci metto tutto l’impegno. In poco più di un’ora siamo nuovamente a Monaco, e siccome eravamo alquanto “stanchi” decidiamo di fermarci per la cena (solito panino dell’andata, ndr), facciamo scorta di bibite, patatine, sigarette e siamo pronti per ripartire. Paolo molto gentilmente chiede se voglio il cambio alla guida visto che aveva sempre fatto il passeggero ma quando gli rispondo che ancora ce la faccio non insiste oltre. A quel punto ne approfitto per dirgli di fare un riposino che non ho problemi a guidare e non faccio in tempo a finire che mi prende in parola. Ne approfitto allora e mi accendo una sigaretta (tanto la macchina non avrebbe potuto puzzare di più!) e tra un sorpasso e un altro e qualche altra sigaretta i chilometri passano (abbastanza velocemente, oserei direi) tanto che quando Paolo si risveglia siamo già abbondantemente in Italia.Per farla breve alle 3,30 di notte siamo a casa e non ci resta che goderci qualche ora di sonno ma prima dobbiamo ancora fare un paio di cosette tipo: cercare di disinfestare la macchina, far mangiare qualcosa alle due tonnare e goderci un bicchierino veloce di limoncello per festeggiare l’impresa e in ricordo di tanti altri bei momenti trascorsi insieme, sanciti sempre da un (o anche due )bicchierini di limoncello. A proposito di limoncello e anche se non c’entra niente con la storia vale la pena di ricordare cosa asserisce Paolo a proposito: “il limone fa bene perché contiene vitamine, lo zucchero è ridotto al minimo e l’alcool alla fine evapora…”
A conti fatti quest’avventura è andata decisamente meglio del previsto: 1700 km circa in 15 ore e mezzo, un’altra bellissima esperienza con un amico e due tonnare stupende da veder crescere…

Grazie di cuore
Daniele

Martedì, 6 settembre 2006 – casa.
Ore 12,00. Finalmente dopo trentasei ore di viaggio, Paolo è a casa con le ragazze.
Sono emozionata, fra meno di due minuti vedrò due cuccioli di quella meraviglia chiamata Cane Lupo di Saarloos. So che nell’aspetto assomigliano molto al Lupo e che nei racconti si parla dell’affinità caratteriale con la specie, ma quanto del Selvatico è dentro di loro, lo scoprirò giorno dopo giorno.
Mi avvicino alla macchina muovendomi lentamente, le parole mi escono dalla bocca in modulazione smielata e infantile, le ragazze mi rispondono – fantastico – mi affaccio alla portiera e sbircio nel trasportino, non riesco a trattenere il solito urletto di gioia: ‘oh mamma, quanto sono belle!’… un musino grigio cenere, due occhi verde-ghiaccio e un tartufino nero avanzano, sento il toc-toc della codina sulle pareti – sono sicura, fra poco comincerò a piangere di commozione, è un classico – ecco affacciarsi anche la sorellina, entrambe vorrebbero saltar fuori da lì e osare un primo contatto, ma poi si ritraggono.
Paolo ed io prendiamo il trasportino contente il prezioso carico e lo adagiamo a terra in giardino.
Per iniziare a muovere i miei primi passi nel mondo del Lupo di Saarloos, mi sono munita di: biscotti, croccantini, acqua fresca, un asciugamano, una spazzola e un disinfettante alle erbe, una macchina fotografica, notes e matita, tanta semplicità e spero anche tanta umiltà.

Grazie di cuore
Barbara

Paolo è pronto con la macchina fotografica. Apro il cancello del trasportino, Eowyn si affaccia. Il pelo un po’ stropicciato incornicia un’espressione curiosa e diffidente allo stesso tempo, ma il suo sguardo più di questo non rivela. Ferma, immobile a cavallo fra l’uscita del trasportino e il giardino, cerca di capire qualcosa di quel posto così diverso da casa sua. Io sono davanti a lei, poco distante. Allungo una mano per toccarla, si fa prendere in braccio. È ossuta, il pelo è morbido, la pelle è bianca e calda.
Arowen si alza rimanendo in fondo a quella che è stata la loro cuccia per il viaggio.
Eowyn si divincola appena. La poso a terra, sicura che ciò che desidera adesso è di iniziare l’esplorazione. Si allontana un poco, però ho l’impressione che continui a tenermi d’occhio. Arowen la guarda. È il momento di uscire piccola lupa – penso fra me – fidati piccina – e l’aiuto ad entrare nel mio mondo.

Non particolarmente espansive nei confronti di Paolo e miei, le due Saarloos si avventurano nel piccolo giardino. Le code rilassate, in fila indiana – Eowyn avanti, Arowen dietro – con il naso a terra e subito dopo alto, cominciano a conoscere gli odori della nuova casa. Poi un abbaio improvviso dai box del giardino attiguo le fa sussultare. Invitarle ad unirsi a noi con fare dolce e parole cantilenanti non funziona, allorché mi viene in mente di dire qualcosa in lingua tedesca. Conosco solo pochi vocaboli e non so quali sono quelli che conoscono loro, ma non credo sia così importante la conoscenza della parola specifica quanto piuttosto la diversa melodia della pronuncia fra l’italiano e il tedesco.
Il tedesco è, dopo quello di mamma, il vocalizzo che hanno ascoltato fino a ieri, forse il riproporre questo tipo di segnale le convincerà a fidarsi. Fatto sta che, rasserenate, si avvicinano a noi e da quel momento cominciano a considerarci, mantenendo però una diffidenza scrupolosa, non elargendo intimità più di quel tanto che basta per ottenere qualcosa. Si lasciano toccare, accarezzare, prendere in braccio, mostrano interesse per i coinvolgimenti conoscitivi, senza lasciarsi andare a smielate effusioni.

L'inserimento dei cuccioli nel Branco

Un comportamento completamente diverso lo tengono nei riguardi dei nostri cani.
Sia Arowen che Eowyn mostrano un’istintiva socialità al momento dell’inserimento nel branco. È nostra accortezza farle incontrare solo con soggetti di equilibrio estremo, per favorire al massimo l’innata predisposizione delle Saarloos. Fin dal primo momento, si esibiscono in atteggiamenti infantili, tipici della loro età, codine oscillanti basse, orecchie ben accostate alla testa, riduzione della statura corporea assumendo una posizione di miniatura, lingue attive sulle labbra degli adulti.
Paperina, femmina di Pastore Tedesco grigio, 10 anni, subito le adotta.
Scrooge, femmina di Pastore Tedesco nero, 11 anni, si relaziona in maniera altrettanto fanciullesca.
Keeper, maschio di Pastore Tedesco grigio, 10 anni, mostra un attimo di superiorità, ma poi cede alle delicatezze delle cucciole.
Ciro, maschio di Pastore Tedesco nero focato, 6 anni, approfitta delle attenzioni di Paperina per averne un po’ anche lui.
Mai nervose, mai diffidenti nei confronti dei conspecifici. Mai aggressive, mai imprevedibili.
I loro movimenti sono sempre fluidi, ascoltano i vocalizzi con attenzione, come se stessero imparando un nuovo dialetto.

Vedi Foto

Curiosa la reazione con gli oggetti e i rumori. Tutto quello che riguarda le cose naturali non le impressiona, siano queste oggetti o rumori: una catasta di legna, sassi ammucchiati, grossi tronchi cavi, buchi nel terreno, il bosco inesplorato… il ramo che cade all’improvviso, il fruscio degli uccellini fra le fronde degli alberi, il tuono, lo scroscio dell’acqua, le fascine che rovinano a terra (non appositamente per testare le reazioni, ma perché inavvertitamente ci son cadute dalle mani)… e in generale tutto quello che può accadere in campagna, non solo non le disturba, anzi, le incuriosisce. Vogliose di conoscere si avventurano con cautela lupina e divorano odori e sapori.
Al contrario di ciò che invece, è parte della civiltà: una porta che sbatte, una sedia che cade, il rumore dell’aspirapolvere, grosse scatole, una giacca sull’attaccapanni… con questo non voglio dire che hanno paura di cose stupide o di cui non hanno paura altri cani (cuccioli o adulti), voglio solo mettere in evidenza la normale reazione per le cose naturali e la diffidenza per quelle proprie del mondo civile.
Quando devono affrontare le cose che le mettono a disagio, mantenendo una certa distanza, assaggiano l’odore che proviene da quel ‘particolare’, piano si avvicinano, ma solo se ispirerà loro fiducia, arriveranno a toccarlo. Un oggetto è logico non può recare danno, è inerme, con respiri silenziosi catturano la sua essenza, poi, una volta arrivate in zona, avvicinano quel meraviglioso stantuffo e provano con esso o con una mano a muovere quel che ha destato loro stress e poi interesse. Se ne vale la pena iniziano a giocarci, altrimenti lo lasciano lì, girandogli le spalle o passandoci sopra, con fare soddisfatto da una parte, di indifferenza dall’altra.

Ciò che di fantasticamente diverso da tutti gli altri cuccioli arrivati a casa, fa apparire Arowen ed Eowyn speciali, è il singolare legame che le unisce. Non parlo dell’attaccamento dell’una all’altra dovuto forse al fatto di essere forestiere in terra straniera, ma di un’unione particolare che le coinvolge in tutte le loro azioni.

Per tutto il giorno, alternano la loro attenzione fra noi, i nostri cani, le cose di case. Solo davanti al cibo si trasformano, la loro riservatezza si annienta diventando amabili al limite dell’appiccicoso. Per soddisfare le gioie dello stomaco, sono pronte a tutto.


Talmente diverse da completarsi
(seguendo la crescita di Arowen ed Eowyn)


Se il Grande Spirito ci avesse voluto tutti uguali
Non avrebbe affidato a Madre Natura la Creazione (Akera)

La tolleranza del Cane unita alla saggezza del Lupo
permette al Cane Lupo di Saarloos
di rivelarti gli aspetti più belli e misteriosi del Selvatico

Mai lontane, Arowen ed Eowyn affrontano e superano tutte le cose insieme. A mano a mano che prendono confidenza con casa, con noi e con gli altri nostri cani, le loro espressioni mutano, si evolvono, si manifestano in maniera più espansiva.

Ugualmente diffidenti ma con particolarità diverse.

Eowyn è sempre la prima a prendere l’iniziativa, sia questa uscire in giardino o scoprire cosa c’è dietro un mobile o sopra un mobile… è sua prerogativa quella di arrampicarsi ovunque, scalare una rete o inerpicarsi sul davanzale, per passare poi sulla madia e ancora più su, fino alla mensola, oppure aprire lo sportello di un armadio per curiosare riguardo a cosa c’è in quel vano nascosto… Arowen la guarda, in silenzio la segue. Eowyn quando si mette in azione parla con tutto il suo corpo, dalla punta delle orecchie a quella della coda si divincola in un movimento continuo che esterna le emozioni che la percorrono, a differenza di Arowen che si esprime solo al cospetto degli adulti e nei giochi con la sorella. Quando esplorano Arowen segue Eowyn mantenendo la coda sempre in riposo, al contrario di Eowyn che dopo il primo momento di silenzio, la dimena in direzioni opposte così come dettano le sue sensazioni.

Eowyn nel suo farsi trasportare verso la conoscenza delle novità, affronta le cose in un primo momento in maniera guardinga, coda bassa, orecchie attente, postura leggermente accucciata sugli anteriori e alta sui posteriori; muovendosi silenziosamente si inoltra, se esplora un posto nuovo; si avvicina, se deve conoscere un oggetto; tarda l’accostamento se il fulcro è una persona. Arowen segue Eowyn, dapprima ponendosi dietro, poi affiancandola, e superandola solo quando percepisce la tranquillità del luogo, la non pericolosità dell’oggetto, però mai la oltrepassa quando si tratta di una persona (soltanto una volta mi è capitato di vederla anteporsi ad Eowyn in questa circostanza e cioè, all’età di tre anni, quando al branco si era unito da poco il piccolo Faal – ma di questo episodio ve ne parlerò poi).

Le Saarloos e le persone

Dapprima sono molto circospette, riflessive, non spaventate ma decisamente poco disponibili al contatto. Poi, la piccola Eowyn, vinta dalla curiosità, tenta un avvicinamento, Arowen la osserva tenendosi a debita distanza. Eowyn, nell’approccio, non accetta la dominanza della persona, dominanza che si risolve nel solo gesto di allungarsi verso di lei, è Eowyn che deve dirigere il gioco, altrimenti rifiuta la conoscenza.
In Natura, quando l’intruso penetra in un territorio occupato, nel momento in cui avviene l’incontro con il branco (padrone dell’appezzamento), non è lui ad imporre le presentazioni, no, egli attende che sia uno degli anfitrioni a studiarlo. Parliamo logicamente di un intruso che il branco ospitante non ha nessuna intenzione di cacciare, altrimenti gli atteggiamenti sarebbero completamente diversi da subito. Solitamente, quando uno sconosciuto tenta l’avvicinamento di un branco, ha già lasciato o lanciato diversi messaggi a distanza, è un modo per annunciarsi al branco, l’opportunità di farsi conoscere con un certo anticipo.
Riflettendo sull’esempio e rapportandolo alle Saarloos, non vedo nulla di innaturale nel comportamento di Eowyn anzi, mi sembra che metta in atto un codice tramandato nel sangue. Infatti, quando anche a lei è permesso di operare in modo naturale, le diffidenze spariscono. Altra similitudine è: in Natura, all’avvenuta conoscenza, anche il resto del branco tenta l’approccio; nel momento in cui Eowyn si concede, anche Arowen si avvicina.

Con Paolo e con me, Arowen mostra più tranquillità di Eowyn, però, mentre Eowyn nel momento in cui lascia andare un po’ di tensione, si abbandona quasi totalmente, in Arowen, si avverte sempre un leggero distacco.

Il loro essere diffidenti non va confuso con una reazione di nervosismo, inteso come poca stabilità dei nervi, o di paura. Nelle situazioni di forte stimolo infatti non hanno alcun tentennamento. Eowyn affronta tutto con curiosità, Arowen con determinazione. Superano le difficoltà in maniera coscienziosa, valutando il pericolo e godendo poi della conoscenza acquisita. Inversamente a quando lo stimolo non viene ritenuto valido, allorché se obbligate, Eowyn s’imbizzarrisce come un cavallino da corsa ed Arowen diventa un macigno.

Se le novità vengono proposte in un posto conosciuto Arowen si adatta abbastanza rapidamente, la velocità di adattamento dipende dal tipo di novità, Eowyn invece rimane in disparte ad osservare le reazioni della sorella. Solo quando questa le concederà uno sguardo, Eowyn deciderà di avvinarsi e dare fiducia alla cosa.
Aumentando la loro fiducia nei nostri confronti, cercano anche in noi la soluzione.

Nota curiosa è il cambio di vestiti. Quando Paolo ed io ci cambiamo i vestiti, dobbiamo avere l’accortezza di indossare nuovamente uno degli indumenti che volevamo mettere a lavare, almeno fino a che gli abiti puliti non abbiano preso il nostro odore. Inutile dire che nessuna delle due ama i profumi, amano invece assorbire l’odore della nostra pelle, strofinarsi su di noi ed amalgamare il loro con il nostro profumo e viceversa (una miscela esplosiva!).
L’odore è un elemento fondamentale per il Saarloos. Ad esso si affida molto più che agli altri sensi. Soprattutto nei primi tempi, ma frequentemente anche poi, è necessario mantenere indosso un indumento usato al momento del cambio d’abiti perché è importante, per il Saarloos, non perdere il contatto con l’odore familiare.
Al nostro rientro in casa, Arowen ed Eowyn avvertono le diverse essenze portate del mondo esterno. Ciò mette loro in uno stato di agitazione. Prima di presentarci alle Saarloos, dobbiamo rindossare i vestiti che avevamo prima di uscire, altrimenti la diffidenza torna a manifestarsi. Il mancato cambio di abiti muta l’accoglienza che ci riservano - a fare la differenza è la prevalenza o meno del nostro odore sugli altri. Molto infantili e festose, se sappiamo di noi, avverse e diffidenti, se sappiamo di qualcos’altro.
Il Saarloos è capace di farti sentire molto importante e al contempo un essere strano da cui tenersi alla larga!

La prima uscita al guinzaglio

Eowyn è contrariata e mostra tutta la sua riluttanza. Solo quando capisce che può essere lei a dare la direzione di marcia, riacquista una postura più dignitosa, alza la coda e s’incammina. Anche Arowen dapprima non ne vuol sapere, ‘uffa’ sembra dirci con i suoi occhi e si siede. Essendo ancora una cucciolina, due vocine e una carezza rassicurante bastano per farla alzare.
Siamo sulla stradina davanti casa. È una via tranquilla, un tipico vialetto di compagna largo un paio di metri, fatto di ghiaia e sabbia di fiume, poco trafficato. Sui bordi un po’ d’erba. Il posto è nuovo ma riparato bene dalle vie principali e dal traffico.
L’inizio della passeggiata è lento, le Saarloos sono caute. Eowyn mangia qualche filo d’erba. Arowen marca il sentiero facendo pipì. Dopo una decina di minuti di passeggiata ci fermiamo e cominciano a giocare fra loro. Oramai il ghiaccio è rotto, per cui riavviata la marcia, Eowyn come da copione avanza in avanscoperta, Arowen si accoda.
Tornando verso casa non mostrano più alcuna diffidenza nei confronti del guinzaglio e anche la strada non è più una novità, infatti, non vogliono rientrare.

Nelle manifestazioni di protesta, Eowyn diventa recalcitrante, Arowen si siede e appesantisce il suo corpo (non so come faccia, ma riesce a sprigionare una tale forza che sembra sia attaccata con la colla al posto dove ha deciso di rimanere).

La prima dominanza

Eowyn si esprime attraverso gli atteggiamenti, le espressioni facciali, la mimica; Arowen non dialoga molto, lei è più un’osservatrice attenta e solo se ne vale la pena, risponde nella sua maniera un po’ pesante.
Eowyn, più infantile, è delicata nella maggior parte delle cose che fa, ma è in grado di risolvere le questioni con fermezza e determinazione. Arowen, più seria, è materiale e imponente, ma capace di affrontare saggiamente discussioni e giochi.
Ancora piccine, le ho viste in un’azione di dominanza che solo nei documentari ho potuto ammirare: Eowyn non si dava pace, dopo aver rovistato tutto il giardino, corso, bevuto, catturato una foglia, inseguito una pallina, non sapeva più cosa inventarsi. Arowen invece, stava tranquillamente ‘contando gli oggetti che aveva attorno a se’… Eowyn, con mosse furtive cercava di attirare l’attenzione della sorella, forse voleva rubarle qualcosa o forse voleva solo la sua considerazione… convinta o esasperata Arowen le dà retta, ma sarebbe stato meglio per Eowyn se non lo avesse fatto! Non è successo nulla di grave, ma la piccola Eowyn, senza aver avuto il tempo di dire’ba’, si è ritrovata la sorella addosso che la teneva ferma con un morso ben serrato sul muso. Per niente intimidita, Eowyn ha risposto girando la testa quel tanto che le permettesse di afferrare la zampa anteriore di Arowen, altrettanto saldamente. A questo punto, Arowen per mettere fine alla questione ha posato le zampe anteriori trasversalmente sulla schiena di Eowyn, che nel frattempo non mollava il suo collo. Le due Saarloos, sono rimaste immobili per qualche secondo e solo l’aggiunta di una voce sorda di Arowen ha fatto desistere Eowyn. Finita l’azione, dove erano state poste le bocche, oltre a un po’ di bava non c’era altro e Arowen ed Eowyn, come se niente fosse accaduto, hanno ricominciato a fare quello che stavano facendo prima – Arowen a contare i giochi ed Eowyn a cercare qualcosa da fare.
Di tutte le piccole zuffe che ho visto fare fra cuccioli di cane di altre razze, quel che ricordo è solo un gran baccano, voci, ringhi, abbaietti acuti e, alla minima pressione delle bocche, lamenti da far pensare allo squartamento di qualcuno.
Fra le due Saarloos, la mimica è stata soprattutto corporea e all’occorrenza munita di una voce sorda.

Credo che questa differenza comportamentale si possa attribuire alla docilità del Saarloos di gran lunga maggiore rispetto a quella delle razze neotenicamente inferiori. L’equilibrio, naturalmente saldo nel Lupo e nelle razze canine a lui più vicine, mostra i suoi livelli di stabilità o meno, mano a mano che ci allontaniamo dal quinto livello di crescita. Anche oggi all’età di cinque anni, quando Arowen ed Eowyn chiariscono il loro disappunto, non ho mai paura che la faccenda possa degenerare in qualcosa di più grave di una boccata di arresto, di uno spintone o di un atteggiamento di chiarimento gerarchico, altresì ne ho, quando ciò avviene fra soggetti inferiori.

