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Lupo
Un pomeriggio del 198…e
qualche cosa, sicuramente più di 20 anni fa, ho incontrato Lupo,
un esemplare maschio, di sette anni, di Lupo Artico. Avevo tanto sentito
parlare di lui, e già prima di conoscerlo, lo amavo perdutamente.
“Lo vedo sdraiato
nel suo bellissimo recinto, un piccolo bosco dislocato su un terreno
con leggere pendenze ai lati e un rialzo nel centro. La sua spalla sinistra
è appoggiata alla rete del confine destro di quel giardino un
po’ isolato – il confine destro del recinto è attiguo
a un vialetto di passaggio. Sbirciando dalla stradina, mi accorgo che
il muso di Lupo è rivolto nelle mia direzione, ma data la distanza
che mi separa da lui, non riesco a capire dove è diretto il suo
sguardo.
Magnetizzata da quella figura, mi avvicino e, senza accorgermene, mi
ritrovo accucciata accanto a lui all’esterno del suo bellissimo
eremo.”
La persona che lo aveva
accolto all’età di un anno, era l’unica che Lupo
accettava accanto. Fra loro due c’era un qualcosa che andava oltre
il legame che si instaura con un Cane, non dico ‘più forte
o meno’ solo diverso. Vedendomi lì, non ebbe timore e mi
lasciò per un po’ a godere di quella vista meravigliosa.
Non so dire quanto tempo ho trascorso attaccata a quella rete, ma posso
dire con certezza, che gli occhi color ambra, incrociati al mio arrivo,
da subito mi hanno invaso l’anima.
Sappiamo tutti che non bisogna infilare le mani fra le magie delle reti
di protezione, che non bisogna avvicinarsi troppo agli Animali rinchiusi
e che Selvatico è il contrario di Domestico, ma resistere è
difficile.
Lupo restava lì
sdraiato e mi guardava, di tanto in tanto strofinava il suo bellissimo
muso sulla rete… non ho saputo contrastare la tentazione di toccare
quel manto, non ho potuto rifiutare l’invito a miscelare i nostri
odori… quando Lupo sentì le mie dita sulla sua spalla ci
si strofinò sopra. Cominciai allora a carezzarlo lievemente e
poco dopo a grattarlo fin dove potevo arrivare.
D’un tratto Lupo distoglie da me l’attenzione, la sua Amica
è tornata. Stupita dall’intesa creatasi, Ella mi chiede
se voglio entrare da lui.
Che domanda?!… “certo che voglio entrare, è una vita
che aspetto un’occasione del genere, si, si voglio entrare da
lui, dimmi come devo comportarmi ed io lo farò”
“Sii naturale, fai quello che ti viene di fare senza mai perdere
il controllo” è ciò che mi risponde.
E come fai a non perdere
il controllo, l’emozione è alle stelle, quasi quasi mi
viene da piangere dalla gioia, la cosa più difficile da mantenere
è proprio il controllo. Se dovessi agire d’impulso mi tufferei
su di lui e lo abbraccerei tanto forte da diventarne parte, ma non credo
proprio che questa sia la tecnica giusta per avvicinare nessuno, tanto
meno un Lupo.
“Io vado avanti,
lo prendo al guinzaglio (una catena lunga un paio di metri) e lo porto
fuori dal recinto, tu aspetta qui davanti, voglio che ti conosca fuori
dal suo territorio… vediamo come si comporta e poi, se è
il, caso rientriamo con lui.” Continua a dirmi con estrema tranquillità.
Mentre Lei oltrepassa
il primo cancello di accesso, il mio cuore batte alla velocità
della luce, sento i miei occhi inumidirsi, bagnati dalle lacrime che
non controllo… devo calmarmi, dominare l’emozione, sopire
la gioia che mi invade, altrimenti non riuscirò mai a farmi accettare.
Lupo riempie di feste
la sua Amica, una novità è nell’aria. Con estrema
facilità, il suo bel collo viene cinto come se fosse un cagnolino.
Tenuto saldamente da Lei, Lupo esce ergendosi sulle zampe posteriori
e raggiungendo un’altezza che mi sovrasta.
Tutto quello che mi viene in mente di fare, è assumere un atteggiamento
infantile - se avessi posseduto una coda me la sarei rotta per la velocità
con cui la dimenavo. Lupo accetta la mia sudditanza e mi invita ad entrare
nel suo regno.
“Lupo è libero, mi annusa, i suoi movimenti sono fluidi,
le orecchie, dapprima portate erette, si abbassano mano a mano che prende
fiducia nel mio odore. La sua Amica mi porge dei biscotti - credo -
lui annusa le mie mani, ne raccoglie uno e corre via, dopo un attimo
torna con un legnetto.”
In quel breve momento
di assenza Lei mi dice di comportarmi in maniera meno fanciullesca,
Lupo potrebbe cambiare la sua buona predisposizione nei miei confronti,
in poca considerazione in quanto, mostrandomi al limite della sottomissione,
assumerei di fatto un ruolo troppo inferiore. Lupo conosce le persone
e conosce una piccola parte di vita civile, lo dimostra l’essersi
fatto prendere al guinzaglio, il gradire i biscotti e il non essere
troppo diffidente nei confronti degli odori estranei – è
vero che mi aveva già assorbito in essenza al di fuori del recinto,
ma di fatto rimanevo un'estranea. Lupo conosce alcuni aspetti della
vita con l’uomo, ma non bisogna sottovalutare che è un
Lupo.
“Tornato da me,
tenendo il legnetto in bocca, mi si siede accanto e appoggia tutto il
suo peso sulla mia gamba. Le parole mi escono dalla bocca in caduta
libera, come l’acqua di un ruscello, una cantilena smielata più
che un discorso di senso compiuto, oserei dire. Lupo si alza e si mette
trasversale, sbarrandomi la strada, allora lo accarezzo. Lui lascia
cadere il legno, alza lo sguardo e per un attimo ancora i nostri occhi
si appartengono. Le mie mani si perdono fra il pelo del suo immenso
capo. Mi chino su lui fino a toccare le zampe anteriori e infine il
costato. Il corpo è diverso da quello del Cane, la sua robustezza,
la tessitura del pelo. Toccando Lupo, ho toccato la roccia, il muschio
e l’erba del prato. Mai avrei voluto staccarmi da Lui. Avrei voluto
dire 'lasciatemi qui e dimenticatevi che esisto”.
Grazie Stefania per avermi
dato la possibilità di conoscere Lupo.

La
Vita con i Saarloos
Ogni volta che
leggo un racconto, una frase, una notizia di cronaca sulla vita dei
Lupi ,
sento accrescere dentro di me una realtà che non ha tempo nel
tempo in cui vivo.
Gioisco nell’ammirare
una loro immagine, mi perdo in una leggenda che li presenta come Maestri,
come Spiriti Saggi che concedono la loro sapienza a chi ha la fortuna
di poterli ascoltare.
Mi sento morire
ogni volta che ad uno di loro viene rubata la Vita, strappata senza
ritegno e senza rispetto per quella magica scintilla che dà corpo
alla fiamma che nel momento in cui si ha l’ardire di decidere
di spegnere, nessuna altra scintilla potrà mai rianimare.
Una lancia mi lacera il petto, ogni volta che vedo un Lupo dietro a
una sbarra di ferro, simbolo dell’ipocrisia e del potere del genere
animale a cui appartengo.
Per un attimo
ho avuto la possibilità di toccare il mito del mio cuore, l’anello
mancante del mio vero essere, per un attimo ho vissuto l’illusione
di poter ospitare nel mio grembo alcune delle sue immagini perdute nella
miseria umana e adesso, nuovamente chiuse dietro a sbarre di ferro.
È forse
per questi motivi che, quando Paolo mi ha portato a casa due meravigliose
cucciole di Cani Lupi di Saarloos, prima, e uno stupendo maschietto,
dopo, il Lupo che è dentro di me ha iniziato a venire alla luce.