Il primo osso

Arowen poltrisce sotto il tavolo, Eowyn sembra molto interessata a quel che accade fuori della finestra… in un battito di ciglia, le trovo aggrovigliate in un telo con l’intento di farlo in mille pezzetti.
Non avendo più teli da ricucire ed essendo molto preoccupata anche solo all’idea che possano mangiare tutto quello che fanno a frange, mi viene in mente di offrire loro un ossetto, il normale ossetto di pelle di bufalo della grandezza logica per un cucciolo… che grosso sbaglio!... Arowen con due ciancicate (la parola morso non rende l’idea), lo divide in due e ne ingoia una parte, Eowyn invece, ci gioca come un gatto col topino, lo anima e lo lancia in tutte le direzioni… nella corsa dell’ossetto non si risparmia di rincorrerlo, catturarlo e lanciarlo nuovamente - la piattaia della cucina ha rischiato più di una volta di rovinare a terra, la biscottiera di ceramica invece non esiste più - bene, togliamo subito questi ossetti, altrimenti rischiamo conseguenze peggiori delle frange dei teli… ‘ma adesso come vi tengo impegnate?... l’osso gigante’. Due ossi lunghi trenta centimetri, li scarto, glieli do e finalmente si sdraiano… per un’oretta posso rilassarmi.

 

La voce delle due Saarloos

All’inizio hanno ascoltato molto e parlato poco.
Da subito interessate ad ogni tipo di abbaio e vocalizzo delle altre creature, hanno imparato a riconoscere le varie modulazioni: l’avvertimento di un pericolo, di una novità, dell’arrivo di Paolo a casa, i chiarimenti gerarchici, i richiami… I primissimi giorni, in particolar modo sembravano attratte dall’ululato della mattina, e dopo poco anche da quello puntuale alle cinque del pomeriggio, appena prima dell’abbaio del pasto, che definirei più ‘gran baccano o cagnara’ che abbaio, ed infine, dal terzo ed ultimo alle nove di sera, circa.
Balto, il Maremmano (8 anni) alle sette di mattina (ora della sua sveglia), alle cinque del pomeriggio e alle nove di sera, più o meno, (ora in cui si ritira nel suo box e lì resta fino alla mattina seguente, salvo avvisaglie notturne di probabile pericolo), inizia la sua modulazione profonda. Ad essa risponde Dart, il Malinois (13 anni), poi Leyla, la sua compagna (9 anni, Malinois), le Veline (9 anni, un nome, un programma) e via via tutto il resto del branco in ordine gerarchico.
Insieme cantano il buongiorno, il buon pomeriggio e la buonanotte..
Eowyn, come sempre all’inizio, è la prima a reagire. Veloce come il lampo salta sul davanzale della cucina. Due metri più in là, nel giardino, ci sono i quattro box della notte. Dall’ultimo ecco che Balto esegue il ‘do’ di partenza, a seguire Dart e Leyla e, da eco, alle nostre spalle, le Veline dal soggiorno. Arowen guarda Eowyn che incantata non si scolla dal vetro della finestra. Il canto piano piano si diffonde fra tutti i nostri cani. Le due Saarloos ascoltano attente.
Affascinata dalla loro attenzione, e molto anche dall’ululato, una mattina intono per loro il mio richiamo. Arowen mi corre incontro come se avesse ricevuto il messaggio che aspettava, Eowyn la segue, ma mentre Arowen canta con me Eowyn fa solo finta.

Da quella mattina in poi, Arowen si è sempre unita al branco e a me, nei canti. Così come la piccola Eowyn non ha mai mancato di associarsi con la presenza, muovendo la bocca, allungando il muso verso l’alto e, solo dopo qualche giorno, deliziandoci con la tonalità della sua melodia.
Entrambe hanno una nota alta con una differenza nel volume. Arowen sovrasta tutte le voci di casa. Eowyn, si amalgama abbastanza al gruppo.
Nel loro canto però, si nota come una diversità di idioma, è come se parlassero una lingua diversa. non voglio dire che parlano forestiero, ma che le loro note sono modulate in maniera diversa da quelle degli altri nostri cani, si.
I toni bassi di Balto, Dart, Baloo, Bagheera e Rey, sono inconfondibili, mentre le voci rimanenti, alte, femminili oserei dire, anche se quando vengono ascoltate con attenzione si differenziano nella totalità d’esecuzione, nel gruppo quasi non si distinguono, eccenzion fatta per quelle delle due Saarloos.
Ho sempre sognato di comunicare con i miei cani attraverso voci appartenenti al loro mondo, così, sfruttando la risposta a questo richiamo, ho cominciato ad impostarne uno tutto mio da usare in una circostanza ben precisa.
Nelle uscite nel bosco sotto casa, a nulla serviva chiamare le due sorelline per nome, troppo prese dalla natura, dalle corse, dagli odori, dai giochi di predazione… per farle correre da me, un giorno intonai quel canto, un ululato completamente diverso da quello comunicativo/giuntivo della mattina, del pomeriggio e della sera.
La prima ad arrivare è stata Arowen, subito a ruota Eowyn.
Una cosa stupenda che accade ad ogni ricongiungimento, è la danza interpretata da queste due lupette manifeste di felicità. La percezione che ricevi è quella di essere trasformata in una stella alla quale ruotano attorno due pianeti.

Da loro ho imparato il vocalizzo del rimprovero. Il ringhio sordo coronato all’occorrenza da una bella mostra della dentiera, è una forma di comunicazione nota a tutti, quella di cui non avevo idea che esistesse è: l’abbaio singolo dalla nota molto alta, un po’ come il nostro ‘AH’ di spavento per una cosa improvvisa oppure la marcatura dell’accanto sula ‘a’ di ‘attento’ quando dobbiamo avvertire qualcuno di un pericolo imminente.
Le Veline escono dal soggiorno urlando e abbaiando (per le Saarloos questa è, molto probabilmente, una nota di squilibrio o un campanello di allarme). Ad ogni vocalizzo di questo tipo, Arowen ed Eowyn si affacciano alla finestra della cucina. Le Veline, dopo aver perlustrato velocissimamente il giardino, minacciando tutto e tutti abbaiando e urlando, un giorno sono andate a battibeccare alla Lupe… Eowyn si è trasformata rispondendo a quell’insulto con un pericoloso atteggiamento attivo. Arowen invece si è limitata ad irrigidirsi e in seguito ad emettere quel tipo di segnale acuto ‘AH’ ad ogni uscita le sei pesti.
È un segnale che emette solo per mostrare il suo disappunto alle manifestazioni che accadono fuori casa quando lei è dentro, è come se volesse riportare ordine là dove non può essere vista e dove quindi non può usare una mimica o un atteggiamento che indichi ugualmente un rimprovero. Infatti, quando è nella sua tana, la cucina, o comunque è in vista, se deve mettere ordine, a seconda della circostanza, emetterà il ringhio sopracitato, o poggerà i denti sulla zampa, sul torace, sulla testa o sulla bocca del rimproverato oppure semplicemente lo toccherà con una mano.

Qualcosa cambia: le Saarloos e i Cani

Come è avvenuto il primo giorno a casa, la poca considerazione nei nostri confronti si è contrapposta alla grande socialità mostrata con i nostri cani. Ora però non sono più i cuccioli che devono farsi accettare, ora hanno conquistato il territorio e sono vigili su quel accade. Qualcosa è cambiato!
Arowen si mostra sempre tranquilla e disponibile alla conoscenza, il suo modo di porsi e di mostrarsi è fluido e sereno. La sua sicurezza mette il nuovo arrivato a proprio agio.
Eowyn è un carro armato, si lancia verso il ‘malcapitato’ con l’impeto che la distingue. Se ad accoglierla è un soggetto forte, questo la attende sereno, si lascia annusare, si presenta in tutta tranquillità, Eowyn assume un comportamento remissivo e infantile. Se al contrario, è un insicuro, quell’atteggiamento irruente può trasformarsi in qualcosa di più violento. Se però, l’ospite non si mostrerà nervoso oltre il limite - entrambe non sopportano i vocalizzi acuti prolungati, probabilmente perché li ritengono dichiarazioni di aggressività dettata da insicurezza - non accadrà nulla (non ho mai visto le Saarloos compiere un’azione di aggressività volta a far male).
Con i soggetti anziani sono impeccabili. La calma è la virtù dei forti.

Un gioco un istinto

Arowen predilige i giochi di cattura e di lotta. Eowyn ama occupare il tempo appagando la sua curiosità ma non disdegna una bella azione di predazione.
Eowyn rincorre il gioco che scappa, ma una volta afferrato lo lascia subito andare, lo fissa per un attimo e poi prova a muoverlo con le mani, quasi volesse rianimarlo (ricorda il gattino di prima che ora gioca con la pallina di carta); Arowen non è tanto attratta dalla rincorsa dell’oggetto quanto dall’afferrarlo, sgrullarlo e, una volta immobilizzato, sbatterlo a terra per rimboccarlo. Se però l’oggetto è stato già catturato da Eowyn, la quale sentendo il pericolo di perdere la sua conquista si guarda bene dal lasciarlo cadere a terra, Arowen si affianca alla sorella, e insieme… mostrano al mondo la vittoria? No… Eowyn con la predina in bocca gira fiera e mostra la sua vittoria, la coda è alta e il retto protratto verso l’esterno per sprigionare più odore, Arowen le si mette al fianco sinistro, si muove in maniera fanciullesca, tiene la coda non più alta della groppa e chiusa verso Eowyn,.
In questa circostanza il morso di Eowyn è fermo, la coda è sempre alta e oscilla lievemente verso la sorella.
Ma attenti a non rilassarsi, alla minima mossa falsa ecco che l’oggetto, non più tenuto stretto fra i denti con determinazione, viene rubato e allora, la situazione si inverte.
Eowyn è molto più discreta quando si affianca ad Arowen, quasi la sua intenzione fosse realmente quella di accompagnare la vincitrice o di elemosinare un atto di accondiscendenza e non di aspettare il momento opportuno per riavere il maltolto. Il suo atteggiamento cambia, solo quando Arowen diventa superficiale, stufa forse di giocare, l’impressione che dà è infatti quella di volersi far rubare la predina per togliersi dall’impiccio.
A questo punto Eowyn manifesta più decisione e aggressività. Si affianca ad Arowen, acciuffa un lembo di straccio, lo contende e una volta vinto, lo sgrulla. Il povero straccio viene sbatacchiato da tutte le parti e poi frangiato.

Ci tengo a precisare, che né in questo primo periodo della crescita, né mai in seguito, Arowen ed Eowyn hanno avuto atteggiamenti aggressivi con Paolo o con me.
Con noi, riescono ad abbandonarsi ad un modello di gioco similare, ma l’enorme rispetto che hanno nei nostri confronti le induce a non osare più di tanto.
L’aggressività scaturita nei giochi naturali è solo un elemento di approfondimento del gioco stesso e ha termine nel momento in cui il passo verso altri scopi è nelle vicinanze.
Un Cane Lupo di Saarloos, grazie a questo suo fantastico modo di esprimersi, del tutto simile a quello di sua mamma Lupa, non invertirà mai i ruoli con l’uomo (rispettato e probabilmente anche temuto), se non, forse, quando costretto dalla sopravvivenza, e in più – fortunatamente – mai potranno essere sfruttate le sue grandi qualità per l’impegno in una competizione sportiva.
Troppa gente, troppo caos, troppa finzione… tutto deve avere uno scopo naturale per lui, una motivazione che davvero non può trovare in un attacco al figurante, in una sequenza di salti, in una prova di obbedienza… nell’intimità della propria casa, è in grado di imparare tutti gli esercizi proposti dal compagno umano, purché siano di giusta motivazione, ma al di fuori del guscio, se non si presenta la realtà nell’esercizio, quest’ultimo non ha motivo di essere ripetuto.

Il gioco è la base delle esperienze comunicative delle Saarloos, è il fulcro della crescita cognitiva.
Tutte le loro azioni e tutte le fasi di sviluppo, passano attraverso quei canoni fortemente radicati nell’essenza lupina che ne caratterizza il pensiero.

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Nei giochi di predazione, in quelli di lotta, nell’arte delle ruberie, nell’invito ad interagire, in tutte le forme di comunicazione, da quella infantile a quella decisionale, tutto avviene tramite l’attivazione e la trasmissione di messaggi atavici, volti a formare il carattere, ‘nota’ protagonista della vita nel naturale.

Giochi di predazione.
Il gioco è sempre la miglior scuola.
Quante volte abbiamo visto i nostri cani giocare a rincorrersi, e nella corsa urtarsi e fare a spintoni?... afferrarsi per il collo o per la coda, fermarsi un attimo, e poi ricominciare invertendosi nei ruoli?
In verità, la definizione ‘gioco’, è solo una maniera per determinare un’azione non aggressiva/offensiva. Quel che nella realtà sta accadendo, è una simulazione o perfezionamento di tecniche di predazione e tecniche di lotta.
L’istinto predatorio non è altro che, l’attitudine a porsi in agguato per l’inseguimento e l’accerchiamento della preda. Nell’istinto predatorio, l’aggressività intesa come azione volta a far male, non c’è. Ciò che chiamerà in atto l’aggressività, sarà il desiderio di catturare. Per aggressività s’intende solo il ‘serrare la bocca su alcunché’; tenere bloccato qualcosa con la bocca, non vuol dire dilaniarlo, vuol dire solo tenerlo fermo. Per desiderio di catturare, s’intende il bisogno di fermare la preda per impedirne l’azione di fuga, ne consegue che l’aggressività scaturita, non porterà al ferimento della preda. Saranno poi le circostanze, a far decidere la preda e il predatore, se e quando, interrompere/terminare o completare l’azione.
Stiamo parlando, quindi, di gioco inteso come comportamento ludico da cui trarre insegnamento. Atteggiamenti ove apprendere il significato dei segnali.
Se a giocare saranno due cuccioli che ancora non sanno dosare le proprie forze, riscontreranno a loro spese, cosa vuol dire insistere e desistere con la pressione di un morso. Il cucciolo predatore afferrerà il cucciolo preda, quest’ultimo non volendo arrendersi con tanta facilità, al momento della presa, a sua volta, afferrerà con la bocca l’altro. Essendo due animaletti molto determinati, sarà dura per loro sospendere l’azione, almeno fin quando, la pressione dei dentini non sarà tale da provocare dolore. I vocalizzi che ne deriveranno durante la baruffa, ma soprattutto al momento in cui l’intesa si fa più cruenta, saranno le parole chiave di: ahia, giocando/mordendo così forte, mi sono fatto male!...
Quando, in un altro momento, passando dalla predazione alla lotta, uno dei due ascolterà quel vocalizzo, anche se emesso dall’avversario, non penserà: o scusa non volevo farti male… no, gli tornerà in mente, il dolore che in precedenza aveva sperimentato, e sarà questo, l’elemento scatenante che lo porterà a desistere. È un po’ come se avesse timore di provare ancora dolore. È la consapevolezza del dolore.
Quel che di stupendo c’è nel loro linguaggio è tutto qui: un vocalizzo, significa un’esperienza vissuta in prima persona; un’esperienza di cui si è appreso il significato materialmente e psicologicamente. È un significato reale, vivo.
Il cucciolo cresce, e quello che ha imparato, lo custodisce saggiamente.

Tratto dal libro "Alfa questa sconosciuta" di Barbara Tullio e Paolo Caldora

Non so quanto il Saarloos è consapevole del fatto che questo suo modo di agire, di crescere, è unicamente fine a se stesso; non so quanto è cosciente, di appartenere sia al mondo civilizzato che a quello selvatico. Egli mantiene il riserbo e l’espressività propria del Lupo, così come la fedeltà dal momento in cui si concede, durante la crescita si impegna a mettere in funzione il codice genetico per dar corpo ad uno stile di vita naturale, più che mai vivo dentro di lui, ma in effetti Lupo non è… questi suoi atteggiamenti però, non si possono attribuire propriamente al Cane… e perciò mi chiedo: quanto sa del suo essere Selvatico?...quanto è giusto farlo vivere a contatto con la città, il progresso, i contesti dei concorsi, l’addestramento?...quanto sarebbe più idonea per lui una vita a contatto con la natura?... le sue espressioni lupine parlano chiaro, non ama la civiltà; eppure molte persone asseriscono che del Lupo, in lui, oltre all’aspetto fisico e alla diffidenza, non è rimasto altro, l’aggressività ad esempio è completamente sopita.
Vedere Arowen ed Eowyn combattere e lacerare lo straccetto, sentirle vocalizzare all’avvicinamento al proprio cibo da parte di un’altra creatura, in quel particolare modo che solo durante la spartizione della preda si può sentire, o ancora la postura che assumono nei chiarimenti gerarchici, non sono comportamenti che mi fanno pensare ad un’aggressività sopita. Non sono offensive verso l’uomo, è vero, ma quello io lo chiamo rispetto e/o diffidenza a seconda dell’uomo in questione, oppure il non agire in maniera dura nell’incontro con un animale (cane, gatto, uccellino o lucertola che sia), che per me è equivalente ad equilibrio sociale.

La saggezza del Saarloos è il riflesso del Lupo che ha dentro.

L’olfatto

Fratello Cane si muove nella pancia di mamma. Ecco le prime contrazioni. Mamma comincia a respirare in maniera ritmata, si interrompe all’arrivo della contrazione e spinge, un attimo dopo ricomincia a respirare, altra interruzione, contrazione e spinta… finalmente appare un involucro bluastro. Mamma accuratamente incide il sacchetto, e comincia a leccare il piccolo salsicciotto fuoriuscito. Sotto quei baci, a contatto con la calda e morbida lingua di mamma, il cucciolo saluta la vita.
Fino alla nuova contrazione, causata dalla chiamata di un fratellino, mamma si occuperà esclusivamente di lui. Piano, piano il cucciolo, sempre più consapevole di essere al mondo, cercherà di alimentarsi. Il calore del corpo di mamma e l’odore forte del suo latte, gli indicheranno la via da seguire. Mediante dei movimenti striscianti, formando dei piccoli cerchi, presto arriverà a meta. Mentre lui è alla ricerca della mammella, mamma mangerà il sacchettino che lo conteneva, oltre al fatto che la ‘tana’ o ‘cuccia’ deve essere sempre pulita per far si che non ci siano problemi di igiene, tale involucro è ricco di sostanze nutrienti, le farà bene.
Uno sguardo al cucciolo, un altro bacio, una sbirciata in giro per controllare se tutto è pulito ed ecco arrivare un’altra contrazione, il fratellino sta bussando, vuole uscire.
Come per il primogenito, ugualmente senza disparità e preferenze, mamma si occuperà di lui e, appena sarà pronto per alimentarsi, dividerà le sue attenzioni fra i due fratellini.
Attenzione, eccone un altro che vuole unirsi alla compagnia.
Senza sosta, senza dare alcun segno di stanchezza, mamma si rimette all’opera.
I tre fratellini sono ora uno accanto all’altro. Invece di riposare mamma comincia a pulirli, a scaldarli, a stimolargli le pancine rosa.
Ah, quelle pance, mi ci perderei fra quelle mitiche pance…
Schh… silenzio adesso, i cuccioli sazi, accoccolati nella culla di mamma, si sono addormentati, e mamma, tranquilla sapendo di non aspettare più sorprese dell’ultimo momento, si lascia andare un pochino alla stanchezza. Chiude la testa verso il grembo, copre delicatamente i suoi cuccioli, i respiri si confondono, si uniscono. La parola famiglia ha acquistato il suo significato più vero...

Tratto dal libro "Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura" di Barbara Tullio e Paolo Caldora

 

L’istinto alla ricerca nel Saarloos è qualcosa di estremamente naturale e decisamente selvatico.

Nella ricerca purtroppo non ho potuto ancora realizzare appieno un grande sogno.
Fin dall’inizio del mio accostamento al mondo cinofilo, ho avuto una certa preferenza per la ricerca in pista.
La bellezza di osservare un Cane in un atto così naturale, mi porta ad usare io stessa l’odorato in maniera diversa. Riuscire a captare le diverse essenze, mi dà la possibilità di conoscere meglio i luoghi, e in essi diversificare le varianti stagionali o quelle dipendenti da altri fattori. Distinguere il passaggio di un animale o di una persona affidandosi al solo olfatto lo trovo molto ‘Tarzan’ o ‘Robinson Crosue’, come pure identificare le tracce lasciate sul terreno e seguire i miei Cani nella ricerca.
Chissà che incanto sarà seguire due Lupe – mi son detta.

Abbiamo portato Arowen ed Eowyn in pista che avevano pochi mesi, scegliendo per loro un terreno di pascolo che già avevano avuto modo di conoscere. Essendo molto diffidenti, volevamo che si sentissero a loro agio. Diversamente dalle nostre aspettative, la prima uscita è stata un po’ disastrosa, le Lupe non riuscivano a concentrarsi…
Non riuscivano a capire cosa si stesse chiedendo loro di fare e soprattutto non capivano perché dovevano farlo l’una lontana dall’altra, (Arowen in pista, Eowyn in macchina e poi al contrario). Non conoscendo bene i Saarloos, avevamo sottovalutato il grande bisogno che hanno di sapersi vicini. Dividere due Saarloos non è cosa da poco. E poi, sicuramente i loro punti interrogativi era dettati anche da una motivazione sbagliata.

La motivazione è fondamentale per il Saarloos; cosa potevano trovare in pista che già non avevano a casa nella ciotola, o in giardino, o lì accanto a loro o addirittura in macchina?... come far capire ad una figlia di Lupo che deve seguire una traccia dove può trovare del cibo anche se non ha fame, che deve trovare un gioco quando dei giochi non le importa molto, o che deve trovare, che cosa non si sa, visto che il suo mondo – il branco – sa benissimo dove sia, Paolo ed io accanto a lei, e la sorella in macchina?...

La conferma di pista sono i biscotti che adorano, la traccia è molto marcata, l’odore si diffonde un po’ troppo rispetto ad una semplice impronta, questo dovrebbe portarle a superare le insicurezze.

Superate le perplessità nelle prime piste, le due Saarloos assumono atteggiamenti completamenti diversi ed è subito magia:
- Arowen annusa il terreno, parte decisa a passo lento… la sua attenzione è alla traccia e a tutti i suoni fra gli alberi vicini, alla brezza leggera che di tanto in tanto fa arrivare un profumo poco lontano, ai cinguettii degli uccellini, al rumore del ruscello… le emozioni che trasmette sono indescrivibili.
- Eowyn, è veloce, divora gli odori… di tanto in tanto, si gira su stessa e procede a ritroso, forse controlla quel che faccio io che la seguo a breve distanza… poi si mette perpendicolare alla traccia, forse controlla qualcos’altro, ma il naso è sempre a terra… con Eowyn non hai il tempo di vivere le emozioni che trasmette, le sue azioni si svolgono in maniera rapida e imprevedibile e non hai la possibilità di assaporare l’avvenimento se non nel momento in cui, tornati a casa, ripensi a quel che è accaduto.

Sfortunatamente, il posto dove vivo non mi permette di perdermi in pascoli e boschi inesplorati, così per non cadere nella monotonia della situazione che porta le Lupe a demotivarsi, ho dovuto interrompere questa attività con loro. Mi riprometto però di trovare un posto magico per vederle ancora all’opera.

...Quel che distingue un buon cercatore, oltre all’istinto, è la presenza nel suo carattere di un temperamento medio, per evitare che la difficoltà di esecuzione del tracciato possa fargli cercare una via per uscire dalla situazione in quel momento non gradita, e una soglia di reazione dei nervi alta, affinché la sua attenzione nella ricerca non sia infastidita da elementi che possano turbarne la tranquillità.

Cosa può turbare la tranquillità di Fratello Cane e di Fratello Lupo?
Il mutamento dello stato. L’imprevisto che può mettere in allarme più del dovuto, se il nervosismo prende il sopravvento. La soglia di reazione dei nervi si distingue se il soggetto è carente di sicurezza, il che è conseguenza di poca resistenza psicologica agli stress negativi. Logicamente non si può racchiudere una caratteristica deficitaria in poche righe e con sole quattro parole, l’insicurezza è correlata a fattori della crescita, a esperienze vissute che ne hanno forgiato positivamente o negativamente la formazione.
Senza rimanere nel tema specifico della ricerca, vorrei qualificare i temi toccati in queste ultime righe: tempra, sensibilità, diffidenza, paura, nervi… un bel guazzabuglio di perplessità.
Anche se all’apparenza può sembrare un gioco di sinonimi, c’è una grande differenza fra le qualità naturali citate.
Tempra – capacità di sopportare un’esperienza negativa psicologica e/o fisica.
Sensibilità – capacità di percepire e di assorbire le piccole sfumature psicologiche.
Diffidenza – mancanza di fiducia in ciò che non si conosce.
Paura – forte turbamento di pericolo che porta ad agire in maniera esagerata.
Soglia di reazione dei nervi – limite dei nervi sottoposti a stress.
L’insicurezza nel cane non è la mancanza di fiducia in se stesso, ma la consapevolezza di non essere abbastanza forte per poter affrontare il problema ‘x’...

Tratto dal libro "Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura" di Barbara Tullio e Paolo Caldora


Cane nel nome - Lupo nel cuore

Come chiedere ad un Lupo di venirti incontro?... come convincerlo ad affiancarti?... come parlare con lui senza usare le parole?... come insegnargli cose che lui già sa e tu hai solo visto fare?...
Più volte nei miei scritti ho parlato della docilità del Lupo, docilità intesa come conoscenza e rispetto delle regole che fanno di un nucleo una famiglia. Più volte mi sono chiesta quali sono le motivazioni principali per cui un Lupo – cucciolo o adulto – dia tutto se stesso al branco, confidando in esso e lottando per esso. La risposta è una sola: la sopravvivenza. La sopravvivenza dà la possibilità agli individui sociali di organizzarsi e di formare gruppi altamente funzionali ed equilibrati. Alla base, il rispetto degli uni verso gli altri e una forma di attaccamento dipendenza che l’uomo paragona all’amore. Ma l’amore è tutt’altra cosa; l’amore è dipendenza al limite dello squilibrio, mentre l’attaccamento è il bene comune congiunto al bene del singolo.
Un Lupo segue il suo branco perché senza di esso non ha ragione sulla vita. Un cucciolo segue il suo faro, perché senza di esso non ha ragione sulla vita.
Ho cresciuto le mie Saarloos cercando di pensare come un Lupo e ho iniziato a lavorare con loro sempre seguendo questo filo naturale.
Ho simulato il rientro dalle cacce e il rigurgito per i piccoli nelle zone rendez-vous e in questo modo, facendomi seguire e fermandomi solo nel punto (punto ‘x’ variabile a seconda del successo ottenuto dall’affiancamento delle Saarloos) da me deciso per elargir loro cibo, ho insegnato da Arowen ed Eowyn la condotta . E prego i profani di non confondere questo atto come conseguenza di un insegnamento avvenuto con l’applicazione di un metodo buonista di addestramento attraverso il cibo. In molti usano metodi e regole per ammaestrare i propri compagni, dal cibo alla frusta, dal per piacere al fallo e basta, senza sapere i perché e i per come delle motivazioni. Metodi e regole per una massa che fugge la realtà. In quel momento, io ero realmente il Lupo che forniva il pasto ai cuccioli ed insegnava loro a seguirlo se volevano mangiare, senza però dover affamare le creature che hanno sempre ricevuto la normale razione nei tre pasti giornalieri. Era un gioco in cui veniva simulato un atto che accade nella realtà.
Capito il meccanismo di attivazione del pensiero nel naturale, tutto è venuto facile.
Il passaggio dalla richiesta di cibo all’interazione con i giochi elusivi delle ruberie, al cambio di motivazione dunque, è stato lo stadio di crescita raggiunto. Come in natura, anche a casa è accaduto che ad una certa età i cuccioloni hanno avuto bisogno di approfondire le tecniche di predazione, la canalizzazione degli istinti e delle qualità naturali, come sfruttare la lotta, l’aggressività, la possessività senza degenerare mai in offesa - superlativa caratteristica del Lupo, mai ferire in fase di apprendimento e, un domani, solo se costretto dalla sopravvivenza.

Durante i nostri giochi interattivi nella mia mente si sono affacciate altre domande: nell’affiancarsi a me, seguono un ordine gerarchico?... come posso riconoscere l’ordine gerarchico senza limitare la mia osservazione alle normali conoscenze?
Ho sempre pensato che Arowen fosse dominante nei confronti di Eowyn, anche se molti atteggiamenti, sembrava non mi dessero ragione. Eowyn: sempre la prima ad esporsi, la più disubbidiente, la più curiosa, la più nervosetta, la più reattiva., la più impositiva con il resto del mondo, ma anche la più duttile. Arowen: tranquilla, silenziosa, determinata, ubbidiente e dipendente, dominante e testarda.
Durante i primi affiancamenti della condotta, Arowen era solita posizionarsi alla mia sinistra, Eowyn alla mia destra. Indipendentemente dalla mia volontà.
Dopo pochi giorni dall’inizio di questo tipo di interazione, libere da ogni mia richiesta, Eowyn si faceva i fatti suoi in giardini, Arowen mi camminava dietro come se seguisse un suo schema interno.
In tante manifestazioni della personalità, Arowen mostrava un’estrema sudditanza senza che mai nessuno le avesse chiesto di comportarsi così, di contro però, c’era nel suo sguardo e in alcuni atteggiamenti qualcosa che davvero non faceva pensare ad un soggetto gerarchicamente inferiore, tutt’atro, era regale, forte e dominante, con il solo sguardo o la sola imposizione di una mano poggiata addosso ad Eowyn, era in grado di redarguire la sorella e sottometterla ai suoi desideri. Anche se asservita ad Eowyn nelle uscite e nelle nuove scoperte, le ha sempre imposto le sue decisioni e si è sempre presa cura di lei. L’ha sempre sottoposta ad interminabili, quanto affascinanti ‘cure parentali’ pulendole le orecchie, i denti, annusandola e pulendola ancora, obbligandola a restare ferma in posizione di riposo, acciambellata dentro di lei, protetta sotto la pressione della sua testa poggiata sul suo dorso.

Ancora oggi la rimprovera se manca di rispetto a lei o a un componente del branco che non merita il suo atto di dominanza, la protegge quando la sente in difficoltà, le affida il compito di crescere i cuccioli (vedi in seguito Faal e Tortuga).
Esiste fra loro una magica intesa, un sentimento naturale che si rinsalda momento dopo momento.

Dormono una dentro l’altra o una parzialmente sopra all’altra, come se fossero le parti di un insieme. Respirano la stessa aria e sembra che condividano anche gli stessi sogni. Arowen ogni tanto si desta, con un rapido sguardo controlla che tutto sia quieto, poi riversa la sua attenzione su Eowyn. Piano la annusa intorno agli occhi e alle orecchie e ancora vicino alla labbra.
- Tutto è tranquillo - sembra che dica attraverso il sospiro che le esce dai polmoni. E come se niente fosse riappoggia il capo sul dorso di Eowyn. Serena si riaddormenta.

Tirando le somme posso dire che Arowen è la Lupa dominante. Non rimane che capire il perché!?
Nel libro di Shuan Ellis, ‘L’uomo che parlava con i lupi’, ho letto la risposta. L’elemento Alfa di un branco è il custode del sapere, è il soggetto più importante, il più sano, il più equilibrato, colui senza il quale il branco non ha ragione di esistere. Alfa va protetto! Alfa esce allo scoperto solo nel momento in cui serve. È stupido esporre il custode del sapere a rischi inutili.
Risposta semplice e chiara.

Una nota curiosa: crescendo le Saarloos hanno mutato alcuni atteggiamenti e uno in particolare mi ha incuriosito - forse oltre misura, non so. Finito il primo calore, hanno invertito l’ordine di affiancamento, rispetto alla mia figura, quando giocherelliamo in giardino nelle condotte: Arowen si è posta a destra, Eowyn a sinistra. Da quel momento il lato destro è stato sempre di Arowen, non solo nelle condotte ma in tutte le cose, il sinistro di Eowyn. (Con l’arrivo di Faal, qualcosa cambierà ancora!)
Ho chiesto ad un muscher dove viene posizionato il capo muta, e mi ha risposto a sinistra, il diretto subalterno a destra e via via così fino a finire la cordata. Nel suo libro, Shaun Ellis parla di un atto di accondiscendenza durante la spartizione del pasto, egli spiega molto bene la mimica facciale del Lupo che sta mangiando facendo un particolare riferimento al modo in cui vengono tenute le orecchie, ossia ad aeroplanino (segnale di aggressività – il soggetto intima a chicchessia di avvicinarsi); se a questo Lupo si avvicina un altro Lupo, egli muoverà o meno un solo orecchio in segno di accondiscendenza o dominanza. Se sarà l’orecchio destro ad essere mosso, il Lupo sta esprimendo sudditanza nei confronti di quello che si sta avvicinando.
Durante il pasto Arowen tiene le orecchie ad aeroplanino e le porta indietro entrambe solo se Paolo ed io ci avviciniamo, altrimenti restano immobili. Paperina, la nostra femmina di Pastore Tedesco anziana, che vive con loro, tiene le orecchie ad aeroplanino quando mangia e, il destro lo piega e lo mantiene piegato solo in presenza di Paolo e mia.
Forse è un’osservazione stupida, ma io credo che il lato destro del leader viene occupato dal diretto subalterno e il lato sinistro dal soggetto inferiore al subalterno del leader. Sembra un gioco di parole, ma se sono riuscita a spiegarmi, prego tutti di fare attenzione a dove si affianca naturalmente il vostro Cane, senza che voi chiediate nulla, e, pensando ai suoi atteggiamenti oltre a questo, rispondere alla domanda: è dominante o no?

Molto probabilmente, quando eravamo all’inizio della nostra conoscenza, Arowen si poneva a sinistra per lo stesso motivo per cui non andava in avanscoperta. La sua splendida sorellina si esponeva per proteggerla e solo una volta acquisita la sicurezza nei confronti di Paolo e miei, si è fidata mostrandosi.

Arriva Faal

Un Branco di Saarloos

" Ciao Daniele come stai? Sai curiosavo su internet…” E così a distanza di tre anni mi sono ritrovato a fare la stessa telefonata e ad organizzare l’incontro per il “ritiro” del crucchetto.
Daniele – Purtroppo questa volta non ho potuto accompagnare Paolo e ho dovuto aspettare fino alle 5 del pomeriggio per conoscere il nuovo arrivato; devo dire che è stato veramente emozionante vederlo: non si tratta del solito cucciolo, ha un atteggiamento che in qualche modo mette soggezione… con lo sguardo, rapidamente fa il giro del giardino e, dopo aver sporcato, va a distendersi nell’angolo da cui può controllare luogo e presenti.
Quanto mi sarebbe piaciuto strapazzarlo un po’ ma che vuoi è un Lupo… niente confidenze agli estranei! Chissà come si comporterà la prossima volta…
A presto Faal.

È vero, Zio Daniele, per questa nuova impresa, dopo l’organizzazione degli accordi, è dovuto rimanere al palo come me. Ad accompagnare Paolo, un nuovo Amico-Lupo, Massimiliano.

Massimiliano – Anche per me tutto è iniziato con una telefonata... "Massimiliano ci sono 3 cuccioli maschi di Saarloos che cercano casa, secondo me sei adatto a prenderne uno!" Così, Barbara, un sabato pomeriggio, ha esordito al cellulare.
Dopo varie valutazioni siamo giunti, però, alla conclusione di non condurre una vita adatta ad un Saarloos con le peculiarità descritte dall'allevatrice; cosa non valida, ovviamente, per il branco Stella Grigia. In men che non si dica Paolo organizza il viaggio e, martedì 20 ottobre, si parte all'insegna della terra di Germania.
Giunti in quel di Rosenheim e sbrigata la parte burocratica, finalmente, Paolo prende in braccio quello che, probabilmente, diverrà il Beta di casa Stella Grigia, Faal. Eravamo preparati a trovare una bestiola intimorita, tutt'altro. Spiccata diffidenza, sì, ma non paura. Coda a riposo e marcata curiosità. Dopo un breve pit-stop a Firenze a conoscere Daniele (degne di nota le paste che ci fa trovare!) ricomincia il viaggio verso casa; inizia, per Faal, il viaggio verso una nuova vita, un nuovo branco, il primo branco.
Di fortuna non ne hai più bisogno Faal, sei in ottime mani. Ti auguro solo buona vita!

 

20 ottobre 2009 eccolo finalmente a casa.
Il Piccolo Lupo alle otto e mezza di sera, dopo un viaggio di 18 ore, approda in quella che sarà, speriamo, la sua felice dimora.
E’ BELLISSIMO!
È serio, non dà confidenza, non è spaurito, solo un po’ guardingo.
Come entra in giardino, lascia il suo primo ricordino, dopodiché, inizia la perlustrazione. I suoi movimenti sono lenti, i suoi passi sono felpati. Di tanto in tanto ci guarda. La sua espressione è di un adulto non di un cucciolo.
Fin dal primo momento in cui leggemmo la sua storia sul sito dell’allevatrice, abbiamo avuto l’impressione che si parlasse di un soggetto di grande carattere alla ricerca di un branco.
Mentre Paolo ed io, chiacchieriamo del più e del meno e cominciamo a ragionare su di lui, Faal continua l’esplorazione del giardino in maniera coscienziosa. Non si affretta e non tralascia nulla. La sua coda è a riposo, le sue orecchie attente. Beve un goccino d’acqua. Si fa prendere in braccio e accarezzare la pancia, le orecchie, baciare le labbra, gli occhi, le mani. Niente lo scompone o lo innervosisce. Accondiscende alle nostre coccole ma più di questo non fa trasparire.
Dalla finestra della cucina, Arowen ed Eowyn, seguono la scena.
Paolo prende Faal in braccio e lo porta in casa.
Per la prima volta, da che le Saarloos sono con noi, non si innervosiscono dell’odore nuovo che Paolo porta indosso. Si avvicinano al piccolo, lo annusano. Faal, si lascia conoscere e, un attimo dopo, è sul loro lettino.
È molto stanco, tranquillo si addormenta, mentre le Saarloos lo guardano.
Che carattere!
E non finisce di sorprenderci, quando dopo un’oretta, mangia, senza foga, un barattolino di omogeneizzato al pollo. Due coccole, ancora una passeggiata in giardino e una pipì. Quando siamo di nuovo in casa, cerca un posto tranquillo dove posizionarsi. Trova un anemone della sua misura, vi si acciambella dentro e si addormenta.
Dorme ininterrottamente per tutta la notte. Siamo noi al mattino, a doverlo invitare ad alzarsi e ad uscire.
Le Lupe escono dalla finestra - come sempre - lui le guarda e fa per seguirle. Lo aiutiamo facendolo passare in braccio. Tutti e tre sono in giardino. Come se fosse la normalità, si sbriga a fare i suoi bisognini e poi tenta di conoscere in maniera più approfondita Arowen ed Eowyn. Sul momento preferisce la tranquillità di Arowen e lo infastidisce l’infantilismo di Eowyn.
Rientriamo in casa per preparare la colazione. Ed eccoli tutti e quattro in fila – si, nel frattempo si è accodato l’inseparabile Ciro – pronti per divorare la ciotolina di latte.
In cucina si muove normalmente, per nulla disturbato dal rumore del pentolame vario, continua ad essere molto serio. È attento ai rumori del piano superiore, osserva la scala a chiocciola di comunicazione – siamo sicuri che, come la piccola Eowyn, presto lo ritroveremo a tentare la scalata per andare su – poi si distrae con l’odore dei biscotti, ne prende uno con molta discrezione e va a sdraiarsi sul lettino.
Alle dieci e mezza, Paolo lo porta al campo con lui.
Al campo continua a soddisfare la sua curiosità, ma non riusciamo a capire se è in cerca di qualcosa o se vuole solo conoscere. Io credo che sia alla ricerca di un branco.
Tornato a casa, trova le Saarloos in giardino, e finalmente inizia a dimenarsi come fanno i cuccioli – sembra felice! Per i gusti di Arowen, ha cominciato a muoversi troppo, e quindi se ne tiene un po’ alla larga. Ciro lo guarda, lo annusa, e dopo averlo esaminato se ne va a fare un’altra cosa. La piccola Eowyn invece è raggiante. Comincia la vera sintonia.
Credo che questo rincontro sia stato molto importante per il Piccolo Lupo. È come se avesse trovato il suo punto fermo.
Benvenuto a casa piccolo Faal

Un Piccolo Lupo si affaccia alla porta,
è curioso ma prudente.
Annusa l’aria, assaggia il terreno.
Socchiude gli occhi, ascolta il silenzio.
Il respiro è tranquillo, il cuore freme.
È alla ricerca di un Branco.
Avverte una presenza, riapre gli occhi,
due Lupe sono lì per lui.
Lo annusano, lo toccano, lo leccano.
Il Piccolo Lupo, accosta le orecchie al capo,
il suo corpo vibra di felicità.
Ha trovato il suo Branco.

 

Grazie a Daniele e a Massimiliano per averci accompagnato nell’inizio di questa nuova avventura e grazie ad Alexandra per averci affidato un altro meraviglioso Saarloos.

Note curiose: qualcosa cambia

Domenica 25 ottobre 2009

Eowyn è cresciuta. Non è più la piccola di casa che gioca, salta, corre e si arrampica dappertutto… no, se posso azzardare un confronto con una situazione naturale, si è trasformata in Lupo-Balia. Ha preso il cucciolo sotto la sua ala, ci gioca, lo pulisce, dorme con lui, lo ammonisce se sbaglia, lo incoraggia ad osare.
A volte nei giochi diventa un po’ vivace, per così dire!
Arowen la osserva, attenta vigila su loro, di tanto in tanto si avvicina, si accerta che tutto sia tranquillo. Se Faal, a questo suo avvicinarsi, esagera con le moine infantili, Arowen si irrigidisce, allorché Eowyn si alza e le due Lupe si misurano con i movimenti del corpo.
Paolo ed io interveniamo a fare da pacieri.
Appena ci intromettiamo, le Lupe cambiano immediatamente il loro atteggiamento, trasformandosi nuovamente nelle due cucciole che tanto amiamo… e il piccolo?... arriva trafelato a prendersi baci e carezze – l’impressione che ne riceviamo è di acquisire punti ai suoi occhi.