Quando
la vita con la tua specie non ti appartiene più, cerchi in tutti
modi di evadere dalla realtà. All’inizio è solo
il fuggire dalla comunità, poi, a mano a mano che assapori il
paradiso della natura, ecco che sempre di più hai bisogno di
farne parte.
Il tuo cammino è segnato nei tratti della tua fanciullezza, e
quando finalmente arrivi al punto in cui riesci a vederti nell’immagine
sfocata che appare nello specchio: Se sei vela, affronterai la libertà
del vento, se sei acqua ti unirai alla trasparenza dei fluidi, sei roccia
ti perderai fra le montagne, se sei erba vivrai nella velocità
delle gazzelle, se sei cuore sentirai il battito che scalda la vita.
Ho sempre avuto l’ombra riflessa nella sagoma di un Lupo e ho
sempre amato il nemico dell’uomo.
I miei studi nonché passioni, rivolti alla conoscenza del territorio
selvaggio, anche quando il destino sembrava volesse cambiarne il fine,
ecco che mi hanno indicato il sentiero. Nel momento dell’incontro
con il Lupo di Saarloos, il mio grido ha preso coscienza.
Non tradisco Fratello Cane, gli sono ancora più vicino.

Mi
permetto di presentare i miei Cani Lupi di Saarloos:
Arowen Eowyn e Faal
Arrivano
Arowen e Eowyn
“Ciao
Daniele, sono Barbara come stai? Devo chiederti un favore molto importante...”
Ecco come
è iniziato tutto: una telefonata in Germania ad una allevatrice
per fare domande su una razza mai sentita e così il 5 settembre
2006 Paolo ed io ci ritroviamo in una macchina (a noleggio, per fortuna,
avremmo detto poi, ndr) diretti in un paesino nei dintorni di Regensburg
a prendere due nuove creature.
Nei giorni precedenti la partenza abbiamo passato più tempo al
telefono per organizzare la “gita” che in qualsiasi altra
occasione: a che ora partiamo, ci fermiamo a dormire per strada o facciamo
un’unica tirata fino a casa, noleggiamo la macchina o andiamo
con una delle nostre, quanto costerà l’autostrada, quanto
ci vorrà di gasolio, a che ora partiamo, e così via.
Come dicevo arriva il fatidico momento della partenza: prendiamo la
macchina all’aeroporto di Firenze, carichiamo due trasportini,
un rotolo gigante di carta assorbente, guinzagli, patatine e sigarette
(scontato per chi conosce me e Paolo) e alle 9,30… partenza!
Il viaggio non sarà sicuramente dei più rilassanti: ci
aspettano 1700 km circa (andata e ritorno, ovviamente) da fare nel più
breve tempo possibile, soprattutto l’andata, visto che l’appuntamento
con l’allevatrice è fissato per il pomeriggio. Dopo 45
minuti circa siamo a Bologna e finalmente Paolo può riappropriarsi
del proprio stomaco (non capisco l’insinuazione visto che ho tenuto
una velocità di crociera più che tranquilla… per
un jet) e per pranzo siamo già a Bolzano. Una pausa ci vuole
proprio anche perché lo stomaco inizia a reclamare. Panino, coca-cola
e una meritata sigaretta ci rimettono al mondo pronti per affrontare
il resto del viaggio. Considerando che stiamo entrando in Austria è
necessario però tenere sotto controllo la velocità: per
chi non lo sapesse non c’è cosa più gradita per
la polizia austriaca di fare multe per eccesso di velocità e
non si fermano nemmeno davanti alla dichiarazione che non si hanno soldi
contanti: accettano anche le carte di credito!! Tutto pur di incassare!!
In effetti dopo gli Swarovski, le multe agli stranieri rappresentano
il maggior introito di questo paese… Beh abbandoniamo queste riflessioni
e torniamo al viaggio. Per fortuna entriamo in Germania e allora vai
con l’acceleratore tanto che Paolo si ritrova incollato al seggiolino;
sono già le 15,00 siamo ancora sull’anello intorno a Monaco
e dobbiamo recuperare il tempo perso. Detto fatto: quattro corsie, poco
traffico e il gioco è fatto, alle 16,30 siamo quasi arrivati
e iniziamo a telefonare all’allevatrice per farci spiegare come
raggiungerla perché non faccio per dire, ma qualcuno (e non parlo
di me) si è dimenticato il percorso stampato da internet con
tutte le indicazioni! In ogni caso alle 17,00 finalmente arriviamo a
destinazione-
Scambiamo i classici convenevoli e nel frattempo Paolo si prepara a
riprendere tutto il branco: Barbara è stata categorica, vuole
vedere dove sono nate le piccole, come si comportano gli adulti tra
di loro e con le persone. Per non incorrere in possibili “ripercussioni”
(e quando si tratta di cani Barbara non guarda in faccia a niente e
nessuno) Paolo diligentemente filma tutto il possibile, si è
persino portato dietro una quantità industriale di cassette e
batterie di scorta fino a quando… non si accorge che la telecamera
è fuori combattimento e non ha ripreso un bel niente, nemmeno
mezzo secondo di vita di branco! A quel punto si affaccia solo un’ipotesi:
“Quando torno a casa, Barbara mi ammazza!”
Superato questo momento di angoscia torniamo a concentrarsi sulle cucciole,
ci sono ancora un sacco di cose di sbrigare prima di ripartire: vaccinazioni,
passaggio di proprietà, informazioni sull’alimentazione,
tatuaggio o micro-chip, abitudini e così via, tanto che riusciamo
a metterci in macchina solo dopo due ore. Inconsapevoli di cosa sarebbe
successo partiamo con davanti tutto il viaggio di ritorno.
L’unica
cosa che ahimè non avevamo valutato era che le “piccole
innocenti creature” non avevano mai viaggiato in macchina, figuriamoci
poi in un trasportino che pur grande che fosse sempre trasportino restava.
Facciamo giusto poche centinaia di metri che si verificano le prime
manifestazioni di dissenso: le piccole sono spaventate a morte, tremano
e hanno fatto pipì. Ci fermiamo, le trasferiamo nel trasportino
pulito, asciughiamo l’altro e ripartiamo. Altre poche centinaia
di metri e arriva la seconda avvisaglia: le piccole continuano ad avere
paura, continuano a tremare ed hanno fatto popò! Ri-sosta, ri-trasferimento
nell’altro trasportino, ri-pulita e ri-partenza. Ma come dice
qualcuno in televisione: “… e non finisce qui!” In
effetti altre poche centinaia di metri e di nuovo la stessa musica con
l’unica variante che questa volta hanno “dato di stomaco”.
Stessa sequenza delle due volte precedenti e ripartiamo. A questo punto,
mi dico, siamo a cavallo visto che hanno già fatto tutto possiamo
proseguire con tutta tranquillità. Per la cronaca, nel frattempo,
era già passata quasi mezz’ora ed avevamo percorso solo
tre km. Ma torniamo al resoconto; come dicevo ero tranquillo che avremmo
potuto viaggiare belli tranquilli fino a quando… ci ferma la polizia!
Ci mancavano giusto loro a far perder tempo. Documenti della macchina,
patente, carte d’identità, come mai siete in Germania (volevo
mangiare un wuerstel, avrei voluto rispondere) ma poi vedono le cucciole
ed è la fine: che razza sono, dove le avete prese, quanto le
avete pagate, i passaporti, tatuaggi… Insomma, ma non hanno altro
da fare che farci perder tempo, ‘sti due qui?! Alla fine ci fanno
ripartire e le piccole, che nel frattempo si erano leggermente tranquillizzate
ricominciano nuovamente a tremare e decidono di dare il meglio di sé:
pipì popò e vomito tutti insieme! Un cocktail micidiale
per chiunque, soprattutto per due che avevano finito lo scottex e non
sapevano più come prenderle per trasferirle nell’altro
trasportino perché erano diventate una cosa indegna: appiccicose
e soprattutto… puzzolenti come due tonnare. Ci facciamo coraggio,
le prendiamo, ripuliamo alla meglio il tutto e rimontiamo in macchina.
Oddio, ma qui dentro si soffoca, e non dal caldo… La macchina
si è trasformata in una vera e propria fogna di Calcutta, non
si resiste, come facciamo ad arrivare fino a casa? Così procediamo
con i finestrini aperti, unica soluzione che ci permette di sopravvivere.
Per fortuna le piccole hanno finito tutte le riserve di pipì,
popò e succhi gastrici per cui non resta loro che adattarsi alla
nuova sistemazione sperando che questo supplizio finisca il prima possibile.
Da parte mia ci metto tutto l’impegno. In poco più di un’ora
siamo nuovamente a Monaco, e siccome eravamo alquanto “stanchi”
decidiamo di fermarci per la cena (solito panino dell’andata,
ndr), facciamo scorta di bibite, patatine, sigarette e siamo pronti
per ripartire. Paolo molto gentilmente chiede se voglio il cambio alla
guida visto che aveva sempre fatto il passeggero ma quando gli rispondo
che ancora ce la faccio non insiste oltre. A quel punto ne approfitto
per dirgli di fare un riposino che non ho problemi a guidare e non faccio
in tempo a finire che mi prende in parola. Ne approfitto allora e mi
accendo una sigaretta (tanto la macchina non avrebbe potuto puzzare
di più!) e tra un sorpasso e un altro e qualche altra sigaretta
i chilometri passano (abbastanza velocemente, oserei direi) tanto che
quando Paolo si risveglia siamo già abbondantemente in Italia.Per
farla breve alle 3,30 di notte siamo a casa e non ci resta che goderci
qualche ora di sonno ma prima dobbiamo ancora fare un paio di cosette
tipo: cercare di disinfestare la macchina, far mangiare qualcosa alle
due tonnare e goderci un bicchierino veloce di limoncello per festeggiare
l’impresa e in ricordo di tanti altri bei momenti trascorsi insieme,
sanciti sempre da un (o anche due )bicchierini di limoncello. A proposito
di limoncello e anche se non c’entra niente con la storia vale
la pena di ricordare cosa asserisce Paolo a proposito: “il limone
fa bene perché contiene vitamine, lo zucchero è ridotto
al minimo e l’alcool alla fine evapora…”
A conti fatti quest’avventura è andata decisamente meglio
del previsto: 1700 km circa in 15 ore e mezzo, un’altra bellissima
esperienza con un amico e due tonnare stupende da veder crescere…
Grazie di
cuore
Daniele
Martedì,
6 settembre 2006 – casa.
Ore 12,00. Finalmente dopo trentasei ore di viaggio, Paolo è
a casa con le ragazze.
Sono emozionata, fra meno di due minuti vedrò due cuccioli di
quella meraviglia chiamata Cane Lupo di Saarloos. So che nell’aspetto
assomigliano molto al Lupo e che nei racconti si parla dell’affinità
caratteriale con la specie, ma quanto del Selvatico è dentro
di loro, lo scoprirò giorno dopo giorno.
Mi avvicino alla macchina muovendomi lentamente, le parole mi escono
dalla bocca in modulazione smielata e infantile, le ragazze mi rispondono
– fantastico – mi affaccio alla portiera e sbircio nel trasportino,
non riesco a trattenere il solito urletto di gioia: ‘oh mamma,
quanto sono belle!’… un musino grigio cenere, due occhi
verde-ghiaccio e un tartufino nero avanzano, sento il toc-toc della
codina sulle pareti – sono sicura, fra poco comincerò a
piangere di commozione, è un classico – ecco affacciarsi
anche la sorellina, entrambe vorrebbero saltar fuori da lì e
osare un primo contatto, ma poi si ritraggono.
Paolo ed io prendiamo il trasportino contente il prezioso carico e lo
adagiamo a terra in giardino.
Per iniziare a muovere i miei primi passi nel mondo del Lupo di Saarloos,
mi sono munita di: biscotti, croccantini, acqua fresca, un asciugamano,
una spazzola e un disinfettante alle erbe, una macchina fotografica,
notes e matita, tanta semplicità e spero anche tanta umiltà.
Grazie di cuore
Barbara
Paolo è pronto
con la macchina fotografica. Apro il cancello del trasportino, Eowyn
si affaccia. Il pelo un po’ stropicciato incornicia un’espressione
curiosa e diffidente allo stesso tempo, ma il suo sguardo più
di questo non rivela. Ferma, immobile a cavallo fra l’uscita del
trasportino e il giardino, cerca di capire qualcosa di quel posto così
diverso da casa sua. Io sono davanti a lei, poco distante. Allungo una
mano per toccarla, si fa prendere in braccio. È ossuta, il pelo
è morbido, la pelle è bianca e calda.
Arowen si alza rimanendo in fondo a quella che è stata la loro
cuccia per il viaggio.
Eowyn si divincola appena. La poso a terra, sicura che ciò che
desidera adesso è di iniziare l’esplorazione. Si allontana
un poco, però ho l’impressione che continui a tenermi d’occhio.
Arowen la guarda. È il momento di uscire piccola lupa –
penso fra me – fidati piccina – e l’aiuto ad entrare
nel mio mondo.
Non particolarmente espansive
nei confronti di Paolo e miei, le due Saarloos si avventurano nel piccolo
giardino. Le code rilassate, in fila indiana – Eowyn avanti, Arowen
dietro – con il naso a terra e subito dopo alto, cominciano a
conoscere gli odori della nuova casa. Poi un abbaio improvviso dai box
del giardino attiguo le fa sussultare. Invitarle ad unirsi a noi con
fare dolce e parole cantilenanti non funziona, allorché mi viene
in mente di dire qualcosa in lingua tedesca. Conosco solo pochi vocaboli
e non so quali sono quelli che conoscono loro, ma non credo sia così
importante la conoscenza della parola specifica quanto piuttosto la
diversa melodia della pronuncia fra l’italiano e il tedesco.
Il tedesco è, dopo quello di mamma, il vocalizzo che hanno ascoltato
fino a ieri, forse il riproporre questo tipo di segnale le convincerà
a fidarsi. Fatto sta che, rasserenate, si avvicinano a noi e da quel
momento cominciano a considerarci, mantenendo però una diffidenza
scrupolosa, non elargendo intimità più di quel tanto che
basta per ottenere qualcosa. Si lasciano toccare, accarezzare, prendere
in braccio, mostrano interesse per i coinvolgimenti conoscitivi, senza
lasciarsi andare a smielate effusioni.

L'inserimento
dei cuccioli nel Branco
Un comportamento
completamente diverso lo tengono nei riguardi dei nostri cani.
Sia Arowen che Eowyn mostrano un’istintiva socialità al
momento dell’inserimento nel branco. È nostra accortezza
farle incontrare solo con soggetti di equilibrio estremo, per favorire
al massimo l’innata predisposizione delle Saarloos. Fin dal primo
momento, si esibiscono in atteggiamenti infantili, tipici della loro
età, codine oscillanti basse, orecchie ben accostate alla testa,
riduzione della statura corporea assumendo una posizione di miniatura,
lingue attive sulle labbra degli adulti.
Paperina, femmina di Pastore Tedesco grigio, 10 anni, subito le adotta.
Scrooge, femmina di Pastore Tedesco nero, 11 anni, si relaziona in maniera
altrettanto fanciullesca.
Keeper, maschio di Pastore Tedesco grigio, 10 anni, mostra un attimo
di superiorità, ma poi cede alle delicatezze delle cucciole.
Ciro, maschio di Pastore Tedesco nero focato, 6 anni, approfitta delle
attenzioni di Paperina per averne un po’ anche lui.
Mai nervose, mai diffidenti nei confronti dei conspecifici. Mai aggressive,
mai imprevedibili.
I loro movimenti sono sempre fluidi, ascoltano i vocalizzi con attenzione,
come se stessero imparando un nuovo dialetto.