A Faal piace mordicchiare tutto quello che gli capita sotto i denti, ma la cosa che preferisce di più (per fortuna!) è un nodo di stoffa. Anche ad Eowyn piace quel giochino e in men che non si dica, inizia con lui un tira e molla all’ultimo strattone. Ogni tanto fa vincere il cucciolo, ogni tanto lo fa perdere, ma sempre, lo stimola al possesso e alla riconquista simulando delle fasi di sospetto.
E se il gioco si fa rumoroso?... ecco che Arowen si intromette, redarguisce tutti e due, prende con sé il nodo e, serrandolo bene fra i denti, mette fine alla confusione.

Dopo solo due giorni dal suo arrivo, Faal si è unito all’ululato di buongiorno del branco:
-Balto canta il do iniziale, Faal si avvicina veloce alla finestra della cucina. Si mette in ascolto come se attendesse di cogliere il momento giusto per inserire la sua nota. Ecco, ha trovato l’accordo che aspettava. Tutto contento risponde e, da quel momento, non perde più un’occasione per cantare. -
Al quarto giorno, è lui a dare il via. Arowen si inserisce immediatamente, Eowyn per un attimo tentenna, poi si lascia andare anche lei. Faal è contento e ce lo dimostra dimenandosi come un serpentello. In cucina è festa! -

Il buongiorno di Faal

È un Saarloos con un gran carattere, ogni tanto si ferma e ci guarda, sembra che ci studi.
In giardino annusa l’aria e guarda in alto, sembra che cerchi di orientarsi.
Non gli piace essere afferrato, deve essere lui a concedersi. Se interpreta il nostro avvicinarsi come un volerlo catturare, reagisce con la fuga, altrimenti con un avvertimento attivo a non ‘scocciarlo’ (simula un morso). Non credo che tema le mani, credo sia solo mancanza di fiducia, d'altronde sono soli pochi giorni che è con noi e di lui sappiamo molto poco, però gli piace farsi grattare la pancia rosa e adora stare con Arowen ed Eowyn. Le cerca e ci si sdraia accanto, gli basta toccarle per essere felice.
Mangia voracemente e se qualcuno gli si avvicina mentre consuma i suoi pasti, non perde tempo a difendere la pappa, no, ingurgita tutto ancor più velocemente (se è possibile!).

I tre Lupi insieme sono uno spettacolo!
Quando si trovano in casa, il più delle volte, giocano in maniera tranquilla, sdraiati sul lettino si assaggiano dandosi morsetti delicati, si afferrano come se stessero studiando delle mosse che un domani potrebbero tornar loro utili. Divertente è vederli nei giochi delle ruberie. Fasi di sospetto, finte e scatti veloci e poi, oplà, il biscotto è stato rubato. L’educatrice è ancora Eowyn. Arowen continua a tenerli d’occhio. Dopo tutte le attività, la maestra mette fine alle azioni con una bella pulita del cucciolo, che sereno si addormenta dopo un po’.
In giardino è il gioco della predazione il preferito. All’inizio Eowyn spronava Faal a scappare per poterlo rincorrere con il solo intento di fermarlo prendendolo saldamente per la coda. Faal stava al gioco e imparava. Ora è lui che tormenta lei, prendendola a musate, girandole intorno, saltellandole sotto il naso, e come la Lupa lo asseconda nella sfida, ecco il piccolo trasformarsi in un vero predatore: Eowyn scappa e Faal la ferma afferrandola per la coda.
I ruoli si cambiano e scambiano in continuazione.
Paolo ed io ci fermiamo spesso ad ammirarli. Dopo qualche giorno Faal mi coinvolge nei suoi giochi, mentre con Paolo mantiene ancora un certo riguardo.
Questa ultima nota, ci porta a paragonare con facilità gli atteggiamenti dei Saarloos, fra loro e con noi, agli atteggiamenti lupini naturali.
Senza pretendere di trasformarci in Lupi, possiamo però azzardare molte similitudini fra i comportamenti dei Saarloos e quelli dei loro Progenitori. In Natura in un branco numeroso, il Lupo-Balia si prende la briga di istruire i cuccioli attraverso i giochi sociali, Eowyn, si è assunta il compito di educare Faal; Arowen, controlla che tutto si svolga con ordine, vigilando e all’occorrenza intromettendosi. Non credo che Eowyn sia il Lupo-Beta, questo ruolo credo sia di Arowen. Arowen è dominante nei confronti di Eowyn, e forse se le nostre Saarloos appartenessero al Selvatico lei occuperebbe il posto di Alfa, ma nel contesto umano, Arowen non è di fatto Alfa. Non necessariamente il ruolo di Balia deve essere occupato dal Lupo-Beta, il quale ha invece il compito assoluto di mantenere l’ordine.
E noi?... noi non siamo Lupi, credo ci identifichino in ibridi, nei confronti dei quali portano rispetto, riconoscendone la loro dipendenza.
Quando io sono fuori casa, i Saarloos rimangono insieme nella zona rendez-vous; tornando, mi aspettano sempre molto festanti, preparo per loro il cibo, li accudisco, mi accerto che tutto sia regolare e appena possibile imbastiamo un gioco senza fine (mi piacerebbe tanto se mi considerassero la loro Balia?).
Il rientro di Paolo è meno chiassoso e molto più rispettoso, per lui ci sono solo moine infantili e desiderio di avere affettuose carezze – baci.
Quando Faal non partecipa attivamente alle effusioni delle sorelle, osserva tutto quello che avviene attorno a lui ma soprattutto osserva il comportamento di Arowen ed Eowyn nei nostri confronti.

Arowen, Eowyn e Faal alla presenza di un estraneo

È passato un mese da che Faal è entrato nel nostro branco.
Due giorni fa Massimiliano torna a farci visita.

Eowyn si inserisce in prima fila per una conoscenza ravvicinata. Arowen aggira l’ospite studiandone le mosse e gli odori. Faal, imita Arowen.
L’estraneo ha un odore molto particolare, le Saarloos lo avvicinano, lo accerchiano… difficile dire se vogliono accertarsi per proteggere il cucciolo oppure se quell’odore particolare ha un ricordo di Lupo… é la prima volta che agiscono in contemporanea: Eowyn davanti, Arowen in accerchiamento, Faal che si alterna una volta dietro ad una, una volta dietro all’altra.
Di tanto in tanto vengono a chiedere conferme e lusinghe da noi. Poi Eowyn e Faal si pongono, lei al mio fianco destro, lui al mio fianco sinistro, Arowen davanti a noi a terra in frapposizione con l’ospite.
L’impressione forte che riceviamo da tutto questo, è la coscienza e il consolidamento di un branco.

I Saarloos distinguono subito le persone disponibili da quelle ostili, anche senza averle viste. È come se, annusando l’aria, avvertissero l’intolleranza. Massimiliano sa di buono e sa di Lupo, infatti, è il compagno di una splendida Lupa Cecoslovacca – Samantha.

Un mese dall’arrivo del Piccolo Lupo. Il gran carattere mostrato fin dai primi giorni è una realtà. Impavido, soddisfa la sua curiosità, affrontando le novità in maniera lupina: annusa, guarda, si avvicina con circospezione, nuovamente annusa, cerca un contatto, nulla di ciò che è naturale lo tira indietro. Determinanti sono le due Saarloos, le ragazze ci stanno aiutando ad installare con lui solide basi di fiducia.

Faal e il guinzaglio

Faal ama sentirsi libero. Questo lo induce a non capire l’utilizzo di mezzi meccanici, come: la macchina o il guinzaglio.

A dire il vero, la macchina è mal tollerata anche da Arowen ed Eowyn, e da quel che ci ha detto l’allevatrice, anche da tutti i Saarloos in generale.
Essendo nell’anima veri Lupi, mi viene facile capire i perché non tollerino le cose della civiltà!
Sono dei resistenti maratoneti, a cosa serve l’auto?
Lo stare uno al passo dell’altro gli viene spontaneo, a cosa serve il guinzaglio?
Faal, più di Arowen ed Eowyn mal si adatta a questo tipo di novità
Per seguire le Saarloos, infatti, non ha bisogno di un attrezzo esterno, le segue e basta. Loro danno la direzione, si avviano lungo la strada e lui si accoda. E solo nel momento in cui riconosce il cammino già percorso, azzarda a dare l’andatura e a decidere la perlustrazione di… un filo d’erba, un cespuglio, un muretto…

Il capo muta dà la direzione, si avvia lungo la strada e gli altri si accodano.

Come i miei Lupi, amo la libertà della Natura e le sue rigide leggi, ma non potendo offrir loro, purtroppo, una vita nel Selvatico, assoggettati alla civiltà, dobbiamo tutti abituarci al guinzaglio.
Coraggio piccolo Faal!
Attaccando al suo collarino di stoffa morbida, una fettuccia di un metro, ho assecondato i movimenti di Lupetto nella perlustrazione del giardino. Piano, piano da cavallino recalcitrante, si è trasformato in un perfetto cane da slitta!
Poco dopo, il suo essere fortemente evoluto, ha concesso alla docilità di prevalere, ed ora cammina tranquillamente al guinzaglio con me, come un cagnolino di città.

Alla prima uscita dal giardino di casa, è venuta fuori una nota alquanto inaspettata. Per arrivare al cancello, bisogna passare la macchina di Paolo, parcheggiata fra il cancello di entrata e quello del giardino. Faal si è mostrato molto riluttante a passarci vicino. Arowen ed Eowyn sono tranquille, con loro c’è anche il buon Ciro, insieme passano vicino all’auto e arrivano all’uscita… Faal è molto combattuto, vuole raggiungerli, ma quell’auto messa lì, proprio non gli va a genio… Paolo rimane con i ragazzi al cancello di uscita, io prendo Faal in braccio e lo porto al di là del problema. In braccio è tranquillo. Lo riappoggio a terra, e come se non fosse mai esistita l’auto, torna saltellante ed esuberante.
Al rientro, il problema non c’è.

Domenica 14 febbraio 2010

Arowen sta malissimo, vomito e diarrea senza fine, a nulla servono gli antiacidi, dalle cinque alle sette del mattino è un continuo assisterla, pulirla e cercare in ogni modo di aiutarla. Alle sette e trenta chiamiamo la nostra fidatissima veterinaria per avere una conferma o ‘meglio’ una smentita sulla gravità della cosa. Arowen non è entrata in contatto con nessun elemento esterno che possa giustificare una situazione virale, non ha mangiato cibi avariati o schifezze in generale… forse un’erba, ci dice la dottoressa… non lo sappiamo. Quel che è certo è che deve cominciare a fare flebo a go-gò per la reidratazione. Nel frattempo la rimessa di liquidi si trasforma in emorragia.
Non abbiamo scelta, anche se la nostra Lupa non sopporta la macchina, dobbiamo ricoverarla immediatamente in clinica.

Ore 8.30 Arowen conosce la città (Roma). Tranquillamente scende dalla macchina e, indossato il guinzaglio, si incammina al fianco di Paolo. Il suo umore, nonostante l’inferno passato o che le brucia dentro, non è mai stato turbato da evidente malore, anzi, se non fosse dipeso dall’evidenza dell’evidente – piccolo gioco di parole – non avremmo mai pensato che potesse stare male. E anche adesso, nel momento del vivere un’esperienza non naturale e del tutto cittadina, non mostra alcun segno di turbamento.
Che carattere!

Per arrivare alla porta della clinica bisogna passare su grate di ferro, Aro non conosce le grate così, si ferma un attimo, le guarda e dato che Paolo si trova si trova già al di là delle stesse, alza lo sguardo su di lui come a chiedere… Paolo la invita a seguirlo e lei tranquilla passa sopra a quella novità, ed è lo stesso per la porta specchiata e la sala d’aspetto diversa per mobilio, pavimentazione, acustica.
Ad accoglierla già uno staff di medici. Paolo li aveva avvertiti per l’urgenza della situazione e per il fatto che la nostra Arowen è un Saarloos, non è un Cane non è un Lupo, è meravigliosamente e squisitamente un Saarloos.

Con delicatezza e professionalità la creatura viene visitata. In attesa dell’esito del prelievo del sangue, viene messa in flebo per via endovenosa. Paolo la fa stendere sul suo gilet di pile, le si mette al fianco e, per nove ore filate, la assiste insieme ai medici dello ‘Zoospedale’ di Roma.
Durante queste ore è un andirivieni di personale, un po’ preoccupati e un po’ curiosi di vedere una Saarloos.
‘Hai visto la Lupa?... vai a vedere la Lupa, non te la perdere!... hai visto quant’è bella?... e il carattere?... un mito!’
Queste le frasi, più o meno esatte delle persone che sono potute entrare in contatto per la prima volta con un Saarloos.
Ma la cosa che sorprende di più, è la tranquillità, la serietà, il distacco con cui Arowen ha affrontato tutta la situazione: ignara di posti del genere, ignara dell’esistenza della città e di persone vestite con camici e non con le solite tute, ignara di una vita al di fuori di quella che ha vissuto per tre anni, non ha mai manifestato disagio alcuno. Se qualcosa, leggermente le si poneva in punto interrogativo, guardava Paolo e dal suo fare tranquillo, acquisiva la risposta.

Nel frattempo a casa, la sorella Eowyn e il piccolo Faal, pur continuando a giocare quando stavano in giardino, non vedendola dentro casa, hanno cercato di colmarne la mancanza restando sempre, sempre, sempre uno accanto all’altra. Il piccolo Faal, ha dormito quasi tutti i suoi sonnellini giornalieri con il capo appoggiato sull’incavo, fra costole e bacino, di Eowyn, mentre Eowyn accettava di buon grado di stare nell’incavo del grembo di Faal, due parentesi tondo unite in un abbraccio (( Solo nei momenti in cui io ero con loro, riassumevano posture più distese.

Ancora una volta, raccogliamo note sull’importanza del branco, sulla sicurezza che il gregario trae dal suo leader, sul legame non scindibile che salda le Anime.
E non da ultimo, che il Saarloos ha una densità di sangue superiore alla norma, equivalente solo al levriero. Probabilmente anche il Lupo ha la densità del sangue maggiore, e questo può derivare dalla necessità di dover essere potenzialmente più prestante di un animale al quale non necessità di fare molta attività.

Rassicuriamo tutti sulla salute di Arowen: oggi 20 febbraio, termina la sua cura, ma da quella brutta mattina di San Valentino, non ha più avuto ricadute. Gioca, mangia, è vispa, e nulla fa pensare che solo sette giorni fa avevamo un gran paura di perderla.

Le Saarloos educano Faal

I nostri tre Saarloos crescono e si amalgamano fra loro in maniera sorprendente.
Eowyn è ora il giullare di corte, la compagna di giochi di Faal; Arowen si è accaparrata tutta la maternità del Piccolo Lupo. È molto possessiva nei suoi confronti, lo protegge in ogni situazione ponendosi di fronte a lui o tirandolo via dal collo. In casa lo pulisce con cura e fino a che l’ultimo lembetto di pelle non è lindo, non lo libera dal suo abbraccio. Faal accetta tutto serenamente.

Ho lasciato che le Saarloos insegnassero al piccolo tutto quello che il bagaglio genetico ha tramandato in loro: predazione, cattura e lotta, canalizzazione e controllo dell’aggressività, possesso, ruberie e difesa della conquista. E così pure, a seguire me negli spostamenti.
Mi piace osservare le mie creature nell’espressione dei loro istinti e per questo non manco mai di stimolare le azioni.

Nei giochi di predazione, dopo aver osservato per alcuni minuti, Arowen ed Eowyn, mentre si contendevano con me un vecchio straccio, Faal timidamente ha iniziato ad entrare in azione simulando degli inviti al gioco – zampe anteriori stese in avanti, sederino all’in su – non ottenendo l’effetto desiderato, sempre in maniera delicata, ha provato ad afferrare lo straccio cercando di imitare le sorelle. Le Saarloos sono molto accondiscendenti con lui, ma non si fanno rubare una predina con tanta facilità. Faal è determinato, non molla nell’intento, e attuando le ruberie sperimentate in cucina per sottrarre un pezzetto di pane ad una delle due, riesce ad impadronirsi dello straccio. Il suo morso in questa situazione è delicato come i suoi modi, e come potrebbe essere diverso, è l’istinto predatorio ad essere attivo non la lotta, quindi l’aggressività è nulla. Il Piccolo Lupo non fa in tempo a godersi la vittoria che Eowyn, veloce come il lampo gli è al fianco e gli sottrae il trofeo, ma invece di scappare via, rimane accanto a lui e lo invita a rubarle il maltolto. Glielo sventola davanti e fugge poco distante, si fa raggiungere e fa per porgerlo, ma è solo una finta, Faal deve fare la sua conquista sudandosela un pochino altrimenti non impara. Nel frattempo arriva Arowen, e come ha fatto Eowyn con Faal, si comporta lei con la sorella. Faal guarda. Le Saarloos a questo punto affiancano il piccolo, vi si dispongono frontalmente lasciando un lato dello straccio libero. Faal si accende e cattura proprio quel lembo. Le Saarloos combattono quel tanto che basta per far aumentare la determinazione al piccolo e poi mollano. Nei giochi dei giorni successivi, Faal è sempre più veloce, fino ad essere lui a comandare la predazione.
Arowen ed Eowyn hanno insegnato a Faal, la cattura e la vittoria, e dopo qualche giorno, hanno dato vita agli agguati e alle simulazioni. Dapprincipio sono sempre loro due a dare inizio alle azioni, facendo attenzione se Faal le segue. E come per i primi insegnamenti, Faal inizia timido e poi una volta capito il meccanismo si tuffa nella baraonda. (Dal libro: Lupi allo Specchio – Ascoltando la Natura)

La condotta: ho le tasche sempre piene di biscottini, mi piace elargirne uno ogni tanto ai miei ragazzi quando mi si avvicinano; mi piace contentarli e viziarli in queste piccole cose, perché sostanzialmente adoro essere circondata da loro. Ma non confondete i nostri atteggiamenti, non confondiamo la possibilità di essere un serbatoio di cibo, con la realtà del comportamento. Prendere cibo da chicchessia e una cosa, prenderlo solo da me è un’altra. In loro esiste questa differenza perché mi riconoscono un ruolo nel branco che non è quello di asservimento.
Nelle movenze di Arowen ed Eowyn si legge il loro stesso piacere in questo nostro gioco, tanto da interrompere tutte le mimiche predatorie per affiancarsi alle mie gambe e conquistare quel biscotto che non sa poi di molto. Ed è in questi piccoli attimi di intimità infantile che il Giovane Lupo inizia a muovere i suoi primi passi verso la conquista di un posto gerarchico negli spostamenti.
Arowen è a destra, Eowyn a sinistra, Faal a sinistra esterno ad Eowyn.

Il Cane Lupo di Saarloos possiede una capacità di apprendimento molto marcata e veloce, ma non è in grado di ripetere un’azione fino a che non è parte del suo essere, e se non la reputa degna di essere ripetuta: ogni cosa deve essere da lui assorbita, capita, valutata. Se la meditazione lo porta ad una valutazione positiva, quella determinazione azione verrà immagazzinata, altrimenti sarà espulsa come materiale infruttifero.

Simulazione di preda

Faal, è sempre pronto a stuzzicare Eowyn, prendendola a musate sui fianchi la invita nei giochi di preda. Longilineo, nevrile, velocissimo nei cambi di direzione, forte e sicuro nel morso, adora correre e rincorrere, scappare e farsi braccare per gabbare gli inseguitori.
Un giorno avevo a portata di mano, la tuta da mondioring di Paolo. È un costume gigantesco, pesantissimo. Smaniosa di giocare un po’ anche io con i miei Lupi senza doverci rimettere un’altra tuta, ho indossato il costume. Devo aver fatto un’impressione strana ai Saarloos, goffa più del dovuto, mi sono sentita handicappata nei movimenti, chiusa nei panni di una preda che tenta in tutti i modi di non farsi prendere.
Rimasta immobile (un po’ per il peso della tuta un po’ per vedere le loro reazioni), Eowyn per prima mi è venuta ad annusare, Faal subito dopo, Arowen si è limitata a guardare.
Dopo essere stata ispezionata dai Lupi, piano mi sono girata, a quel movimento, loro sono scattati in dietro, ma poi sono tornati avanti. Eowyn mi ha pizzicata su un braccio vicino alla mano (nascosta nella manica), Faal l’ha imitata sull’altro braccio. Ho cercato di intimidirli facendo dei leggeri scatti in avanti, improvvisi, per coglierli di sorpresa. E i due cacciatori hanno cominciato a schivare quei passi, cercando di prendere la tuta da punti diversi. Le boccate sono state sempre veloci. Non si sono mai soffermati nella tenuta della giacca. Dopo pochi minuti di quella commedia, ad Eowyn è venuta sete e così se ne è andata, Faal invece era orami entrato nel vivo del film, con scatti veloci cercava un punto vulnerabile. A me veniva da ridere, più ridevo, più ero vulnerabile ai suoi occhi. Ed ecco Arowen arrivare in mio aiuto. Dapprima si è posta davanti a me, ostacolando il procedere di Faal, poi lo ha allontanato definitivamente.
Ho sempre giocato con i miei ragazzi in maniera ‘manesca’ si direbbe in lingua italiana, nella loro forse in maniera ‘mordace’, ma a parte le tute, nessuno mai si è fatto male.
Il gioco delle finte deve essere piaciuto. Ora anche con la pallina (che per loro è un povero topino saltellante), non disdegnano qualche balzo qua e là. Eowyn preferisce sempre, dopo averla catturata, portasela in un posto sicuro, Arowen me la restituisce e Faal assume un atteggiamento particolare, quasi di sfida a rubargliela.