Curiosa la reazione con
gli oggetti e i rumori. Tutto quello che riguarda le cose naturali non
le impressiona, siano queste oggetti o rumori: una catasta di legna,
sassi ammucchiati, grossi tronchi cavi, buchi nel terreno, il bosco
inesplorato… il ramo che cade all’improvviso, il fruscio
degli uccellini fra le fronde degli alberi, il tuono, lo scroscio dell’acqua,
le fascine che rovinano a terra (non appositamente per testare le reazioni,
ma perché inavvertitamente ci son cadute dalle mani)… e
in generale tutto quello che può accadere in campagna, non solo
non le disturba, anzi, le incuriosisce. Vogliose di conoscere si avventurano
con cautela lupina e divorano odori e sapori.
Al contrario di ciò che invece, è parte della civiltà:
una porta che sbatte, una sedia che cade, il rumore dell’aspirapolvere,
grosse scatole, una giacca sull’attaccapanni… con questo
non voglio dire che hanno paura di cose stupide o di cui non hanno paura
altri cani (cuccioli o adulti), voglio solo mettere in evidenza la normale
reazione per le cose naturali e la diffidenza per quelle proprie del
mondo civile.
Quando devono affrontare le cose che le mettono a disagio, mantenendo
una certa distanza, assaggiano l’odore che proviene da quel ‘particolare’,
piano si avvicinano, ma solo se ispirerà loro fiducia, arriveranno
a toccarlo. Un oggetto è logico non può recare danno,
è inerme, con respiri silenziosi catturano la sua essenza, poi,
una volta arrivate in zona, avvicinano quel meraviglioso stantuffo e
provano con esso o con una mano a muovere quel che ha destato loro stress
e poi interesse. Se ne vale la pena iniziano a giocarci, altrimenti
lo lasciano lì, girandogli le spalle o passandoci sopra, con
fare soddisfatto da una parte, di indifferenza dall’altra.
Ciò che di fantasticamente
diverso da tutti gli altri cuccioli arrivati a casa, fa apparire Arowen
ed Eowyn speciali, è il singolare legame che le unisce. Non parlo
dell’attaccamento dell’una all’altra dovuto forse
al fatto di essere forestiere in terra straniera, ma di un’unione
particolare che le coinvolge in tutte le loro azioni.
Per tutto
il giorno, alternano la loro attenzione fra noi, i nostri cani, le cose
di case. Solo davanti al cibo si trasformano, la loro riservatezza si
annienta diventando amabili al limite dell’appiccicoso. Per soddisfare
le gioie dello stomaco, sono pronte a tutto.

Talmente
diverse da completarsi
(seguendo la crescita di Arowen ed Eowyn)
Se il Grande Spirito ci avesse voluto tutti uguali
Non avrebbe affidato a Madre Natura la Creazione (Akera)
La tolleranza
del Cane unita alla saggezza del Lupo
permette al Cane Lupo di Saarloos
di rivelarti gli aspetti più belli e misteriosi del Selvatico
Mai lontane, Arowen ed
Eowyn affrontano e superano tutte le cose insieme. A mano a mano che
prendono confidenza con casa, con noi e con gli altri nostri cani, le
loro espressioni mutano, si evolvono, si manifestano in maniera più
espansiva.
Ugualmente diffidenti
ma con particolarità diverse.
Eowyn è sempre
la prima a prendere l’iniziativa, sia questa uscire in giardino
o scoprire cosa c’è dietro un mobile o sopra un mobile…
è sua prerogativa quella di arrampicarsi ovunque, scalare una
rete o inerpicarsi sul davanzale, per passare poi sulla madia e ancora
più su, fino alla mensola, oppure aprire lo sportello di un armadio
per curiosare riguardo a cosa c’è in quel vano nascosto…
Arowen la guarda, in silenzio la segue. Eowyn quando si mette in azione
parla con tutto il suo corpo, dalla punta delle orecchie a quella della
coda si divincola in un movimento continuo che esterna le emozioni che
la percorrono, a differenza di Arowen che si esprime solo al cospetto
degli adulti e nei giochi con la sorella. Quando esplorano Arowen segue
Eowyn mantenendo la coda sempre in riposo, al contrario di Eowyn che
dopo il primo momento di silenzio, la dimena in direzioni opposte così
come dettano le sue sensazioni.
Eowyn nel suo farsi trasportare
verso la conoscenza delle novità, affronta le cose in un primo
momento in maniera guardinga, coda bassa, orecchie attente, postura
leggermente accucciata sugli anteriori e alta sui posteriori; muovendosi
silenziosamente si inoltra, se esplora un posto nuovo; si avvicina,
se deve conoscere un oggetto; tarda l’accostamento se il fulcro
è una persona. Arowen segue Eowyn, dapprima ponendosi dietro,
poi affiancandola, e superandola solo quando percepisce la tranquillità
del luogo, la non pericolosità dell’oggetto, però
mai la oltrepassa quando si tratta di una persona (soltanto una volta
mi è capitato di vederla anteporsi ad Eowyn in questa circostanza
e cioè, all’età di tre anni, quando al branco si
era unito da poco il piccolo Faal – ma di questo episodio ve ne
parlerò poi).

Le
Saarloos e le persone
Dapprima
sono molto circospette, riflessive, non spaventate ma decisamente poco
disponibili al contatto. Poi, la piccola Eowyn, vinta dalla curiosità,
tenta un avvicinamento, Arowen la osserva tenendosi a debita distanza.
Eowyn, nell’approccio, non accetta la dominanza della persona,
dominanza che si risolve nel solo gesto di allungarsi verso di lei,
è Eowyn che deve dirigere il gioco, altrimenti rifiuta la conoscenza.
In Natura, quando l’intruso penetra in un territorio occupato,
nel momento in cui avviene l’incontro con il branco (padrone dell’appezzamento),
non è lui ad imporre le presentazioni, no, egli attende che sia
uno degli anfitrioni a studiarlo. Parliamo logicamente di un intruso
che il branco ospitante non ha nessuna intenzione di cacciare, altrimenti
gli atteggiamenti sarebbero completamente diversi da subito. Solitamente,
quando uno sconosciuto tenta l’avvicinamento di un branco, ha
già lasciato o lanciato diversi messaggi a distanza, è
un modo per annunciarsi al branco, l’opportunità di farsi
conoscere con un certo anticipo.
Riflettendo sull’esempio e rapportandolo alle Saarloos, non vedo
nulla di innaturale nel comportamento di Eowyn anzi, mi sembra che metta
in atto un codice tramandato nel sangue. Infatti, quando anche a lei
è permesso di operare in modo naturale, le diffidenze spariscono.
Altra similitudine è: in Natura, all’avvenuta conoscenza,
anche il resto del branco tenta l’approccio; nel momento in cui
Eowyn si concede, anche Arowen si avvicina.
Con Paolo e con me, Arowen
mostra più tranquillità di Eowyn, però, mentre
Eowyn nel momento in cui lascia andare un po’ di tensione, si
abbandona quasi totalmente, in Arowen, si avverte sempre un leggero
distacco.
Il loro essere diffidenti
non va confuso con una reazione di nervosismo, inteso come poca stabilità
dei nervi, o di paura. Nelle situazioni di forte stimolo infatti non
hanno alcun tentennamento. Eowyn affronta tutto con curiosità,
Arowen con determinazione. Superano le difficoltà in maniera
coscienziosa, valutando il pericolo e godendo poi della conoscenza acquisita.
Inversamente a quando lo stimolo non viene ritenuto valido, allorché
se obbligate, Eowyn s’imbizzarrisce come un cavallino da corsa
ed Arowen diventa un macigno.
Se le novità vengono
proposte in un posto conosciuto Arowen si adatta abbastanza rapidamente,
la velocità di adattamento dipende dal tipo di novità,
Eowyn invece rimane in disparte ad osservare le reazioni della sorella.
Solo quando questa le concederà uno sguardo, Eowyn deciderà
di avvinarsi e dare fiducia alla cosa.
Aumentando la loro fiducia nei nostri confronti, cercano anche in noi
la soluzione.
Nota curiosa è
il cambio di vestiti. Quando Paolo ed io ci cambiamo i vestiti, dobbiamo
avere l’accortezza di indossare nuovamente uno degli indumenti
che volevamo mettere a lavare, almeno fino a che gli abiti puliti non
abbiano preso il nostro odore. Inutile dire che nessuna delle due ama
i profumi, amano invece assorbire l’odore della nostra pelle,
strofinarsi su di noi ed amalgamare il loro con il nostro profumo e
viceversa (una miscela esplosiva!).
L’odore è un elemento fondamentale per il Saarloos. Ad
esso si affida molto più che agli altri sensi. Soprattutto nei
primi tempi, ma frequentemente anche poi, è necessario mantenere
indosso un indumento usato al momento del cambio d’abiti perché
è importante, per il Saarloos, non perdere il contatto con l’odore
familiare.
Al nostro rientro in casa, Arowen ed Eowyn avvertono le diverse essenze
portate del mondo esterno. Ciò mette loro in uno stato di agitazione.
Prima di presentarci alle Saarloos, dobbiamo rindossare i vestiti che
avevamo prima di uscire, altrimenti la diffidenza torna a manifestarsi.
Il mancato cambio di abiti muta l’accoglienza che ci riservano
- a fare la differenza è la prevalenza o meno del nostro odore
sugli altri. Molto infantili e festose, se sappiamo di noi, avverse
e diffidenti, se sappiamo di qualcos’altro.
Il Saarloos è capace di farti sentire molto importante e al contempo
un essere strano da cui tenersi alla larga!
La
prima uscita al guinzaglio
Eowyn è
contrariata e mostra tutta la sua riluttanza. Solo quando capisce che
può essere lei a dare la direzione di marcia, riacquista una
postura più dignitosa, alza la coda e s’incammina. Anche
Arowen dapprima non ne vuol sapere, ‘uffa’ sembra dirci
con i suoi occhi e si siede. Essendo ancora una cucciolina, due vocine
e una carezza rassicurante bastano per farla alzare.
Siamo sulla stradina davanti casa. È una via tranquilla, un tipico
vialetto di compagna largo un paio di metri, fatto di ghiaia e sabbia
di fiume, poco trafficato. Sui bordi un po’ d’erba. Il posto
è nuovo ma riparato bene dalle vie principali e dal traffico.
L’inizio della passeggiata è lento, le Saarloos sono caute.
Eowyn mangia qualche filo d’erba. Arowen marca il sentiero facendo
pipì. Dopo una decina di minuti di passeggiata ci fermiamo e
cominciano a giocare fra loro. Oramai il ghiaccio è rotto, per
cui riavviata la marcia, Eowyn come da copione avanza in avanscoperta,
Arowen si accoda.
Tornando verso casa non mostrano più alcuna diffidenza nei confronti
del guinzaglio e anche la strada non è più una novità,
infatti, non vogliono rientrare.
Nelle manifestazioni
di protesta, Eowyn diventa recalcitrante, Arowen si siede e appesantisce
il suo corpo (non so come faccia, ma riesce a sprigionare una tale forza
che sembra sia attaccata con la colla al posto dove ha deciso di rimanere).

La
prima dominanza
Eowyn si
esprime attraverso gli atteggiamenti, le espressioni facciali, la mimica;
Arowen non dialoga molto, lei è più un’osservatrice
attenta e solo se ne vale la pena, risponde nella sua maniera un po’
pesante.
Eowyn, più infantile, è delicata nella maggior parte delle
cose che fa, ma è in grado di risolvere le questioni con fermezza
e determinazione. Arowen, più seria, è materiale e imponente,
ma capace di affrontare saggiamente discussioni e giochi.
Ancora piccine, le ho viste in un’azione di dominanza che solo
nei documentari ho potuto ammirare: Eowyn non si dava pace, dopo aver
rovistato tutto il giardino, corso, bevuto, catturato una foglia, inseguito
una pallina, non sapeva più cosa inventarsi. Arowen invece, stava
tranquillamente ‘contando gli oggetti che aveva attorno a se’…
Eowyn, con mosse furtive cercava di attirare l’attenzione della
sorella, forse voleva rubarle qualcosa o forse voleva solo la sua considerazione…
convinta o esasperata Arowen le dà retta, ma sarebbe stato meglio
per Eowyn se non lo avesse fatto! Non è successo nulla di grave,
ma la piccola Eowyn, senza aver avuto il tempo di dire’ba’,
si è ritrovata la sorella addosso che la teneva ferma con un
morso ben serrato sul muso. Per niente intimidita, Eowyn ha risposto
girando la testa quel tanto che le permettesse di afferrare la zampa
anteriore di Arowen, altrettanto saldamente. A questo punto, Arowen
per mettere fine alla questione ha posato le zampe anteriori trasversalmente
sulla schiena di Eowyn, che nel frattempo non mollava il suo collo.
Le due Saarloos, sono rimaste immobili per qualche secondo e solo l’aggiunta
di una voce sorda di Arowen ha fatto desistere Eowyn. Finita l’azione,
dove erano state poste le bocche, oltre a un po’ di bava non c’era
altro e Arowen ed Eowyn, come se niente fosse accaduto, hanno ricominciato
a fare quello che stavano facendo prima – Arowen a contare i giochi
ed Eowyn a cercare qualcosa da fare.
Di tutte le piccole zuffe che ho visto fare fra cuccioli di cane di
altre razze, quel che ricordo è solo un gran baccano, voci, ringhi,
abbaietti acuti e, alla minima pressione delle bocche, lamenti da far
pensare allo squartamento di qualcuno.
Fra le due Saarloos, la mimica è stata soprattutto corporea e
all’occorrenza munita di una voce sorda.
Credo che questa differenza
comportamentale si possa attribuire alla docilità del Saarloos
di gran lunga maggiore rispetto a quella delle razze neotenicamente
inferiori. L’equilibrio, naturalmente saldo nel Lupo e nelle razze
canine a lui più vicine, mostra i suoi livelli di stabilità
o meno, mano a mano che ci allontaniamo dal quinto livello di crescita.
Anche oggi all’età di cinque anni, quando Arowen ed Eowyn
chiariscono il loro disappunto, non ho mai paura che la faccenda possa
degenerare in qualcosa di più grave di una boccata di arresto,
di uno spintone o di un atteggiamento di chiarimento gerarchico, altresì
ne ho, quando ciò avviene fra soggetti inferiori.

Il
primo osso
Arowen poltrisce
sotto il tavolo, Eowyn sembra molto interessata a quel che accade fuori
della finestra… in un battito di ciglia, le trovo aggrovigliate
in un telo con l’intento di farlo in mille pezzetti.
Non avendo più teli da ricucire ed essendo molto preoccupata
anche solo all’idea che possano mangiare tutto quello che fanno
a frange, mi viene in mente di offrire loro un ossetto, il normale ossetto
di pelle di bufalo della grandezza logica per un cucciolo… che
grosso sbaglio!... Arowen con due ciancicate (la parola morso non rende
l’idea), lo divide in due e ne ingoia una parte, Eowyn invece,
ci gioca come un gatto col topino, lo anima e lo lancia in tutte le
direzioni… nella corsa dell’ossetto non si risparmia di
rincorrerlo, catturarlo e lanciarlo nuovamente - la piattaia della cucina
ha rischiato più di una volta di rovinare a terra, la biscottiera
di ceramica invece non esiste più - bene, togliamo subito questi
ossetti, altrimenti rischiamo conseguenze peggiori delle frange dei
teli… ‘ma adesso come vi tengo impegnate?... l’osso
gigante’. Due ossi lunghi trenta centimetri, li scarto, glieli
do e finalmente si sdraiano… per un’oretta posso rilassarmi.
 |

La
voce delle due Saarloos
All’inizio
hanno ascoltato molto e parlato poco.