Mai timorosi nei miei confronti, accettano le mie mani, i miei abbracci, i miei scherzi, i miei giochi forse un po’ stupidi, e io li adoro sempre di più minuto dopo minuto, giorno dopo giorno che passo con loro.

Sensibili oltre la conoscenza, in ogni circostanza, sono in grado di attendere, per valutare la differenza del momento giusto per agire.

I giochi in casa

Faal è lì ad accogliermi alla porta, ogni volta che rientro, anche se sono stata solo in giardino, è come se non mi vedesse da secoli: le sue zampe appoggiate sulle mie spalle, il suo naso che mi perlustra il collo e il viso, e come faccio per accarezzarlo ecco che mi mordicchia le mani. Gli afferro le guance e gli bacio il tartufo. Lui si libera e addenta le maniche delle mie povere felpe. Inutile resistere, è il suo invito a giocare, e infatti la meta è l’anemone (il suo lettino di legno imbottito di cuscini). Mi trascina fino a lì e, nonostante io mi opponga con una certa forza, lui fa di tutto per convincermi – usa anche sgrullarmi le braccia, neanche fossero due straccetti. Allorché, coinvolti a pieno nella lotta che adoriamo fare, cominciamo ad aggrovigliarci una sull’altro. Anche se può sembrare la descrizione di un atto osceno, vi assicuro che non lo è, è invece uno di quei giochi di lotta che si vedono fare dai Lupi nei documentari al momento dei rinsaldi familiari. Arowen ed Eowyn dapprincipio cercano di buttarsi nella mischia, ma è difficile trovare una presa libera, così aspettano qualche minuto, tanto lo sanno che non dura molto quella pantomima, e al momento della cessazione, cioè quando riesco a cappottare Faal e ad immobilizzarlo riempiendolo di baci (unico sistema per reindirizzare il suo interesse), ecco che tutt’e due si accoccolano accanto a noi per prendersi una sana razione di carezze e di grattini.

Il Saarloos ama la vicinanza del suo branco, ama vivere tutti i legami familiari e si concede solo quando è completamente fiducioso, altrimenti non degna che di uno sguardo, così tanto per scoprire che intenzioni hai.

Tutta la naturalità deve essere espressa in maniera lupina, altro non accetta, altro non lo completa.


Tortuga

Venerdì 30 aprile 2010, entra nel nostro branco ThikaTheila di Oroval, una femminuccia di Pastore Tedesco, nipote di Alfa, Arek e Thika, dell’età di due mesi. I Saarloos fanno conoscenza con un cucciolo di un’altra razza.
A parte il piccolo Faal, che a prescindere dalla statura, è ancora una creatura, e di conseguenza il suo comportamento è chiaramente infantile (con impronta pesante e diretta tipica del suo modo di fare quando non diffida di ciò che gli si pone avanti), le due Fanciulle Saarloos mettono alla prova le nostre capacità di interpretazione del linguaggio.

Le abbiamo conosciute piccoline, creature equilibrate, facili alle relazioni sociali; le abbiamo viste crescere e con la crescita abbiamo saggiato il cambiamento nella tollerabilità dei vocalizzi acuti e l’amabilità nei confronti di Faal. La diversità dei ruoli assunti con lui al principio e poi scambiati.
Con ThikaTehila, le cose si sono svolte in principio, in maniera completamente diversa.

Paolo rientra da Firenze, ha con sé il carico prezioso. Inutile star lì a parlare del mio comportamento appena ho visto la grigetta, oramai mi conoscete… ThikaTheila mostra subito le grandi qualità del suo carattere: determinata, tranquilla, curiosa, solare, con una spiccata predilezione per i pantaloni della tuta che svolazzano nella camminata… siamo nel girello costruito, all’arrivo delle Lupe (un recintino di mq. 20, leggermente appartato dal resto del giardino), tappa fissa per tutti i nuovi arrivi. Dopo aver fatto i propri comodi, la piccola ci invita a giocare (sembra suo cugino Bagheera: ‘facciamo qualcosa… facciamo qualcosa… facciamo qualcosa!’).
Nel giocare il suo odore si è miscelato al nostro.

Vista l’ora tarda (nove di sera), senza star lì a perder troppo tempo, lascio ancora alcuni minuti Paolo con ThikaTehila e vado in cucina a preparare la cena.
A casa vengo assalita da una parte del branco. È tutto uno sniff, snaff, sbuff, code che si agitano felici e nasi che passano in rassegna la mia tuta. I Saarloos mi aspettano dietro la porta della cucina. Altra esplorazione totale!
Dopo pochi minuti, Paolo entra con la piccola in braccio, Arowen ed Eowyn gli vanno incontro, Faal no perché ci mette ancora un po’ a digerire tutti gli odori che Paolo si porta dietro quando torna a casa dal lavoro, però come si accorge che fra le sue ‘puzze’ strane prevale quello conosciuto su me e che, oltretutto, conduce ad una codina che si agita felice, anche lui prende parte alla presentazione.
Paolo si siede su uno sgabello, i Lupi perlustrano la piccola.
A differenza delle Veline nel soggiorno, che pretendevano di baciarla ovunque e insistevano con l’approntare delle immediate cure parentali, i Saarloos, prima di dare confidenza vogliono sapere chi o cosa hanno di fronte.

La cucciola, per nulla infastidita da quei nasi che in un primo momento la assaporano da distanza di sicurezza e piano, piano si avvicinano sempre di più, fino a toccarla e a spingerla con piccole musatine (come se fosse un pupazzetto col sonaglino), dopo un po’ si stufa ed elargisce alle nostre orecchie i suoi primi vocalizzi, un po’ di protesta e un po’ di richiesta.
I Lupi si ritraggono.
‘Cosa mai avrà detto?’ sembra che pensino in quelle testoline selvatiche.
Un poco si irrigidiscono. Non è un verso conosciuto. La tonalità (rivelatrice di tante particolarità a noi sconosciute) non è la stessa che un cucciolo della loro razza emette in circostanze analoghe, o forse non è neanche nel loro dialetto un simile vocalizzo.
Faal rimane ad osservare. Arowen ed Eowyn si mostrano più rigide.

Un mio vocalizzo (che invece conoscono alla perfezione) le libera dall’imbarazzo e subito vengono attorno al mio sgabello a prostrarsi in maniera infantile. Mi annusano ancora, si strofinano sui miei abiti, mi baciano, si prendono le mie carezze e con più tranquillità, ma sempre leggermente guardinghe, tornano da Paolo. Faal fa un po’ la spoletta senza dare troppo importanza alla cosa. Lui osserva.

Ed eccoci nuovamente trasportati in un documentario riguardante gli amati Lupi.
MammaLupa è l’unica ad occuparsi dei cuccioli fino all’età dello svezzamento, momento in cui i piccoli usciranno dalla tana e conosceranno il resto del branco. Durante tutto il periodo in cui li terrà isolati, ogni qualvolta uscirà per soddisfare le sue primarie necessità, prima di rientrare, avrà l’accortezza di strofinarsi sui membri del branco per assorbire il loro odore e, miscelandolo al suo, farlo conoscere ai figli. Parimenti, farà con il branco nel momento in cui, uscendo dalla tana, porterà l’odore dei cuccioli unito al suo.

I Saarloos hanno conosciuto l’odore di ThikaTehila miscelato al nostro, quando Paolo è entrato, non ha presentato un qualcosa di sconosciuto.
Sconosciuto è il linguaggio della Pastorella. È il primo cucciolo che hanno modo di ascoltare. La teoria neotenica non è solo un insieme di parole che filosofeggiano sulla crescita degli animali, per cui, a quelle strane parole hanno reagito da Saarloos.

Con il passare dei giorni, la piccola è sempre più vivace, i Lupi stanno imparando a conoscerla e ad accettarla - con riservata condiscendenza.
Eowyn, come è stato ad ottobre per Faal, si è proposta come LupaBalia. Arowen vigila. Faal si gode la beata mancanza di responsabilità, propria della sua età.

Più andiamo avanti con la nostra storia nel mondo del naturale, più ci rendiamo conto di quanto il Lupo sia presente nelle singole razze, in maniera parziale, marginale, complementare, quasi totale..

22 giugno
Cinquanta giorni dall’arrivo della piccola ThikaTehila.
Eowyn, come fece con Faal, l’ha adottata. Arowen la tiene a distanza. Faal vorrebbe giocarci ma non capisce ancora bene i suoi comportamenti pastoroidi.

In casa Eowyn cerca di limitarle i movimenti tenendola il più possibile sul lettino, se la cucciola si divincola, la prende dalla collottola o la ferma con una mano. I suoi modi sono delicati ma pur sempre lupini.

(LUPINO: nel senso di pesantezza di modi non di aggressività; ci tengo a precisarlo perché molto spesso quando si parla di Lupi e/o simili, si pensa solo al Lupo Cattivo di Cappuccetto Rosso oppure al flagello degli allevatori di bestiame – bestiame che comunque finisce nella pancia di qualcuno – oppure ad un essere assetato di sangue, non sapendo o non capendo che invece il Lupo è un Animale sociale, altruista e particolarmente attaccato al branco-famiglia.
Per spiegare i modi pesanti riporto un esempio di Shaun Ellis – amante dei Lupi che vive a strettissimo contatto con un branco di questi stupendi Animali– ‘Pur essendo delicati, i miei Lupi, quando mi rivolgono atti di dolcezza, capita che segnino la mia pelle, non perché loro vogliano farmi del male, ma solo per il fatto che le loro carezze sono un po’pesanti per la delicatezza delle pelle umana’).

Per quanto ThikaTehila accetti le confidenze di Eowyn, dopo un po’ si stufa di quella pantomima, con un’abile mossa si divincola e inizia delle azzardatissime corse. Le cose si fanno un po’ pericolose. La casa non è grande, gli spazi limitano le possibilità di espressione, gli animi si scaldano.
Con i suoi movimenti veloci, ratti, induce i Saarloos a prenderla (la sua è una dimostrazione di felicità espressa attraverso una folle corsa, corsa che induce i Lupetti a inseguirla per fermarla). Un angolo dietro a un mobile o la sedia infilata sotto il tavolo sono buoni rifugi per ripararsi e per indurre i Saarloos a desistere dalle loro intenzioni e a lasciarla correre. I Lupetti non mostrano aggressività, sembra più un atteggiamento educativo che una risposta alla predazione, non è un gioco che amo fargli fare, non perché non mi fidi dei Saarloos, ma perché il gioco può degenerare in ‘caotica confusione’ e qualcuno potrebbe farsi male sul serio.

Con il resto pastoroiede del branco di casa, ThikaTehila attua dei rituali che ha nel suo bagaglio genetico e ha rinvigorito con i Saarloos, mimiche per rubare un bastoncino, una pallina, uno straccio, e ancora i primi accenni di inseguimento e cattura… il povero Milo (un Piccolo Levriero Italiano) è la sua preda favorita.

In giardino Faal la guarda, azzarda delle piccole corse e aspetta che ThikaTehila risponda. La piccola lo rincorre ma non lo afferra, cerca invece di arrivare alle sue labbra… atto di sottomissione puro e semplice?... richiesta di cibo ad un superiore?... atteggiamento infantile che racchiude un po’ di tutto.
In casa invece cerca di afferrargli le zampe. Faal scaltramente evita le boccate, ma quando non è abbastanza veloce e ThikaTehila lo prende, lui, in risposta le afferra il muso e lo tiene con delicatezza fermo finché la piccola non molla la presa. Mi trovo davanti ad un atto di determinazione: ‘chi la dura la vince’… le strette sono molli, è solo un’espressione di determinazione.

All’età di nove mesi ThikaTehila ha acquisito molto degli atteggiamenti dei Saarloos e le nostre Veline hanno iniziato a temerla e rispettarla più del dovuto se pensiamo alla tenera età della cucciolona in confronto a quella delle zie (9 anni). La pastorella infatti tiene a bada un branchetto di sei veline, due zii di 11 anni, più vari ed eventuali facenti parte dei numerosi branchi di casa.
Con i Saarloos invece, è una favolosa gregaria.

Clicca qui per vedere un piccolo filmato di Eowyn e ThikaTehila in atteggiamenti parentali.
Clicca qui per vedere un piccolo filmato di ThikaTehila in giardino con gli Zii (vero legame di sangue).
Clicca qui per vedere un piccolo filmato di Eowyn e ThikaTehila in atteggiamenti parentali dopo cinquanta giorni
Clicca qui per vedere un piccolo filmato di ThikaTehila in cucina con Faal

Nel bosco con il lupo

Alcuni giorni fa, la nostra Arancia – oca mamma - ha terminato la cova .
Arancia aveva posizionato il suo nido in zona limitrofa al passaggio che unisce il giardino superiore a quello inferiore. Le nostre creature adorano il giardino inferiore – e come disapprovarle, è un bosco fresco e riparato, nessun estraneo può accedervi eccezion fatta che per le volpi, i porcospini, i cinghiali e occasionali faine.
Nel momento in cui Arancia, non ha più stazionato giorno e notte nel nido, Paolo ed io l’abbiamo rimosso liberando il corridoio di accesso.

Sono cinque giorni che non si vedono più code scodinzolanti attorno casa, sono tutti giù nel bosco a godersi un po’ di frutta e soprattutto il fresco.

Eowyn e Faal, i meno discreti, catapultandosi fuori dalla cucina si precipitano davanti al cancello di passaggio. Nell’attesa del nostro arrivo vi stazionano spiccando salti altissimi che li portano ad oltrepassare di gran lunga la linea del cancello – non capisco cosa li freni dall’oltrepassarlo, 1.80 di altezza, ma ne sono contenta.
Verso l’una di oggi, nella consueta passeggiatina del cucciolo (Faal), invece di sbrigarci a rientrare per la pappa del mezzodì, a tutti e due (Faal e Barbara) ci prende la smania di tuffarci nel bosco in solitaria (non capita molto spesso di riuscire ad isolarsi dal resto del branco e di godersi alcuni attimi di un ‘core a core’…)
Passeggiare con lui al fianco e lasciarsi trasportare dall’immaginazione è un tutt’uno.
Arrivati giù, nel punto più lontano da casa del giardino, Faal ed io ci guardiamo e poi insieme guardiamo oltre di noi… fuori dalla rete di cinta c’è un bosco nel quale non portiamo quasi mai nessuno, è il bosco dove stazionano tranquille le volpi e gli altri animaletti liberi da vincoli umani.
Il desiderio di andare là fuori però è forte e così… tlak… apro il piccolo cancello di ferro.
Faal si trasforma.
Di solito è un buon gregario, osa ogni tanto nelle gerarchie ma rientra subito nei ranghi di cucciolone appena oltrepassa la misura. Nelle faccende domestiche è sempre un po’ guardingo, leggermente schivo e diffidente, un Saarloos. Nel bosco incontaminato no.
Annusa tutto… il terreno, l’aria, il sasso, il cespuglio, l’albero… si allontana da me ed io comincio a tremare.
Abito in un luogo dove il popolo considera gli animali solo come esseri da utilizzare e non ama attardarsi in loro compagnia… è un popolo che ancora è convinto che un cane con le orecchie a punta è un lupo, che sia questo un Pastore Tedesco o un similare a lui… ricordo che per allenarmi nelle prove di ricerca in pista con i miei Pastori, dovevo alzarmi prima dell’alba per non incappare nelle greggi e non subire conseguenti angherie vocali… la convinzione è ‘dove passa il lupo, la pecora non mangia’… figuriamoci se vedessero scorazzare felice in un prato un ‘quasi’ vero lupo… la paura che Faal si possa allontanare ed uscire dal bosco, allo scoperto nel grande prato oltre il nostro terreno, mi attraversa come una doccia fredda…

A Faal non interessa la grettezza umana, da ‘essere mistico e superiore’ quale è per trasporto genetico, ama il bosco e la natura che nasconde… diffida dell’uomo ma non lo conosce abbastanza.

Faccio appello a tutto quello che i miei ragazzi, nel corso degli anni, mi hanno insegnato, per non cadere nelle trepidazioni umane, tranquillamente mi incammino con lui per un breve tratto. Insieme respiriamo la natura. È stupendo!

Tornati in casa, il piccolo Faal, si è sdraiato ai miei piedi e si è addormentato.

Il lupo si è affacciato per alcuni istanti sul suo volto e mi ha regalato un’emozione memorabile.

Perlustrazione del territorio

Martedì 14 settembre 2010 – La danza propiziatoria della caccia. Sono le dieci di mattina, scendiamo nel bosco. Essendo periodo di caccia, dobbiamo ispezionare la parte bassa del terreno per verificare che tutto sia in ordine. Il bosco è un buon nascondiglio per le volpi, gli istrici e i cinghiali che si aggirano qui intorno, e proprio per questo, non vogliano che ci sia accesso alcuno per cacciatori e scorta. I Saarloos e l’inseparabile Ciro (il Pastore Tedesco che vive con loro) adorano questo momento della giornata.
Fino alla seconda recinzione sono tutti e quattro liberi di correre e di perlustrare dove vogliono, poiché è quasi impossibile, di giorno, che possano incontrare qualche animaletto. Questa parte di terreno è compresa nel giardino di casa, e nelle ore diurne è di libero accesso ai nostri cani, il Selvatico lo sa e non osa mai salire se non di notte, di giorno si gode la tranquillità della parte sottostante.
Giunti al cancello di confine, Arowen si siede al mio fianco destro e aspetta, Ciro cerca di mantenere il primo posto davanti all’uscita, Eowyn e Faal, fanno i vaghi gironzolandoci intorno. Eowyn e Faal essendo i cacciatori del clan, non possono scendere liberi, e mal digeriscono il fatto di dover essere assicurati ai guinzagli. È vero che per loro la caccia è naturale, ma visto che il cibo lo hanno a casa e quella parte di bosco è stata lasciata come riparo dal fucile dell’uomo, per il Selvatico, non è giusto che siano proprio i nostri cani ad arrecare danni agli animali ospiti.
La voglia di scendere nel bosco è tanta, così anche i due lupetti ribelli accondiscendono e indossano il guinzaglio. Siamo pronti, apriamo il cancello.
Ciro corre a cercare un bel legno grosso da portare in giro, Arowen mette subito il naso a terra, cerca qualcosa, poi annusa l’aria e nuovamente il terreno – stesso comportamento che teneva da piccola nella ricerca in pista. Paolo si inoltra nella stradina che porta fin giù al confine esterno. Eowyn e Faal sono con me. Chiamo Arowen e Ciro e anche noi scendiamo.

Ciro corre da Paolo, Arowen si pone avanti ai due Saarloos, Eowyn prende posizione al suo fianco sinistro, poco dietro la linea della sorella, Faal fa la stessa cosa ma a destra, io dietro, in cordata. I guinzagli sono tesi ma non in tiro. I tre Lupi si incamminano in linea come se fossero una muta di Husky, ma Husky non sono e mai nessuno ha insegnato loro a mettersi in cordata. Ancora una volta sono spettatrice di un atteggiamento naturale e ad una riconferma delle posizioni a destra e sinistra.

Il terreno del nostro bosco è un po’ scosceso, la pendenza favorisce la possibilità di scavare tane e gli alberi, le cui radici sono fortissime, non permettono alla terra di franare nel periodo delle piogge, la passeggiata si limita a visionarne la parte esterna e il sentiero che lo passa trasversalmente.
Arowen perlustra i piccoli accessi, creati dagli ospiti, sotto la vegetazione di confine.

Nei punti più ripidi, i tre Saarloos aprono la loro figura a ventaglio proseguendo quasi in linea. Quando Arowen si ferma ad annusare le tracce, anche Eowyn e Faal si arrestano, guardano nella direzione di Arowen, con il muso basso, forse per inalare l’odore e poi, probabilmente nel momento in cui hanno trovato il segnale, alzano il naso e cercano nell’aria. Spesso la direzione che prendono subito dopo è la via che entra nel bosco. Entrati nel bosco, Arowen rimane avanti a me, Eowyn si pone avanti a lei sul fianco sinistro e Faal avanti a tutti sulla destra.

Più conosco i miei Saarloos e più credo fortemente all’importanza della condotta a destra o a sinistra variabile dal cambiamento di ruolo assunto al momento della particolare azione. E credo che i Saarloos, in ogni azioni attuino un comportamento atavico.