Da subito interessate ad ogni tipo di abbaio e vocalizzo delle altre
creature, hanno imparato a riconoscere le varie modulazioni: l’avvertimento
di un pericolo, di una novità, dell’arrivo di Paolo a casa,
i chiarimenti gerarchici, i richiami… I primissimi giorni, in
particolar modo sembravano attratte dall’ululato della mattina,
e dopo poco anche da quello puntuale alle cinque del pomeriggio, appena
prima dell’abbaio del pasto, che definirei più ‘gran
baccano o cagnara’ che abbaio, ed infine, dal terzo ed ultimo
alle nove di sera, circa.
Balto, il Maremmano (8 anni) alle sette di mattina (ora della sua sveglia),
alle cinque del pomeriggio e alle nove di sera, più o meno, (ora
in cui si ritira nel suo box e lì resta fino alla mattina seguente,
salvo avvisaglie notturne di probabile pericolo), inizia la sua modulazione
profonda. Ad essa risponde Dart, il Malinois (13 anni), poi Leyla, la
sua compagna (9 anni, Malinois), le Veline (9 anni, un nome, un programma)
e via via tutto il resto del branco in ordine gerarchico.
Insieme cantano il buongiorno, il buon pomeriggio e la buonanotte..
Eowyn, come sempre all’inizio, è la prima a reagire. Veloce
come il lampo salta sul davanzale della cucina. Due metri più
in là, nel giardino, ci sono i quattro box della notte. Dall’ultimo
ecco che Balto esegue il ‘do’ di partenza, a seguire Dart
e Leyla e, da eco, alle nostre spalle, le Veline dal soggiorno. Arowen
guarda Eowyn che incantata non si scolla dal vetro della finestra. Il
canto piano piano si diffonde fra tutti i nostri cani. Le due Saarloos
ascoltano attente.
Affascinata dalla loro attenzione, e molto anche dall’ululato,
una mattina intono per loro il mio richiamo. Arowen mi corre incontro
come se avesse ricevuto il messaggio che aspettava, Eowyn la segue,
ma mentre Arowen canta con me Eowyn fa solo finta.
Da quella mattina in poi,
Arowen si è sempre unita al branco e a me, nei canti. Così
come la piccola Eowyn non ha mai mancato di associarsi con la presenza,
muovendo la bocca, allungando il muso verso l’alto e, solo dopo
qualche giorno, deliziandoci con la tonalità della sua melodia.
Entrambe hanno una nota alta con una differenza nel volume. Arowen sovrasta
tutte le voci di casa. Eowyn, si amalgama abbastanza al gruppo.
Nel loro canto però, si nota come una diversità di idioma,
è come se parlassero una lingua diversa. non voglio dire che
parlano forestiero, ma che le loro note sono modulate in maniera diversa
da quelle degli altri nostri cani, si.
I toni bassi di Balto, Dart, Baloo, Bagheera e Rey, sono inconfondibili,
mentre le voci rimanenti, alte, femminili oserei dire, anche se quando
vengono ascoltate con attenzione si differenziano nella totalità
d’esecuzione, nel gruppo quasi non si distinguono, eccenzion fatta
per quelle delle due Saarloos.
Ho sempre sognato di comunicare con i miei cani attraverso voci appartenenti
al loro mondo, così, sfruttando la risposta a questo richiamo,
ho cominciato ad impostarne uno tutto mio da usare in una circostanza
ben precisa.
Nelle uscite nel bosco sotto casa, a nulla serviva chiamare le due sorelline
per nome, troppo prese dalla natura, dalle corse, dagli odori, dai giochi
di predazione… per farle correre da me, un giorno intonai quel
canto, un ululato completamente diverso da quello comunicativo/giuntivo
della mattina, del pomeriggio e della sera.
La prima ad arrivare è stata Arowen, subito a ruota Eowyn.
Una cosa stupenda che accade ad ogni ricongiungimento, è la danza
interpretata da queste due lupette manifeste di felicità. La
percezione che ricevi è quella di essere trasformata in una stella
alla quale ruotano attorno due pianeti.
Da loro ho imparato il
vocalizzo del rimprovero. Il ringhio sordo coronato all’occorrenza
da una bella mostra della dentiera, è una forma di comunicazione
nota a tutti, quella di cui non avevo idea che esistesse è: l’abbaio
singolo dalla nota molto alta, un po’ come il nostro ‘AH’
di spavento per una cosa improvvisa oppure la marcatura dell’accanto
sula ‘a’ di ‘attento’ quando dobbiamo avvertire
qualcuno di un pericolo imminente.
Le Veline escono dal soggiorno urlando e abbaiando (per le Saarloos
questa è, molto probabilmente, una nota di squilibrio o un campanello
di allarme). Ad ogni vocalizzo di questo tipo, Arowen ed Eowyn si affacciano
alla finestra della cucina. Le Veline, dopo aver perlustrato velocissimamente
il giardino, minacciando tutto e tutti abbaiando e urlando, un giorno
sono andate a battibeccare alla Lupe… Eowyn si è trasformata
rispondendo a quell’insulto con un pericoloso atteggiamento attivo.
Arowen invece si è limitata ad irrigidirsi e in seguito ad emettere
quel tipo di segnale acuto ‘AH’ ad ogni uscita le sei pesti.
È un segnale che emette solo per mostrare il suo disappunto alle
manifestazioni che accadono fuori casa quando lei è dentro, è
come se volesse riportare ordine là dove non può essere
vista e dove quindi non può usare una mimica o un atteggiamento
che indichi ugualmente un rimprovero. Infatti, quando è nella
sua tana, la cucina, o comunque è in vista, se deve mettere ordine,
a seconda della circostanza, emetterà il ringhio sopracitato,
o poggerà i denti sulla zampa, sul torace, sulla testa o sulla
bocca del rimproverato oppure semplicemente lo toccherà con una
mano.

Qualcosa
cambia: le Saarloos e i Cani
Come è
avvenuto il primo giorno a casa, la poca considerazione nei nostri confronti
si è contrapposta alla grande socialità mostrata con i
nostri cani. Ora però non sono più i cuccioli che devono
farsi accettare, ora hanno conquistato il territorio e sono vigili su
quel accade. Qualcosa è cambiato!
Arowen si mostra sempre tranquilla e disponibile alla conoscenza, il
suo modo di porsi e di mostrarsi è fluido e sereno. La sua sicurezza
mette il nuovo arrivato a proprio agio.
Eowyn è un carro armato, si lancia verso il ‘malcapitato’
con l’impeto che la distingue. Se ad accoglierla è un soggetto
forte, questo la attende sereno, si lascia annusare, si presenta in
tutta tranquillità, Eowyn assume un comportamento remissivo e
infantile. Se al contrario, è un insicuro, quell’atteggiamento
irruente può trasformarsi in qualcosa di più violento.
Se però, l’ospite non si mostrerà nervoso oltre
il limite - entrambe non sopportano i vocalizzi acuti prolungati, probabilmente
perché li ritengono dichiarazioni di aggressività dettata
da insicurezza - non accadrà nulla (non ho mai visto le Saarloos
compiere un’azione di aggressività volta a far male).
Con i soggetti anziani sono impeccabili. La calma è la virtù
dei forti.

Un
gioco un istinto
Arowen predilige
i giochi di cattura e di lotta. Eowyn ama occupare il tempo appagando
la sua curiosità ma non disdegna una bella azione di predazione.
Eowyn rincorre il gioco che scappa, ma una volta afferrato lo lascia
subito andare, lo fissa per un attimo e poi prova a muoverlo con le
mani, quasi volesse rianimarlo (ricorda il gattino di prima che ora
gioca con la pallina di carta); Arowen non è tanto attratta dalla
rincorsa dell’oggetto quanto dall’afferrarlo, sgrullarlo
e, una volta immobilizzato, sbatterlo a terra per rimboccarlo. Se però
l’oggetto è stato già catturato da Eowyn, la quale
sentendo il pericolo di perdere la sua conquista si guarda bene dal
lasciarlo cadere a terra, Arowen si affianca alla sorella, e insieme…
mostrano al mondo la vittoria? No… Eowyn con la predina in bocca
gira fiera e mostra la sua vittoria, la coda è alta e il retto
protratto verso l’esterno per sprigionare più odore, Arowen
le si mette al fianco sinistro, si muove in maniera fanciullesca, tiene
la coda non più alta della groppa e chiusa verso Eowyn,.
In questa circostanza il morso di Eowyn è fermo, la coda è
sempre alta e oscilla lievemente verso la sorella.
Ma attenti a non rilassarsi, alla minima mossa falsa ecco che l’oggetto,
non più tenuto stretto fra i denti con determinazione, viene
rubato e allora, la situazione si inverte.
Eowyn è molto più discreta quando si affianca ad Arowen,
quasi la sua intenzione fosse realmente quella di accompagnare la vincitrice
o di elemosinare un atto di accondiscendenza e non di aspettare il momento
opportuno per riavere il maltolto. Il suo atteggiamento cambia, solo
quando Arowen diventa superficiale, stufa forse di giocare, l’impressione
che dà è infatti quella di volersi far rubare la predina
per togliersi dall’impiccio.
A questo punto Eowyn manifesta più decisione e aggressività.
Si affianca ad Arowen, acciuffa un lembo di straccio, lo contende e
una volta vinto, lo sgrulla. Il povero straccio viene sbatacchiato da
tutte le parti e poi frangiato.
Ci tengo a precisare,
che né in questo primo periodo della crescita, né mai
in seguito, Arowen ed Eowyn hanno avuto atteggiamenti aggressivi con
Paolo o con me.
Con noi, riescono ad abbandonarsi ad un modello di gioco similare, ma
l’enorme rispetto che hanno nei nostri confronti le induce a non
osare più di tanto.
L’aggressività scaturita nei giochi naturali è solo
un elemento di approfondimento del gioco stesso e ha termine nel momento
in cui il passo verso altri scopi è nelle vicinanze.
Un Cane Lupo di Saarloos, grazie a questo suo fantastico modo di esprimersi,
del tutto simile a quello di sua mamma Lupa, non invertirà mai
i ruoli con l’uomo (rispettato e probabilmente anche temuto),
se non, forse, quando costretto dalla sopravvivenza, e in più
– fortunatamente – mai potranno essere sfruttate le sue
grandi qualità per l’impegno in una competizione sportiva.
Troppa gente, troppo caos, troppa finzione… tutto deve avere uno
scopo naturale per lui, una motivazione che davvero non può trovare
in un attacco al figurante, in una sequenza di salti, in una prova di
obbedienza… nell’intimità della propria casa, è
in grado di imparare tutti gli esercizi proposti dal compagno umano,
purché siano di giusta motivazione, ma al di fuori del guscio,
se non si presenta la realtà nell’esercizio, quest’ultimo
non ha motivo di essere ripetuto.
Il gioco è la base
delle esperienze comunicative delle Saarloos, è il fulcro della
crescita cognitiva.
Tutte le loro azioni e tutte le fasi di sviluppo, passano attraverso
quei canoni fortemente radicati nell’essenza lupina che ne caratterizza
il pensiero.

Nei giochi di predazione,
in quelli di lotta, nell’arte delle ruberie, nell’invito
ad interagire, in tutte le forme di comunicazione, da quella infantile
a quella decisionale, tutto avviene tramite l’attivazione e la
trasmissione di messaggi atavici, volti a formare il carattere, ‘nota’
protagonista della vita nel naturale.
Giochi
di predazione.
Il gioco è sempre la miglior scuola.
Quante volte abbiamo visto i nostri cani giocare a rincorrersi,
e nella corsa urtarsi e fare a spintoni?... afferrarsi per il
collo o per la coda, fermarsi un attimo, e poi ricominciare invertendosi
nei ruoli?
In verità, la definizione ‘gioco’, è
solo una maniera per determinare un’azione non aggressiva/offensiva.
Quel che nella realtà sta accadendo, è una simulazione
o perfezionamento di tecniche di predazione e tecniche di lotta.
L’istinto predatorio non è altro che, l’attitudine
a porsi in agguato per l’inseguimento e l’accerchiamento
della preda. Nell’istinto predatorio, l’aggressività
intesa come azione volta a far male, non c’è. Ciò
che chiamerà in atto l’aggressività, sarà
il desiderio di catturare. Per aggressività s’intende
solo il ‘serrare la bocca su alcunché’; tenere
bloccato qualcosa con la bocca, non vuol dire dilaniarlo, vuol
dire solo tenerlo fermo. Per desiderio di catturare, s’intende
il bisogno di fermare la preda per impedirne l’azione di
fuga, ne consegue che l’aggressività scaturita, non
porterà al ferimento della preda. Saranno poi le circostanze,
a far decidere la preda e il predatore, se e quando, interrompere/terminare
o completare l’azione.
Stiamo parlando, quindi, di gioco inteso come comportamento ludico
da cui trarre insegnamento. Atteggiamenti ove apprendere il significato
dei segnali.
Se a giocare saranno due cuccioli che ancora non sanno dosare
le proprie forze, riscontreranno a loro spese, cosa vuol dire
insistere e desistere con la pressione di un morso. Il cucciolo
predatore afferrerà il cucciolo preda, quest’ultimo
non volendo arrendersi con tanta facilità, al momento della
presa, a sua volta, afferrerà con la bocca l’altro.
Essendo due animaletti molto determinati, sarà dura per
loro sospendere l’azione, almeno fin quando, la pressione
dei dentini non sarà tale da provocare dolore. I vocalizzi
che ne deriveranno durante la baruffa, ma soprattutto al momento
in cui l’intesa si fa più cruenta, saranno le parole
chiave di: ahia, giocando/mordendo così forte, mi sono
fatto male!...
Quando, in un altro momento, passando dalla predazione alla lotta,
uno dei due ascolterà quel vocalizzo, anche se emesso dall’avversario,
non penserà: o scusa non volevo farti male… no, gli
tornerà in mente, il dolore che in precedenza aveva sperimentato,
e sarà questo, l’elemento scatenante che lo porterà
a desistere. È un po’ come se avesse timore di provare
ancora dolore. È la consapevolezza del dolore.
Quel che di stupendo c’è nel loro linguaggio è
tutto qui: un vocalizzo, significa un’esperienza vissuta
in prima persona; un’esperienza di cui si è appreso
il significato materialmente e psicologicamente. È un significato
reale, vivo.
Il cucciolo cresce, e quello che ha imparato, lo custodisce saggiamente.
Tratto
dal libro "Alfa questa sconosciuta" di Barbara Tullio
e Paolo Caldora |
Non so quanto il Saarloos
è consapevole del fatto che questo suo modo di agire, di crescere,
è unicamente fine a se stesso; non so quanto è cosciente,
di appartenere sia al mondo civilizzato che a quello selvatico. Egli
mantiene il riserbo e l’espressività propria del Lupo,
così come la fedeltà dal momento in cui si concede, durante
la crescita si impegna a mettere in funzione il codice genetico per
dar corpo ad uno stile di vita naturale, più che mai vivo dentro
di lui, ma in effetti Lupo non è… questi suoi atteggiamenti
però, non si possono attribuire propriamente al Cane… e
perciò mi chiedo: quanto sa del suo essere Selvatico?...quanto
è giusto farlo vivere a contatto con la città, il progresso,
i contesti dei concorsi, l’addestramento?...quanto sarebbe più
idonea per lui una vita a contatto con la natura?... le sue espressioni
lupine parlano chiaro, non ama la civiltà; eppure molte persone
asseriscono che del Lupo, in lui, oltre all’aspetto fisico e alla
diffidenza, non è rimasto altro, l’aggressività
ad esempio è completamente sopita.
Vedere Arowen ed Eowyn combattere e lacerare lo straccetto, sentirle
vocalizzare all’avvicinamento al proprio cibo da parte di un’altra
creatura, in quel particolare modo che solo durante la spartizione della
preda si può sentire, o ancora la postura che assumono nei chiarimenti
gerarchici, non sono comportamenti che mi fanno pensare ad un’aggressività
sopita. Non sono offensive verso l’uomo, è vero, ma quello
io lo chiamo rispetto e/o diffidenza a seconda dell’uomo in questione,
oppure il non agire in maniera dura nell’incontro con un animale
(cane, gatto, uccellino o lucertola che sia), che per me è equivalente
ad equilibrio sociale.