È abilità dei Lupi attuare la giusta condotta a seconda delle diverse situazioni.
In tutte le loro manifestazioni, non tradiscono i ruoli gerarchici.

Arowen - Alfa - nelle novità, non è mai la prima a porsi avanti, Eowyn, anteponendosi alla sorella, esplora, esamina, si assicura che non ci siano pericoli, e solo quando il territorio è sicuro o il forestiero è stato analizzato, Arowen prende il posto di comando.
Da non considerare una mancanza di coraggio il restare indietro. L’osservazione di branchi naturali di Lupi, ci insegna che pur non trovandosi in prima fila, Alfa non perde mai il comando, ed è infatti Alfa decidere le mosse dei subalterni.
Nella caccia, ad esempio, il ruolo di cacciatrice è di norma di una femmina, poiché esse sono circa il 20 – 25% più piccole dei maschi, ma ciò non vuol dire che non possa occupare questo posto un maschio. La cacciatrice (o cacciatore) ha un aspetto fisico longilineo - simil levriero - agile e scattante, è capace di correre, afferrare, atterrare la preda o di spingerla nella trappola ove attendono i soggetti di prestanza fisica più possente, in maniera rapida.
Questo ruolo non deve essere necessariamente di Alfa, se così fosse, Alfa affiancherà comunque le azioni, controllando e dirigendo anche rimanendo nelle retrovie.
Si è osservato come Alfa, individuata la giusta preda, possa dare un segnale ai tallonatori anche con il solo movimento della coda. La preda viene scelta in base al periodo dell’anno e alle condizioni fisiche del designato.

Alfa, custode della Forza, non deve essere esposta ad inutili pericoli, parimenti a quel che accadeva fra gli uomini di valore al tempo dei Re.

Tornando a noi e ai Saarloos, oggi non siamo in battuta di caccia, ma di controllo, il terreno è famigliare, ed è quindi Arowen a dirigere in prima fila le azioni di perlustrazione, solo all’interno del bosco, ove l’odore di cacciagione è forte , lei retrocede e i cacciatori avanzano.

Il calore

Dopo il primo calore si sono delineati in maniera più incisiva i ruoli. Osservarle durante il calore, porta alla realtà del momento, ad un atteggiamento/rituale visto nei documentari. Le Saarloos infatti, si comportano come se facessero realmente parte di un branco naturale. L’intervallo fra un ciclo e l’altro è annuale e può durare da uno a due mesi.
Arowen nei primi due calori è stata la prima ad avere le perdite, Eowyn ha iniziato dopo venti giorni dalla data di inizio di Arowen. E Arowen non ha terminato il ciclo fino a che, anche la sorella, non ha terminato il suo. Il terzo estro invece lo ha iniziato Eowyn ed è durato quaranta giorni. Arowen ha segnalato la sua fase solo nel momento in cui Eowyn sembrava accettare le avances di Faal. In quel preciso istante la vulva di Arowen si è ingrossata e per Faal è iniziato l’inferno.
Ancora piccolo, ma non abbastanza da stare tranquilli (10 mesi), ha provato in tutti i modi di approfittare di Arowen che non lo accettava (forse perché, appunto, troppo piccolo) e di Eowyn nei momenti di distrazione di Arowen. Dividere i tre Saarloos è stato pressoché impossibile. Ma in tutta sincerità, devo dire che, questa volta, non è stato del tutto necessario: Arowen ha tenuto a bada il giovane rampante impedendo gli accoppiamenti.

Il quarto calore
All’avvicinarsi del quarto calore, Faal inizia il corteggiamento di Arowen, alternando atteggiamenti di ‘mostra’ a richieste di intesa – con passo lento e sicuro si avvicina ad Arowen, quando la Lupa è del tutto disinteressata a ciò che sta accadendo al di fuori della sua sfera, placida sonnecchia sul suo anemone. Faal, assumendo una postura grande, cerca di mostrare la sua ‘magnificenza’.
Piano la sfiora. Arowen si desta e gli concede un minimo di attenzione. Faal accede al suo anemone e la affianca. Arowen come sempre gli presta l’attenzione di una mamma al suo cucciolo. Comincia a pulirlo sulle zampe e sotto il costato. Faal un poco si china. Arowen lo annusa. Ecco che sono vicini. Faal è ora nell’incavo di Arowen. Arowen gli pulisce accuratamente le orecchie e gli occhi. Faal mette il suo muso nella bocca di Arowen e piano la lecca all’interno (quasi volesse chiedere cibo).
Tutto mi viene da pensare tranne che quello sia un atteggiamento che precede un atto di richiesta d’intesa. E invece, dopo pochi minuti, ecco il piccolo Lupo, ritto nuovamente sulle lunghe zampe, pronto a sormontare Arowen, ancora distesa sull’anemone.
Arowen in tutta risposta, in un battibaleno, inverte le parti e ammonisce l’acerbo conquistatore con un ringhio sordo mentre gli tiene il muso ben serrato fra i denti.
Faal desiste e ‘la butta in caciara’. La cucina si trasforma in un parco giochi.
Credo che dovrò stare molto attenta nel periodo del calore, credo che questi siano rituali d’intesa.
Alcuni giorni sono passati dalle osservazioni fatte: Arowen, agli occhi di noi comuni mortali, è rimasta uguale, ma non credo sia così per Faal. Il piccolo monello infatti, sta cominciando a marcare tutto il territorio ove la Lupa staziona. E se si limitasse al giardino, non avrei nulla da eccepire, ma quando si esprime in cucina (tana incontrastata dei Saarloos e mia), lo ‘strozzerei molto volentieri’.
Come far capire ad un Lupo che al resto del mondo non importa nulla che la sua prescelta sta (probabilmente), andando in calore?... Come esortarlo a mostrare la sua possanza in modo diverso da questo?... Vi assicuro che non è una cosa facile!
Sulla questione dello sporcare in casa, ho più volte sottolineato che è un atto puramente infantile all’inizio, e che con la crescita, tutti tendono a trattenersi per non sporcare la tana e ad esprimersi al di fuori di essa sia per liberarsi (effetto biologico), sia per marcare il territorio (delimitazione dello stesso o affermazione su altri soggetti).
Chi continua a sporcare in casa, superata l’età naturalmente logica, può farlo: per una cattiva educazione ricevuta, per immaturità, per insicurezza, per dominanza o semplicemente per un malessere.
La situazione in cui mi trovo con il Lupetto, è singolare. Faal sta cercando di mettersi in mostra agli occhi di Arowen. Se dovessimo agire in maniera naturale, dovrei chiedere a Paolo di marcare la sua pipì, la qual cosa, soprattutto in casa, non mi sembra umanamente tollerante e/o igienica (se lo facessi io, non starei marcando lui, in segno di dominanza, ma starei cercando di fargli capire che io sono una femmina migliore di quella scelta). A questo punto i miei pensieri corrono.
Cosa associa il cane nel momento in cui viene redarguito per un’azione sbagliata?... La negatività del rimprovero! Il rimprovero, mite o cruente che sia, è di fatto una negatività subita in prima persona. A nessuno piace subire delle negatività. La spiacevolezza subita marca una negatività fisica e psicologica.
La consapevolezza della negatività, porta il soggetto a non riproporre più l’azione indesiderata.
Ora, a parte il fatto che non amo il rimprovero in generale, ma sono conscia del fatto che fa parte della vita, mi turba in maniera particolare, reprimere un’espressione del tutto naturale, ritenendo le azioni di Faal, non di dominanza ma richiesta d’intesa.

Dovrei forse insegnargli ad usare la tastiera del cellulare per mandare alla sua amata degli sms!

Aggiornamento - 24 febbraio 2011

Il 5 febbraio Arowen ha mostrato il suo calore. La Lupa ha di fatto assunto il ruolo di leader.

Preambolo: la piccola Tortuga, entrata nel Branco dei Saarloos ad aprile dello scorso anno, esattamente il 22 gennaio ha avuto il suo primo calore. Come è accaduto con Eowyn, la volta precedente, anche con Tortuga, Arowen ha messo in atto una legge di natura, ossia, quella clausola dettata dalla forza interiore che favorisce l’elemento Alfa negli atti chiarificanti.
Arrivato quindi il periodo ipoteticamente fertile di Tortuga, ecco che l’attenzione del principe è stata deviata, il che non vuol dire, però, che la Lupa permetta al piccolo Faal di osare.
Il più delle volte gli inviti al ‘gioco’ (agli occhi di noi profani spettatori) di Arowen, non sembrano che semplici inviti al gioco; si, forse osservando i suoi atteggiamenti con molta attenzione si possono intercettare alcuni comportamenti chiave di Arowen nel momento della richiesta, ma più di questo non saprei cos’altro aggiungere.

Arowen quando desidera avere le nostre attenzioni ci viene vicina e con delicatezza appoggia la sua mano sinistra sulla parte di noi che le è più a tiro: una gamba se siamo in piedi, una spalla se siamo chini, la testa se siamo accovacciati.
Quando deve invece redarguire un suo subalterno, usa fare la stessa cosa ma con minor delicatezza, e solo se l’atto non è sufficiente a distogliere l’operato non gradito, allora si attiva diversamente: in piedi per mostrare la sua grandezza, piano si avvicina, strofina il collo sul muso dell’altro per impregnarlo del suo odore e, subito dopo, gli avvicina il naso ad un orecchio e, in maniera delicata ma incisiva, lo pulisce.

‘Ho letto da qualche parte che Alfa impone i momenti dei rinsaldi familiari nei quali non mancano mai le cure parentali, nell’ottica di ciò, ragionando su Arowen, dopo quest’ultimo atteggiamento, ritengo che sia un atteggiamento di dominanza dettato da un’estrema docilità, da un estremo equilibrio, da un’estrema chiarezza di linguaggio: la mamma impone al cucciolo le pulizie igienico-sanitarie.
Molte volte ho visto le mie Lupe attivarsi in atteggiamenti similari nei rituali di rinsaldo gerarchico’

Nei giochi con Faal, Arowen adesso sta mettendo in atto la sua richiesta con la mano, ma oltre ad una risposta che oserei qualificare ‘danzante’, non permette.

Ci tengo a precisare che continuo a far stare insieme la probabile coppia, non perché vorrei che cucciolassero, ma semplicemente perché dividerli è molto difficile.

‘Credo che osservare un piccolo branco ‘nell’inizio del completamento’ sia oltremodo spettacolare, un branco di Saarloos poi, sarebbe davvero eccezionale, ma non volendo dividere le mie creature, non posso permettere che questo accada.’

In tutta sincerità ho pensato di tenere diviso il piccolo Lupo dalla Lupa, e, anche se solo per pochi minuti l’ho fatto (assistendo ad una delle scene più strazianti di tutta la mia vita), l’idea di dover separare un nucleo così ben amalgamato mi fa star male.

‘In merito a questo, ho cominciato a ragionare: da quel che raccontano gli etologi, in Natura è la coppia Alfa a riprodursi. In una famiglia formata da specie diverse, nello specifico uomini e Cani, è la specie più evoluta ad avere il ruolo di Alfa, indi il Cane, di fatto non può assumere tale ruolo.
Ricordo a tal proposito l’amatissimo Mufasa che, in mia presenza non montava… agli occhi del profano è questa una carenza caratteriale, ma chi conosce bene le meravigliose creature di cui stiamo parlando, sa che così non è. Non ritengo quindi segnale di conflitto il non concedere l’accoppiamento.’

Arowen gioca con Faal e altro non gli permette, forse perché lo ritiene ancora piccolo o forse per… non lo so, un motivo sicuramente ci sarà e forse, crescendo insieme a loro, lo scoprirò… nell’attesa però, cercando di agire per il meglio, mi viene da concludere con una semplice domanda: se lei lo tiene a bada e lui di buon grado ci si fa tenere, perché li devo dividere?
Vivo con loro ventiquattro ore al giorno, spero di non sbagliare ad agire in questo modo, mi piace ascoltare la Natura ed imparare da essa, i miei Saarloos, minuto dopo minuto mi insegnano qualcosa.

In questo periodo sto conoscendo in maniera inequivocabile, i cambiamenti nelle espressioni relazionali, il significato di ‘aumento dell’aggressività nel momento del calore’ e il significato ‘calmante della carezza’.
Aggressività - Di fatto non è un aumento di ‘cattiveria’ come probabilmente molti credono, no, nella maniera più assoluta, è solo ed esclusivamente un aumento della determinazione, se volgiamo un aumento di incisività, di vitalità, di vigorosità.
Nei giochi che Faal, fa con me e nei suoi atti di richiesta, perde un po’ dell’estrema delicatezza che lo distingue, sostituendola con l’energia. Tutti i suoi movimenti mettono in luce la sua mascolinità, la velocità con cui si muove, reagisce e affronta le cose, è propria di una creatura piena di vigore. Ed è forse per questo motivo che è anche estremamente bisognoso di ‘coccole’… da non fraintendere
Ha bisogno di carezze calmanti, quelle stesse carezze di cui Arowen ed Eowyn lo hanno riempito quando è arrivato cucciolo di tre mesi, carezze rilassanti, carezze colme solo di un’energia che ti fa star bene… sarà per questo che dopo poco si addormenta ?

Tutte le qualità naturali si amplificano, i sensi si estendono e le capacità comunicative moltiplicano la loro potenza.

Eowyn in tutto ciò ha assunto invece un comportamento delicatissimo. Risponde si, alle richieste di gioco di Faal, richieste vivaci come sempre, nelle quali però Arowen subito si intromette (Alfa, soprattutto in questo periodo, deve avere il massimo controllo e deve essere il punto nevralgico delle attenzioni).
La piccola Eowyn la Balia per eccellenza, è la dolcezza fatta Saarloos.
Arowen, è la custode del sapere.
Faal, il principe dall’equilibrio estremo.

Sempre di più vedo in loro i Lupi che li hanno generati!
Sempre di più: Meravigliosi Saarloos!

Parlando di Arowen Eowyn e Faal, mi accorgo delle grandi emozioni che mi scatenano, per nessuna ragione al mondo, chiunque sceglierà di accompagnarsi allo splendore che rappresentano dovrà farlo solo perché affascinato dall’idea del CaneLupo. La magnificenza, propria del loro essere, può venire distrutta dalla mancanza di umiltà e rispetto nei confronti di Animali così stupendamente selvatici.

P.S.
Sono in attesa di verificare l’estro di Eowyn!
Un Grazie dal cuore ai miei stupendi Lupi.

Aggiornamento – 1° agosto 2011

Il 5 luglio Tortuga è entrata nuovamente in calore. Eowyn dopo due giorni.
Arowen e Faal sembra non diano importanza alla cosa.
Dopo 12 gg. i maschietti del resto del Branco, iniziano i loro cori di corteggiamento per Tortuga, la quale, sembra non accorgersene neanche. Eowyn, per il momento, non presta la minima attenzione, e solo verso il 25 luglio, comincerà a mostrare un certo interessamento per il fascinoso Jack Sparrow, un bellissimo mix-breed di Pastore tedesco-Dobermann (supponiamo), un maschio molto simpatico ed equilibrato, al quale Eowyn ha sempre risposto con interesse a tutti i suoi inviti al gioco… evidentemente l’essere un tipo estroverso, colpisce la Lupa!... Arowen, e di conseguenza Faal, cominciano a tenere ‘gli occhi aperti’.
C’è però, qualcosa di strano.
Faal, nonostante Tortuga sia in pieno calore, non la degna di uno sguardo, anzi, più lei viene ‘corteggiata verbalmente’ dagli altri, più lui si tiene vicino ad Arowen.
Una sera, comincio a fantasticare e a spaziare, probabilmente in maniera eccessiva, ed espongo la mia teoria a Paolo.
- Faal, nel calore precedente ha chiaramente mostrato la sua mascolinità. Questa volta, Tortuga non esiste e non esiste neanche Eowyn. Che sia totalmente inibito da Arowen?... oppure, permettimi il ragionamento oltre i limiti della nostra conoscenza, lui presterà attenzioni solo ad Alfa?...
Nel libro di Shaun Ellis, ho letto del suo stupore nelle fasi di accoppiamento della femmina del branco, toccando con mano, la veridicità sulle nuove tendenze di sapere, che non sono più così selettive sulla paternità del compagno di Alfa. Ho letto anche sul libro della dott.ssa Gallicchio, che anche se la femmina dominante viene montata da un maschio che non si ritiene sia il suo compagno, di fatto i cuccioli che nasceranno sono effettivamente figli del leader (il DNA lo dimostra). All’inizio dello studio sui Lupi allo stato selvatico, si è sempre parlato della fedeltà della coppia Alfa.
È possibile che i Lupi di Shaun Ellis e i Lupi annotati sul testo della dottoressa, non siano Lupi che vivono allo stato brado, per cui, il senso di fedeltà, inteso anche come coscienza di essere i Lupi più forti (saggi, sani, equilibrati, ecc.) è andato lievemente scemando. Oppure, la mortalità data dalla mano dell’uomo, ha talmente ridotto il numero della specie, che l’evoluzione ha dato una nuova legge da seguire per avere una maggiore possibilità di sopravvivenza.
Si, può essere, ma tornando a noi e ragionando intorno ai miei Saarloos, posso solo dire che: non sono Lupi completi, ma ibridi, e non credo che il solo cercare di farli vivere nella maniera più naturale possibile, abbia inciso su una cosa così importante.
Mi terrò la curiosità ancora per un po’ di tempo.

Il 26 luglio, Arowen entra in calore e Faal si desta, comincia a giocare con Eowyn e per il momento si limita a giocare e basta.
Il 29 luglio, diventa più insistente, Eowyn dapprima sembra gradire la cosa, ma poi rifiuta la richiesta. Arowen è lì, ferma accanto a loro e poco distante. In alcuni momenti si limita a guardarli, in altri, si alza e si avvicina, pone il muso sul garrese di Eowyn e, ipnotizzando Faal, gli lancia un ringhio sordo. Faal comincia a dimenarsi come un cucciolo, allorché, Arowen, bacia la sorella che tutta soddisfatta viene verso di me, e si infila sotto le mie gambe.
Adoro questa espressività, primo perché adoro il fatto che mi rendano partecipe di tutte le fasi della loro vita e secondo perché queste scene mi riconducono ai filmati di Jim e Jamie Dutcher riguardanti i due fratelli in atteggiamenti intimamente protettivi.

In tutte le loro manifestazioni, non c’è mai una nota di squilibrio. Splendidamente lucidi, emotivi, sensibili, uniti, mostrano ciò che di più bello c’è nel mondo del naturale.

Riflessione
Giorno dopo giorno, sempre di più mi rendo conto di quanto siano fantastici. Non so dire se sono loro ‘Arowen Eowyn e Faal’ ad essere così, o se sono la rappresentativa esatta di quel che la selezione della razza porta. Sono meravigliosi Animali da compagnia, per me che non vivo in città, amo la Natura, mi piace la riservatezza, adoro fare lunghe camminate nei boschi e non sono psicotica nei confronti del guinzaglio (non sono assolutamente dell’idea che il guinzaglio sia un freno inibitorio alla libertà, tutti e tre i miei Lupi, amano il guinzaglio e amano camminare al mio fianco, amano correre si, ma sempre dove possono vedermi; nelle avanscoperte si limitano a starmi poco lontano e cercano in tutti i modi di rendermi partecipe della cosa; non amano il caos e le persone, non sono socialmente disponibili verso l’estraneo, se possono lo evitano oppure lo ignorano – SPLENDIDAMENTE SAARLOOS)

Il Lupo Maestro

Leggendo i racconti degli Indiani d’America e guardando i documentari sui Lupi, sto cercando di capire le sfumature, nelle parole e nelle immagini di chi ha avuto la fortuna di condividere parte della sua vita con questi stupendi Animali.
Tutti coloro che l’hanno potuti osservare da distanze ravvicinate e con Loro hanno avuto in qualche modo una o più occasioni per relazionarsi, sono entrati in contatto con quella suggestiva espressione rilasciata genuinamente agli occhi di chi sa osservare.
All’inizio della mia ricerca per approfondire la conoscenza sul Lupo e sul suo mondo, ho raccolto dati scientifici, appunti di osservazione in cattività e in riserve naturali, favole e leggende, perché sono convinta che in ogni storia narrata, in ogni nota trascritta, in ogni fotogramma documentato, è racchiuso un qualcosa di unico e di vero.
Fra le leggende è ricorrente citare il Lupo con l’appellativo di Maestro, custode del sapere, messia degli antenati. Nei filmati è solito riportare immagini che li ritrae in atteggiamenti di sudditanza, in fasi collaborative di caccia, in occasionali chiarimenti privi di sanguinose lotte, in avvertimenti simbolici a forestieri.
Soffermandomi con il pensiero sulle tracce, piano mi sto avvicinando a comprendere il significato del Lupo Maestro.
Stupidamente ho cercato la leggenda che presenti il Lupo Maestro, come se fosse una storiella fra tante, da cui trarne una morale. Forse da qualche parte, in qualche scrigno o su qualche pergamena è possibile che sia riportata una novella che parli di un fantastico Animale, ma pensando e ripensando, osservando e ragionando, sto cominciando a credere che forse non esiste una storia di narrativa, ma la rappresentazione di ciò che è nella realtà: una leggenda affascinante che si può vivere guardando questo ‘re’ con gli occhi dell?Anima.
Tutti coloro che sono rimasti affascinati dal Lupo, sono stati rapiti dalla sua completezza.
In Lui è presente il vero significato di fratellanza, di saggezza, di forza interiore.
Il significato di famiglia assume l’autentica sensibilità necessaria alla crescita dei piccoli, mai un padre o una madre hanno anteposto al bene dei figli una qualsivoglia altra priorità. E i figli una volta divenuti grandi, mai hanno mancato di contribuire alla protezione del Branco. Le conoscenze vengono tramandate e così pure la saggezza di una coscienza forte di una forza che l’uomo, spesso, si compiace di stravolgere, perché egli non la conosce, e come per tutte le cose che non conosce ne ha paura… una forza da distruggere, perché confusa con una forza equivalente al potere, alla potenza infernale che invade gli animi umani corrotti dalla bramosia dell’essere più forte… quante volte abbiamo sentito dire che la legge della natura è la legge del più forte perché solo il più forte ha speranza di sopravvivere, non pensando che il più forte non è il più potente, ma il più sano. Nell’Essere sano esiste l’Equilibrio.

Faccio sempre raffronti fra ciò che studio sui libri e sui video, con gli Animali che mi vivono accanto. Da quando poi, i Saarloos, sono entrati nella mia vita, giorno dopo giorno, riesco a vedere in loro quell’equilibrio studiato e osservato e solo ora, poco per volta, capito. Non so se è la fantasia che mi fa correre o l’amore che nutro verso gli Animali, non so se è suggestione o realtà, ma in ogni loro comportamento riesco a trovare le risposte ai tanti perché che da anni ci vengono formulati o che noi stessi ci chiediamo.
Oggi 4 marzo, ad esempio, ho probabilmente scoperto un’altra goccia di acqua calda: ‘i tre Lupi sono entrati in soggiorno, dove le Veline stavano facendo un baccano infernale. Le Veline hanno il potere di far alterare anche loro… si allarmano, spesso e volentieri, senza un motivo sufficientemente valido, oppure sfidano i Saarloos, se adeguatamente riparate. Le loro imprese sono, il più delle volte, condite da urletti acuti, sintomo forse, di un equilibrio poco stabile. Le Veline sono, in pratica, sei piccole carognette, simpatiche se prese una per una, pestifere quando stanno insieme!
Oggi Eowyn ha chiarito un po’ la situazione.
Ho più volte fatto accenno al comportamento di Eowyn sulla protezione di Arowen: sono entrati in tre, Eowyn si è subito anteposta ad Arowen e a Faal, le Veline si sono ammutolite di colpo e posizionate sui loro lettini come se fossero statue di cera; Arowen immobile al centro della stanza, Eowyn (poco avanti a lei alla sua destra) ha piantato il naso nell’orecchio di Melody , la quale, muta come un pesce, si è fatta pulire senza batter ciglio, accettando di buon grado il chiarimento. Nel frattempo le altre non si sono mosse di una virgola, lasciando così che Arowen e Faal potessero passare senza problemi.

Bene dopo tutto questo preambolo, cosa ho voluto dire?

Molte persone vengono alla scuola perché non possono sciogliere il loro cane oppure perché ha problemi ad andare al guinzaglio o, ancora, perchè non riescono a gestire una normale spazzolatura o un atto di pulizia, e, come sempre, vogliono da noi, la parola magica, il comportamento 'x', per far si che i problemi si possano risolvere con la bacchetta della Fata Turchina, non pensando che a monte, il problema è di rapporto sbagliato, o conflittuale se preferite.
Oggi ho visto con i miei occhi il vero significato di un atto di chiarimento gerarchico che tante volte ho giustificato in maniera giusta si, ma superficiale, ed è questo: ‘perché molti cani non si fanno pulire le orecchie dai compagni umani?... perché è l’elemento superiore che decide il momento delle cure parentali. Non è di fatto Eowyn (Beta) a coinvolgere Arowen (Alfa) ma il contrario, non è Arowen a chiarire con il gruppo confinante ma Eowyn in qualità di Beta protettrice di Alfa e del cucciolo. Le Saarloos, adorano farsi spazzolare e visionare, amano farsi pulire, coccolare e si rilassano a tal punto, sotto le tenere carezze, da addormentarsi.

Marzo 2011 ancora una nota per ‘Eowyn’

Eowyn da qualche tempo non sta bene con lo stomaco. Spesso rigurgita il pasto, oppure rifiuta di mangiare. La nostra veterinaria, solerte come sempre, ogni volta viene a casa a visitarla. Alle ultime due visite, abbiamo aggiunto il prelievo del sangue. Eowyn, è contenta quando la sua dottoressa viene a trovarla… forse perché dopo la visita le dà sempre dei biscottini e le fa molti complimenti?!?...
Il risultato delle analisi è normale tranne che per una leggera alterazione di un valore del fegato. La cura della Dot, sta facendo effetto, ma siccome io sono paranoica, ho insistito per un’ecografia.
Unico problema è ‘devo portarla a Roma!’ … non amo l’idea di andare nel caos di Roma con una Saarloos, ma visto che non posso fare altrimenti… Eowyn conoscerà la città.
Eowyn ha cinque anni e non è mai stata in un posto diverso dalla campagna. So che è molto equilibrata, ma fra l’equilibrio dell’essere e lo squilibrio del traffico, c’è un oceano di mezzo!
Alla clinica ‘Zoospedale Flaminio’, come è stato un anno fa per Arowen, hanno accolto la Lupa con estrema professionalità. Eowyn è entrata in sala d’aspetto, al fianco di Paolo, non curandosi minimamente del cagnino che, come l’ha vista, ha cominciato ad abbaiare paurosamente.
Pavimentazione diversa, oggetti strani, persone sconosciute, e perfino la tosatrice, non sono state un problema… il suo equilibro e la fiducia in Paolo, hanno permesso alla nostra Lupa, di mostrare lo splendore che è!
Come sempre grazie allo ‘Zoospedale Flaminio di Roma’ per l’assistenza riservataci.

Nel frattempo a casa, Arowen e Faal, sono rimasti tranquilli o comunque non hanno mostrato segni di particolare stress. Con loro due la piccola Tortuga, giullare di corte, ha forse distolto l’attenzione dalla novità!
Al rientro di Eowyn, la Lupa è stata visionata, annusata e pulita da Arowen e, ossequiata da Faal e Tortuga…

Il risultato dell’eco è negativo su tutti i fronti, Eowyn potrebbe avere solo un problema alimentare o meccanico, dovuto a qualcosa che le ha fatto male. Fra un mese il nuovo controllo del sangue.

Dopo dieci giorni dalla visita a Roma, ecco una mia carissima amica venirmi a trovare a casa con la sua splendida figlia e il suo (affascinante) compagno. I Lupi sono in giardino: Faal abbaia (atteggiamento infantile) e mostra un po’ di agitazione, Eowyn si para di fronte al gruppo, subito davanti ad Arowen, Arowen osserva.
Faccio accomodare i miei amici in un giardino attiguo, in modo che i Lupi possano controllare, conoscere e rendersi conto che la situazione è tranquilla.
Faal non gradisce il fatto che io stia al di là della staccionata, per la prima volta da che è qui, vive una situazione nuova senza di me al suo fianco. Arowen, dopo il primo attimo di evidente contrarietà, si tiene un po’ alla larga, Eowyn si sdraia davanti al cancello di entrata del nostro giardino, in prossimità di Paolo e, per la prima volta, nel momento in cui devo riportarli in casa, non si stacca da Paolo. È infatti lui che la riaccompagna.
Paolo ha acquistato punti per Eowyn dalla visita a Roma!

Nei tre Saarloos, più che in ogni altra creatura che ho avuto la fortuna di avere accanto, noto la capacità di afferrare, in ogni singola situazione, una - seppur minima - sfumatura e integrarla nel bagaglio della propria esperienza, permettendo una crescita in continua evoluzione.

Riflessione

Alfa è alla guida del Branco. Elargisce il pasto. Distende gli animi con i giochi. Interagisce con Omega rilevando l’importanza che gli riserva. Attorno a lui si ordinano i giacigli. Legato ai suoi Lupi per la vita, non se ne separa mai.

Nell’intimità della tana i ruoli gerarchici si mantengono e rinforzano.
I tre Saarloos, si dispongono in formazione accanto a me, anche quando dormiamo: Arowen si sdraia al mio fianco, Faal in mezzo alle gambe, Eowyn sui piedi.
Paperina, la femmina di Pastore Tedesco della quale ho fatto cenno all’inizio del racconto, occupa il posto d’onore su un cuscino messo ad angolo; ormai quasi quindicenne, è la nostra creatura più anziana. Durante il giorno, nei momenti di relax, sia Arowen che Eowyn che Faal, vorrebbero stendersi al suo fianco. Ma Paperina, accanto a se accetta solo Arowen. Faal allora le si accuccia vicino alle anche che usa come cuscino ed Eowyn si raggomitola dietro a Faal, insieme alla piccola Tortuga (quando c’è!)

Crescendo l’intimità nel sonno, manifestano anche a noi mortali, quel legame particolare che li unisce al branco per la vita. Il voler condividere ogni attimo del loro tempo con il branco, mostra il bisogno che hanno di appartenersi per completarsi. La richiesta molto educata che fanno per avere un solo boccone del tuo cibo è un chiaro segnale di sudditanza e di attaccamento.

Sensibili come solo chi è capace di viere le proprie emozioni nella completezza del sentimento puro, sono in grado di mostrarti il cammino per diventare uno di loro.
La libera espressione di quel che celano dentro è la chiave che un giorno ti porgeranno.
Non cercare mai di condurli alla civiltà, al contrario, fai di tutto per allontanartene ogni qualvolta li hai al fianco.

Il ritorno del Lupo Nero - Druid Pack di Yellowstone

In questo meraviglioso video ho potuto verificare ulteriormente le tante similitudini che esistono fra il Lupo e il Saarloos. La magia che ogni giorno Arowen Eowyn e Faal mi regalano, l'ho rivista in questo filmato spettacolare. Gli atteggiamenti di Casanova e di suo fratello non sono dissimili da quelli di Arowen ed Eowyn. Purtroppo nel link qui sotto riportato, trovato su youtube, non vi è che una piccolissima parte del video, spero che Nat Geo Wild lo trasmetta nuovamente e vi consiglio di vederlo, soprattutto a voi amanti del Cane Lupo di Saarloos.

Presto scriverò un articolo dettagliato in merito. Nel frattempo, ringrazio Titti per avercelo segnalato, e ancora una volta Alexandra per avermi dato la possibilità di vivere con tre meravigliosi Saarloos.

http://www.youtube.com/watch?v=1CjW_T3h35A

Aggiornamento del 19 maggio 2011
Ancora un fantastico documentario sulla vita dei Lupi, e ancora una volta, vedo nel linguaggio di queste creature, tante e tante analogie con i miei Saarloos. A cominciare dalle feste entusiastiche della figlia del Capo-Branco che raccoglie l’invito di Casanova a fare conoscenza, al rimprovero di papà che mostra invece il suo disappunto., e ancora dall’atteggiamento di risposta di Casanova al Capo, dapprima di fuga, poi di attacco e senza colpo ferire di sottomissione, alla contrarietà verso tutte e tre le manifestazioni da parte di Alfa e dal suo essere ‘infastidito’ per un corteggiamento non permesso, per continuare osservando le carezze e i baci e le toccate dei due amanti segreti. Per non parlare del grande senso del Branco e dei forti legami intimi, degli atteggiamenti di dominanza nei rinsaldi familiari e delle danze di due femmine in onore di Casanova.
Similitudini fra i veri atti di predazione e cattura, e i nostri ‘stupidi’giochi in giardino – le pizzicate dei tallonatori e degli affiancatori, paragonate alle toccate di Faal ed Eowyn – così come l’arrivo di Lupo Nero a sferrare il colpo decisivo sulla preda, in contrapposizione all’arrivo di Arowen per porre fine al gioco quando i ‘due lupetti’ esagerano.
E per finire, dai movimenti delle labbra - durante i meravigliosi canti - per modulare la canzone che sembra unirli in un’unica anima. E parlando di canti, come non ricordare la risposta al richiamo del mattino del piccolo Faal…

E… tanto, tanto altro ancora!
Venti anni che vivo e lavoro con i Cani, venti anni che studio e beneficio delle loro azioni, della loro compagnia e del loro inestimabile affetto. Anni di osservazione e amore che non sarebbero mai stati completi senza la presenza di Arowen Eowyn e Faal a casa con me.

Se dovessi lasciare a briglie sciolte i pensieri e le parole che affollano la mia mente, non basterebbe la capienza del sito a contenerle, e sicuramente porterei l’argomento a sconfinare in temi fantastici, per non dire fantasiosi al limite della realtà… così, con l’aiuto di Paolo, ho raccolto parte del materiale che ho a disposizione per rendere tutti partecipi della magia di cui sono spettatrice ogni giorno.
A tal proposito ringrazio Nat Geo Wild, National Geographic Nature, Animal Planet, The Yellowstone Park e Doug Smith, Jim e Jamie Dutcher per il grande lavoro svolto al fine di fornirci informazioni e immagini meravigliose sulla vita dei Lupi, sfatando vecchie leggende alle quali non ho mai creduto. Ci tengo a ricordare a tutti coloro, amanti dell’argomento, che i loro video, sono tutti in vendita e sono assolutamente spettacolari.
La musica di sottofondo del nostro piccolo puzzle, è di Robbie Nagy, un caro amico che trasforma i suoi sentimenti in melodici accordi.Il filmato è stato presentato al "Corso di aggiornamento per la formazione del personale del Corpo Forestale dello Stato" il 23 maggio 2011.

Clicca sulla gif accanto per visualizzare il filmato Guarda il  filmato

Nella speranza che il Cane Lupo di Saarloos possa continuare ad essere il meraviglioso Animale che è, ringrazio ancora Alexandra per allevare con dedita coscienza e amore per la razza, e ancora una volta esorto tutti a non accogliere nella propria casa un Animale se non si è a conoscenza del profondo significato della parola ‘responsabilità’ e non si è convinti del grande ‘impegno’ a cui ci si appresta a fare giuramento.

Clicca sulla gif accanto per visualizzare l'Album

A scuola dai Saarloos

Personalmente non ho mai creduto alla teoria dei Buonisti che predica intorno alla considerazione dell'atto positivo e non dell'atto negativo. Voglio lasciare a chi mi legge la scelta sul prendere in considerazione simili affermazioni o mandare definitivamente a quel paese i moderni cinofili: " Eowyn stava rumorosamente inveendo contro le Veline (le sei Pastorelle figlie di Timon e Scrooge) - la porta della cucina le divide. Come ho già accennato nel corso del diario, le Veline emettono versi e manifestano comportamenti che agli occhi delle Saarloos non sono del tutto equilibrati, e io credo che le Lupe abbiano ragione. Con questo non voglio assolutamente dire che sono poco equilibrate ma, in alcuni casi, altamente neoteniche!

Dopo aver ripetutamente esortato ( io) Eowyn a smettere, nel momento in cui mi sono alzata per chiarire in maniera più incisiva, Arowen ha preso in mano la situazione ruggendo alla sorella e ponendoglisi in dominanza visiva. La Lupetta si è fatta piccola piccola accettando il rimprovero. Ma la cosa entusiasmante è stata la conferma all'azione di Eowyn da parte di Arowen: Arowen dopo che la sorella ha accettato l'esortazione a finire quella sciocca azione, l'ha baciata. Arowen di fatto ha: rimproverato l'azione sbagliata e premiato l'azione assunta dopo la correzione.

A distanza di due settimane circa, mi sono ritrovata ad assistere ad una scena analoga: Faal, non ama troppo il vecchio Siberian sottratto ai maltrattamenti un anno fa. Il poverino è una creatura mite, forse un po' abbaione, ma sicuramente docile e remissivo, fatto sta che ieri sera gli ha abbaiato in maniera molto aggressiva e io mi sono arrabbiata. Con Faal, per farsi ascoltare in simili situazioni, devi solo mostrare più determinazione di lui. E' quello che ho fatto! Risultato il Lupetto, battibeccando un po', ha desistito e taciuto. In quel preciso istante Arowen l'ha baciato ed io l'ho imitata. Faal ha subito assunto un comportamento fanciullesco, sinuoso e festante, e come se non bastasse, passando vicino a Charlie ha abbassato le orecchie e ha tirato dritto.

Sono sempre più affascinata dai miei meravigliosi Lupi.


Buon Compleanno Saarloos

Mail ad Alexandra Windl - Buon Compleanno - Ciao Alex, come stai?

Da pochi giorni è passato il compleanno di Arowen Eowyn e Faal. Le ragazze hanno compiuto cinque anni e il ragazzo due. Fra loro esiste una magica armonia, un’armonia che sono riusciti a trasmettere anche alla pastorella che gli abbiamo affiancato (una femmina di Pastore Tedesco, nipote dei nostri primi Cani – Arek e Alfa von Grauen Stern). È bellissimo osservarli e partecipare alle loro attività.

In tanti anni di lavoro e di studio, mai eravamo riusciti a capire fino in fondo il linguaggio naturale del Cane e di suo papà Lupo. Per noi si è aperta quella porta che ci permette di assaporare alcuni atteggiamenti chiave del loro modo di vivere, di capire le loro domande e, non da ultimo, abbiamo potuto imparare i tempi educativi. Arowen è la maestra in assoluto, mentre Eowyn e Faal sono gli scolari perfetti che fanno le domande alle quali lei sa rispondere in maniera entusiasmante. non mi vergogno a confessare che, nell’ammirarli, mi emoziono tanto da rimanere senza respiro… Arowen è fantastica quando impartisce le sue lezioni, a cominciare da quando educa ... rimprovera senza toccare il rimproverato, ammonendolo solo con lo sguardo, con la voce o con un atteggiamento determinato, e poi, subito dopo lo bacia, come per dirgli ‘bravo’, oppure quando partecipa ai giochi (osservare in un primo momento, la riservatezza degli altri e poi, il coinvolgimento completo); è bellissimo ragionare intorno alla differenza di imponimento che devono impegnare i tre, diverso per grado gerarchico, di intensità e di durata; così come è stupendo accogliere Eowyn sotto le gambe quando Aro e Faal la mettono in mezzo, e osservare come lei, prende fiducia nella mia protezione e si struscia come fanno i gatti; e che dire di Faal che mi prende per la maglia o per i pantaloncini e mi porta sul suo letto per essere asservito di cure parentali, e a proposito delle cure parentali, magnifico aver scoperto chi le impartisce e perchè… e tante tante altre cose ancora, come (tutti e tre) desiderino starmi sempre accanto, vigili e partecipi, ... felici di indossare il guinzaglio per una passeggiatina oppure di salire in macchina, anche solo per fare un piccolo giro, oppure stare semplicemente in giardino o in casa, basta che stiano con me ... mi fanno sentire molto importante! ... è difficile spiegare queste cose per me, ma sicuramente, per te non è una novità... il mio più grande rammarico è quello di non essere riuscita ancor ad andare in montagna con loro, vorrei tanto portarli sulla neve... spero di riuscire presto :)

I tre Saarloos ci hanno aiutato tantissimo nella scuola, molte persone che arrivano da noi un po’ titubanti perché, non usando, noi, i metodi di lavoro classici o fra i più quotati – clicker, t-touch, ecc. – non credono che si possano risolvere dei problemi di comportamento, rapportandosi con l’Amico-Cane in maniera naturale. È molto gratificante vedere le facce degli scettici, doversi ricredersi e rimangiarsi tutte le stupide cose che pensavano J ... e che soddisfazione preparare il video sulle similitudini fra Lupi e Cani, usando i nostri video, le nostre ricerche, i nostri fantastici Saarloos... il piccolo documentario è stato presentato da Paolo ad un corso di aggiornamento del NIRDA Nucleo Investigativo Reati In Danno degli Animali e fa parte del Corpo Forestale dello Stato Italiano... il video è stato applauduto da 90 forestali... WONDERFULL!!!!!

Paolo il 3 luglio è andato a prendere un maschio di Cane Lupo Cecoslovacco di sei anni, con una brutta storia alle spalle e con un futuro ancor più brutto davanti a sé; un soggetto determinante, possessivo, che risolve i suoi problemi in maniera non troppo delicata… non ti voglio raccontare la sua vita, tanto credo che di storie tristi ne conosci a sufficienza, perciò te la faccio breve: Christal, è ora l’ombra di Paolo, lo segue al campo-scuola, sta diventando un bravissimo cane-guida, e di tutto quello che ha passato, per come si comporta con noi, sembra che già sia in parte dimenticato. Con questo non voglio dire assolutamente che ci riteniamo dei ‘super ‘, no nella maniera più assoluta, abbiamo solo imparato a capire come osservare e chiedere, osservando e chiedendo ai mitici tre Saarloos.

Clicca sulla gif accanto per visualizzare il filmato di Christal Guarda il  filmato

Cinque anni fa , la nostra filosofia ha subito quel cambiamento che cercavamo da molto tempo. Da quella tua mitica frase: 'Per farsì che un Saarloos ti ascolti, deve avere una giusta motivazione, altrimenti non ti considererà'.

Mi piacerebbe venire a trovarti, e forse fra un paio d’anni ci riuscirò, sono certa che potrei impazzire guardandoti mentre sei con il Branco, e certamente rimarrei incantata , ascoltandoti mentre mi parli delle tante cose che ancora non so. (Senza volere, però, invadere la tua privacy!)

Beh, che dire ancora?! … niente, solo ancora una volta grazie, i ragazzi sono meravigliosi, grazie per allevare con la dedizione che solo 'Amore e Passione' sanno dare… uno splendido compleanno per Arowen Eowyn e Faal

Ciao Barbara

p.s. foto e video dei cuccioli del tuo sito sono bellissimissimi!!!!

Christal * nostro cugino Cecoslovacco

- Ciao Paolo, come è andata al campo oggi? - Mi dice Barbara quando rientro a casa.
- Ciao, tutto bene. - Le rispondo.
- Ti va un caffè? -
- Sicuro! Mi cambio e vengo in cucina. -

Passo in veranda, mi infilo i pantaloncini e la maglietta, incalzo gli zoccoli e, finalmente la mia pelle respira. Di anno in anno sopporto sempre meno l’estate: l’afa, il sudore, i vestiti che s’appiccicano addosso; l’unica cosa che acquieta la mia temperatura corporea, è l’ipotesi, o illusione se preferite, di poter entrare in una pozza d’acqua e rimanerci dentro finché non arriva l’inverno, oppure, meglio ancora, entrare in un frigorifero, e stare lì, seduto fra i ghiaccioli del freezer, finché il fon che alita vorticosamente là fuori, non si fonde e muore.
Per non parlare poi delle complicazioni che l’estate si porta dietro: l’erba che inspiegabilmente continua a crescere in assenza di acqua e spiga a due centimetri da terra, le zanzare, le mosche e tutti parassiti che Madre Natura ha avuto la compiacenza di mettere al mondo. E che dire del pericolo degli incendi. Gli indigeni del posto dove abitiamo danno fuoco a tutto e nessuno dice niente. Barbara ed io, in questo periodo, viviamo nell’incubo delle fiamme e… meglio parlar d’altro, anzi, andiamo in cucina, un caffè c’aspetta.
Non faccio in tempo ad aprire la porta che Tortuga mi si lancia fra le braccia e Barbara, come tutte le volte che assiste alla scena, intona per la mia pastorella ‘O sole mio’ … placata la fidanzata (Tortuga) bacio mia moglie e sbircio sul computer acceso mentre lei si appresta a preparare il caffè.

- Cosa guardavi? – Le chiedo.
- Manda indietro di una pagina e dimmi cosa pensi. – Mi risponde.

Clicco sulla freccia indietro e, due occhi di lupo mi ipnotizzano. Nella mia mente si fa ‘il vuoto’. Non riesco a pensare, sono completamente rapito da quello sguardo.

- Paolo? -

A destarmi è la voce di Barbara.
Vorrei dirle subito ‘ma cosa ci vai a fare su internet?’ però gli occhi del Lupo sono nelle mie parole tanto che anche lei ne rimane sorpresa.

- Non volevo fartela vedere, però quel Lupo ha qualcosa di particolare… non ti sto dicendo di portarlo a casa, lo so che siamo tanti e siamo alla stremo delle forze, ma, dico io, non possiamo fare qualcosa? –

Le parole di Barbara rimbombano nella mia testa ‘non si può fare qualcosa’. Vorrei fare qualcosa, anzi, ne vorrei fare tante, e sono le solite cose che offuscano i miei pensieri, intorno alle ingiustizie o sulle incongruenze delle persone che abbandonano i Cani senza provare vergogna e rimorso. ‘Non si può fare qualcosa’. E mentre penso e ripenso, mi torna in mente una lezione che proprio questo pomeriggio ho tenuto al campo con Titti e i suoi due Cecoslovacchi: Elvyys e Akylah.
Le lezioni con Titti hanno sempre qualcosa di interessante: le domande che mi pone, le risposte che prova a darsi cercando di ragionare come un vero Cane Lupo Cecoslovacco, i progressi che fa… oggi fra le altre cose, abbiamo parlato della piaga dilagante dell’abbandono di questi ibridi di Lupo, non che fra le altre razze non esista il problema, ma essendo i Cecoslovacchi, quelli di cui stavamo parlando, mi racconta di un fratello del suo Elviss, Christal… e adesso, eccolo lì davanti a me, con lo sguardo ipnotizzante del selvatico, smarrito nel nulla.

- Ma lo sai che proprio oggi, Titti mi ha parlato di questo Cane. –

E Barbara da brava filosofa-mistica che non crede al caso, mi ha risposto: ‘vogliamo informarci?’

Serio e impenetrabile, con lo sguardo glaciale, smarrito nel nulla,
lasciandomi senza fiato
è entrato nel mio cuore e mi ha scaldato l’anima

Paolo



L'importanza della tana

...Coccola dopo coccola, credo che Zafir stia cominciando ad accusare la stanchezza, mostriamogli il suo lettino.
Il cucciolo non conosce altro modo di dormire se non quello in compagnia dei suoi fratellini e della mamma, è una vera crudeltà emarginarlo dalla nostra tana. Se non siamo d’accordo sul fatto che possa dormire sul letto con noi, poniamo almeno il suo in zona limitrofa. In tal modo potrà sentire la nostra presenza in ogni momento.
Personalmente adoro il cucciolo che mi si accoccola nell’incavo del grembo, è una richiesta, una ricerca di un posto nel branco.
Ci concediamo una mezz’oretta di riposo, d’altronde ci siamo presi le due settimane di ferie che ci spettavano, per stare solo con il nostro cucciolo, quindi, non avendo altri impegni se non quelli con lui, mi sembra più che giusto assaporarne ogni istante.

Angelina si addormenta sotto le carezze della mia mano.
Ho provato a lasciarla nel lettino di fianco al mio letto, lei non ha fatto un fiato, si è acciambellato sul cuscino e, alzando il capo, mi ha guardata con i suoi grandi occhi color nocciola… per un attimo ho resistito ma poi, vedendo quel batuffolino rannicchiato su se stesso, non ce l’ho fatta e, mentre stava per appisolarsi, l’ho adagiata accanto a me.
Prendere una decisione simile comporta il fatto che per nessuna ragione al mondo cambierò mai le cose. La coerenza prima di tutto. ‘Ognuno al suo posto’ dice il saggio. Ma chi può negare che il posto di Angelina non sia accanto a me? Credo che l’unione del branco dipenda anche da queste cose.

C’è chi sostiene che un simile atteggiamento sia sbagliato dal punto di vista gerarchico, per non parlare di quello igienico.
Non sono d’accordo. Il tasto igiene neanche lo tocco, poiché credo che gli Animali siano molto più puliti di noi; su quello gerarchico, la prima cosa che mi viene in mente è: chi sostiene che dividere il proprio giaciglio con Fratello Cane sia un atto destabilizzante, non ha capito nulla di Animali. Sono altre le cose gravi e dipendono tutte dall’instabilità caratteriale della persona, non dall’addormentarsi in un abbraccio.
Il cucciolo di oggi, l’adulto di domani, psicologicamente non arriverà mai a completare il suo sviluppo (Teoria Neotenica). Fratello Cane non è un Animale messo al mondo dalla Natura, ma è il frutto della manipolazione dell’uomo. L’uomo l’ha voluto infantile, più o meno, a seconda dello scopo per cui lo utilizza, quindi, oggi come domani, Zafir sarà sempre il cucciolo di casa, e i cuccioli dormono con mamma, aspettano il ritorno di mamma, fanno le feste a mamma, giocano con mamma, mamma li accudisce, li coccola e li educa, li premia e li rimprovera, mamma vive per i suoi cuccioli.
Il concetto di famiglia per gli Animali, è molto più intenso di quello degli esseri umani...

Tratto dal libro: ''Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura'' di Barbara Tullio e Paolo Caldora

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La Micia e i lupetti

20 marzo 2012 - oggi la piccola Ghadli, la nostra micina cieca, una delle tante Anime di casa ''raccatate'' qua e là... è stata operata ad un occhio; da tempo quell'occhietto, malato e infossato, le procurava dei fastidi, alla fine si è perforato e così è stato tolto.

La sera, al suo ritorno a casa dopo l'operazione e qualche ora di degenza, Ghadli era in preda al panico: non voleva stare con i suoi amici di pelo (altri due gattini tolti al randagismo), non voleva stare in braccio, non voleva stare in camera, insomma, non voleva. Qualunque cosa le proponessimo era contrariata e manifestava il suo disappunto girando in lungo e in largo senza sosta. Povera micia. Già dopo pochi giorni dalla sua nascita aveva iniziato un calvario senza fine, poi finalmente un po' di pace e ora, ora era letteralmente in preda al panico.

Paolo ed io, prepariamo in cucina (tana indiscussa dei Saarloos e mia), una delle gabbie pieghevoli della macchina. I Saarloos, conosco i gattini del piano superiore di casa, solo per l'odore che mi porto dietro e per un paio di apparizioni sporadiche di Isaboo (la micia capostipide) e la sua ruota di scorta, Ghadli. Però, da più un anno, da quando la nostra meravigliosa Isaboo, all'età di venti anni compiuti, ha deciso di andare a tracorrere un po' di tempo nel meraviglioso mondo della Valle di Lestla, nessuno dei micini ha più trovato curioso scendere dal piano superiore.

I lupetti sono molto incuriositi dalla gabbia, dal cuscino che è posto al suo interno, dal trambusto che c'è fra sopra e sotto. Anche Tortuga, che imita ogni mossa dei suoi fratelli Sarloos, si impiccia stantuffando con il tartufo. Prendiamo Ghadli in braccio e scendiamo.

Con estremo equilibrio, i Saarloos e Tortuga, accolgono la micia. Come lei sente la loro presenza, magicamente si quieta. Tortuga dopo un'annusatina se na va, è l'ora di cena e il suo pensiero è unicamente volto alla pappa. Faal, rimane vicino a me. Eowyn, distrattaente segue le manovre per far entrare Ghadli nella gabbia mentre Arowen, scodinzolando a più non posso, chiaramente ci dice che vorrebbe averla tutta per sé per... pulirle la ferita?... massaggiarle il pancino?... scaldarla di quel calore che solo una Mamma sa dare? ... non lo so, quello che so è questo: ''Ghadli alla loro presenza, facendo delle lievissime fusa di consenso, si è placata, ed è rimasta tranquillamente sdraiata sul suo cuscino, sorvegliata dai nasi dei Lupetti che ogni tanto andavano ad accertarsi sul suo stato.

Come sempre, dalle azioni dei Saarloos, cerco di cogliere degli insegnamenti. Riflettendo sul loro comportamento sono arrivata a questo: ''anche se conoscono la micia solo dall'odore che ho addosso (ogni volta che sono con lei e con gli altri, non manco mai di coccolarli un po', ed è quindi normale, che il loro odore mi rimanga sui vestiti), e non la conoscono in maniera fisica (a parte quelle sporadiche apparizioni con Isaboo, forse due o tre in due anni) l'hanno accolta come se fosse un elemento del Branco. Subito mi è venuto in mente lo scambio di odori delle Mamme Lupe con il resto del Branco, prima di rientrare nella tana dai cuccioli, e l'odore dei piccoli che si portano dietro nel momento in cui escono dalla tana, odore che viene portato al resto del Branco... Ghadli, dal canto suo, non ha dato alcun segno di nervosismo o paura quando è entrata in contatto con i lupetti, anzi, ha cominciato a mostrare la sua felicità, facendo le fusa (non conosco bene il comportamento dei gatti, e non so se anche per loro vale la questione dell'odore portato indosso, e quindi non posso dire se li conosceva attraverso di me oppure... - però io credo che l'odore dica molto!!! - ). Arowen, Eowyn e Faal, non hanno mai vissuto con i nostri gatti, e quindi non conoscono i loro comportamenti, non conoscono il significato delle fusa, ma sicuramente riconoscono un atteggiamento condiscendente. E inoltre hanno avvertito, l'odore di un Animaletto ferito, forse un fratello Animaletto ferito, non di una preda (oltre alla questione degli odori familiari, nessun atteggiamento di Ghadli portava a pensare ad una preda) ed è così che lo hanno accolto.''

Ma quale è stato l'elemento scatenante che ha tranquillizzato Ghadli? ... Arowen, Eowyn e Faal le hanno trasmesso qualcosa, qualcosa che noi ''sapiens'' non abbiamo, e questo mi porta a pensare e a credere, che nel cuore del Cane Lupo di Saarloos, esiste qualcosa che li rende ''magici'' (permettemi la parola)... in fondo, cosa hanno fatto?... probabilemente qualcosa che avrebbe fatto un qualsiasi altro Cane equilibrato... certamente... anche la piccola Tortuga si è comportata bene, ma si è limitata ad annusare la micina, nient'altro...

Come sempre: 'Saarloos - meravigliosamente naturali!'

AlbaRadiosa e LupoRosso

Il 10 novembre è il mio compleanno. Nel 2011 ho compiuto 49 anni e, come si diceva ai tempi di mio padre, sono entrata nel cinquantenario. Mi porto sulle spalle alcuni pesi troppo grandi, sono stanca e non ho più nessuna intenzione di soffrire per le colpe che non mi appartengono.
Ho scoperto il Grande Mistero che ci avvolge e ho trovato la mia tranquillità nella mia casa, con la mia famiglia. Spegnendo le candeline, ho espresso il desiderio di smettere di crescere, per avere più tempo per completare la mia istruzione.
Molti Angeli mi hanno dato il loro ultimo bacio, e sono volati nella Valle di Lestla. Eppure sono ancora qui con me, li sento nel respiro del vento, li vedo fra le stelle, li stringo nella dimensione che oltrepassa il tempo.
In questo mio anno di festa, ho chiesto di ricevere qualcosa di grande, ed ecco che a febbraio è arrivata la neve, con lei è arrivata Boh e adesso, con la primavera, un sogno che non osavo rivelare: RedLupo e RisingSun, nati per me, per completare il mio cammino.
Sono felice, e di questa felicità voglio ringraziare Paolo per il suo Amore; Daniele per la sua Amicizia e sopportazione; Alexandra per la sua Fiducia; Nicoletta per la sua Amicizia e comprensione; Silvia perché è un’Amica ritrovata; Sabine perchè con lei l'Amicizia non conosce tempo e confini.

Alba Radiosa

Era una tranquilla giornata d’estate, il Sole splendeva alto nel Cielo,
il giovane Lupo Rosso, se ne stava sdraiato in cima alla collina che sovrastava il suo territorio;
tra il fresco fogliame di una quercia, calmo, guardava distratto i fratelli che giocavano poco distanti.

D’un tratto accadde, che un’ombra gli si posò sul manto e arrivò a carezzargli il viso.

Una sensazione di piacere, che mai fino ad allora aveva provato, lo avvolse.

Riavutosi da quell’attimo,
non fece in tempo a capire chi o che cosa l’avesse generato,
‘ché l’ombra se ne era andata e di lei non era rimasto che un segno nel suo cuore.

Con il passare del tempo, quel segno si fece sempre più profondo,
tanto che, Lupo Rosso, decise di andare alla ricerca di quel ricordo,
spingendosi ben oltre il territorio in cui era nato.

Per molti giorni vagò senza meta,
per molte notti, chiamò l’ombra con il suo canto più armonioso.

E seppur nessuno rispondeva e nessuno si faceva sul suo cammino,
Egli continuò a vagare e a chiamare.

Dopo un mese dalla sua partenza,
spossato, trovò ristoro nei pressi di un ruscello, ai piedi di un dolce rilievo.
Si addormentò e nel sonno sognò la carezza che copriva il suo morbido manto,
nuovamente provò quella sensazione di piacere.
Spalancò gli occhi e guardò in alto:

Il Cielo era pervaso da una mescolanza di colori,
e un’Aurora splendente lo irradiava con la sua Luce Miracolosa.

Lupo Rosso, incantato da tanta bellezza,
espresse un desiderio quasi senza accorgersene:
‘’In questo momento dell’inizio di un nuovo giorno,
Alba Radiosa, fa che la mia compagna, quell’ombra che mi ha scaldato il cuore, ritorni a me’’.

L’intensità del suo desiderio commosse la fluorescente Alba, Lupo Rosso socchiuse appena gli occhi,
e per un attimo gli sembrò di vedere una Lupa che gli correva incontro.

Si destò d’un lampo e subito si rizzò sui lunghi arti.
Una bellissima, minuscola Stella Rossa, si dirigeva verso di lui.

‘’In un’ Alba Radiosa, la Lupa Sole Nascente, era scesa dal Cielo per Lupo Rosso ’’


Akera

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Diversi da Arowen ed Eowyn, e un pochino anche da Faal, Sunny e Lupo sono entrati nelle nostre vite con la Forza dell’Avventura.
Cauti si, ma intraprendenti e fiduciosi.
Alexandra mi aveva detto che li avrei trovati diversi, più sociali, e così è stato. Già a casa da lei, Paolo ha potuto assaporare lo splendore della piccola e la tranquillità del fratellino. RisingSun, Sunny per gli Amici, (nel mio cuore Ekra, la Lupa della Valle di Lestla), ha una carica vitale invidiabile davvero, nata più piccina, ha lottato e lottato per farcela, e ora eccola qui, Radiosa più che mai. RedLupo, Real Lupo per me (protagonista della bellissima favola ‘’Sole d’Argento’’), possiede la determinazione del selvatico e la dolcezza di un compagno, caratteristica in comune con Faal nei miei riguardi. Mantengono quella vena di innata diffidenza che superano immediatamente affidandosi alle nostre cure. Seguono le mie gambe facendomi sentire la Balia di un Branchetto di Lupini, audaci si tuffano nelle discese del giardino, osano sulla stradina del bosco (osano un po’ di più di quanto può essere tollerabile per la mia ‘’ansia’’). Giocano fra di loro senza tregua, imbastiscono delle zuffe educative che terminano sempre con una bevuta nella grande ciotola dell’acqua, oppure, con qualcosa di molto interessante che arriva da chissà dove (anche se a me sembra più una scusa per mettere un punto alla questione, però … non so!).
Adorano stare sulle mie gambe a farsi massaggiare la pancia, ma ci si accomodano anche mentre sgranocchiano qualcosa. Cercano il contatto in ogni momento, e sanno stare buoni quando il dovere mi chiama altrove. Puliti ed educati, sembrano finti.

Ed ecco la solita domanda che non avrà una risposta immediata: ‘’Sono loro ad essere così oppure sono i miei occhi a vederli fantastici? … non lo so, il tempo mi saprà dire, per ora posso solo affermare, ancora una volta: ‘’Meravigliosi Saarloos!’’ … Grazie Alex!

I miei compagni ideali, in una vita a contatto con la Natura, lontana dalla civiltà, immersa nella fantasia. Sempre insieme, per sempre e sempre.
Ad Arowen Eowyn Faal Ekra e Real: Grazie!

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-19 aprile 2012 -

Un mese soltanto è passato, eppure è come se stessero con noi da sempre.
RedLupo e RisingSun, i loro nomi rappresentano ciò che sono: Lui un cucciolo di Lupo, fiero e tenace, grande se fosse un Cane da Pastore, determinato verso le novità ma con quel pizzico di diffidenza che lo identifica nel meraviglioso Saarloos quale è; Lei radiosa e splendente come solo una stella sa essere, testarda, audace e amorevole come il più tenero dei cuccioli.
Sempre attivi, sempre desiderosi di fare qualcosa, sempre pronti ad esplorare, ad interagire con noi.
Adorano rincorrerci, giocare i giochi di predazione e di lotta, baciarci e sdraiarsi sulle nostre gambe per addormentarsi sotto una sequenza interminabile di carezze.
Ossequiosi nei confronti di Arowen che li tiene adeguatamente a distanza, e da loro accetta solo un comportamento riverente; tranquilli e fiduciosi con Eowyn che, anche questa volta, si è presa la briga di educare i piccoli di casa; festanti e completamente a loro agio con Faal, un Lupo dalle enormi capacità sociali che, a pieno campo, mostra tutto il suo equilibrio e la sua serenità. Arowen come sempre il leader incontrastato, Eowyn la Balia tutto fare, Faal un Fratello grande pronto a giocare con delicatezza e a mettersi quieto accanto a loro quando è l’ora di dormire.

Spesso mi perdo nelle loro espressioni, e più la nostra storia va avanti, più mi sento rapita dal loro mondo. Un misto di emozioni gioiose, nascono dentro di me, sequenze di pensieri fantastici si impadroniscono della mia mente e mi scopro ad amarli come se io stessa fossi parte di loro.

with love Barbara

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