La saggezza del Saarloos
è il riflesso del Lupo che ha dentro.

L’olfatto
|
Fratello
Cane si muove nella pancia di mamma. Ecco le prime contrazioni.
Mamma comincia a respirare in maniera ritmata, si interrompe all’arrivo
della contrazione e spinge, un attimo dopo ricomincia a respirare,
altra interruzione, contrazione e spinta… finalmente appare
un involucro bluastro. Mamma accuratamente incide il sacchetto,
e comincia a leccare il piccolo salsicciotto fuoriuscito. Sotto
quei baci, a contatto con la calda e morbida lingua di mamma,
il cucciolo saluta la vita.
Fino alla nuova contrazione, causata dalla chiamata di un fratellino,
mamma si occuperà esclusivamente di lui. Piano, piano il
cucciolo, sempre più consapevole di essere al mondo, cercherà
di alimentarsi. Il calore del corpo di mamma e l’odore forte
del suo latte, gli indicheranno la via da seguire. Mediante dei
movimenti striscianti, formando dei piccoli cerchi, presto arriverà
a meta. Mentre lui è alla ricerca della mammella, mamma
mangerà il sacchettino che lo conteneva, oltre al fatto
che la ‘tana’ o ‘cuccia’ deve essere sempre
pulita per far si che non ci siano problemi di igiene, tale involucro
è ricco di sostanze nutrienti, le farà bene.
Uno sguardo al cucciolo, un altro bacio, una sbirciata in giro
per controllare se tutto è pulito ed ecco arrivare un’altra
contrazione, il fratellino sta bussando, vuole uscire.
Come per il primogenito, ugualmente senza disparità e preferenze,
mamma si occuperà di lui e, appena sarà pronto per
alimentarsi, dividerà le sue attenzioni fra i due fratellini.
Attenzione, eccone un altro che vuole unirsi alla compagnia.
Senza sosta, senza dare alcun segno di stanchezza, mamma si rimette
all’opera.
I tre fratellini sono ora uno accanto all’altro. Invece
di riposare mamma comincia a pulirli, a scaldarli, a stimolargli
le pancine rosa.
Ah, quelle pance, mi ci perderei fra quelle mitiche pance…
Schh… silenzio adesso, i cuccioli sazi, accoccolati nella
culla di mamma, si sono addormentati, e mamma, tranquilla sapendo
di non aspettare più sorprese dell’ultimo momento,
si lascia andare un pochino alla stanchezza. Chiude la testa verso
il grembo, copre delicatamente i suoi cuccioli, i respiri si confondono,
si uniscono. La parola famiglia ha acquistato il suo significato
più vero...
Tratto
dal libro "Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura"
di Barbara Tullio e Paolo Caldora |
L’istinto alla ricerca
nel Saarloos è qualcosa di estremamente naturale e decisamente
selvatico.
Nella ricerca purtroppo
non ho potuto ancora realizzare appieno un grande sogno.
Fin dall’inizio del mio accostamento al mondo cinofilo, ho avuto
una certa preferenza per la ricerca in pista.
La bellezza di osservare un Cane in un atto così naturale, mi
porta ad usare io stessa l’odorato in maniera diversa. Riuscire
a captare le diverse essenze, mi dà la possibilità di
conoscere meglio i luoghi, e in essi diversificare le varianti stagionali
o quelle dipendenti da altri fattori. Distinguere il passaggio di un
animale o di una persona affidandosi al solo olfatto lo trovo molto
‘Tarzan’ o ‘Robinson Crosue’, come pure identificare
le tracce lasciate sul terreno e seguire i miei Cani nella ricerca.
Chissà che incanto sarà seguire due Lupe – mi son
detta.
Abbiamo portato
Arowen ed Eowyn in pista che avevano pochi mesi, scegliendo per loro
un terreno di pascolo che già avevano avuto modo di conoscere.
Essendo molto diffidenti, volevamo che si sentissero a loro agio. Diversamente
dalle nostre aspettative, la prima uscita è stata un po’
disastrosa, le Lupe non riuscivano a concentrarsi…
Non riuscivano a capire cosa si stesse chiedendo loro di fare e soprattutto
non capivano perché dovevano farlo l’una lontana dall’altra,
(Arowen in pista, Eowyn in macchina e poi al contrario). Non conoscendo
bene i Saarloos, avevamo sottovalutato il grande bisogno che hanno di
sapersi vicini. Dividere due Saarloos non è cosa da poco. E poi,
sicuramente i loro punti interrogativi era dettati anche da una motivazione
sbagliata.
La motivazione
è fondamentale per il Saarloos; cosa potevano trovare in pista
che già non avevano a casa nella ciotola, o in giardino, o lì
accanto a loro o addirittura in macchina?... come far capire ad una
figlia di Lupo che deve seguire una traccia dove può trovare
del cibo anche se non ha fame, che deve trovare un gioco quando dei
giochi non le importa molto, o che deve trovare, che cosa non si sa,
visto che il suo mondo – il branco – sa benissimo dove sia,
Paolo ed io accanto a lei, e la sorella in macchina?...
La conferma di
pista sono i biscotti che adorano, la traccia è molto marcata,
l’odore si diffonde un po’ troppo rispetto ad una semplice
impronta, questo dovrebbe portarle a superare le insicurezze.
Superate le perplessità
nelle prime piste, le due Saarloos assumono atteggiamenti completamenti
diversi ed è subito magia:
- Arowen annusa il terreno, parte decisa a passo lento… la
sua attenzione è alla traccia e a tutti i suoni fra gli alberi
vicini, alla brezza leggera che di tanto in tanto fa arrivare un profumo
poco lontano, ai cinguettii degli uccellini, al rumore del ruscello…
le emozioni che trasmette sono indescrivibili.
- Eowyn, è veloce, divora gli odori… di tanto in tanto,
si gira su stessa e procede a ritroso, forse controlla quel che faccio
io che la seguo a breve distanza… poi si mette perpendicolare
alla traccia, forse controlla qualcos’altro, ma il naso è
sempre a terra… con Eowyn non hai il tempo di vivere le emozioni
che trasmette, le sue azioni si svolgono in maniera rapida e imprevedibile
e non hai la possibilità di assaporare l’avvenimento se
non nel momento in cui, tornati a casa, ripensi a quel che è
accaduto.
Sfortunatamente,
il posto dove vivo non mi permette di perdermi in pascoli e boschi inesplorati,
così per non cadere nella monotonia della situazione che porta
le Lupe a demotivarsi, ho dovuto interrompere questa attività
con loro. Mi riprometto però di trovare un posto magico per vederle
ancora all’opera.
...Quel
che distingue un buon cercatore, oltre all’istinto, è
la presenza nel suo carattere di un temperamento medio, per evitare
che la difficoltà di esecuzione del tracciato possa fargli
cercare una via per uscire dalla situazione in quel momento non
gradita, e una soglia di reazione dei nervi alta, affinché
la sua attenzione nella ricerca non sia infastidita da elementi
che possano turbarne la tranquillità.
Cosa può
turbare la tranquillità di Fratello Cane e di Fratello
Lupo?
Il mutamento dello stato. L’imprevisto che può mettere
in allarme più del dovuto, se il nervosismo prende il sopravvento.
La soglia di reazione dei nervi si distingue se il soggetto è
carente di sicurezza, il che è conseguenza di poca resistenza
psicologica agli stress negativi. Logicamente non si può
racchiudere una caratteristica deficitaria in poche righe e con
sole quattro parole, l’insicurezza è correlata a
fattori della crescita, a esperienze vissute che ne hanno forgiato
positivamente o negativamente la formazione.
Senza rimanere nel tema specifico della ricerca, vorrei qualificare
i temi toccati in queste ultime righe: tempra, sensibilità,
diffidenza, paura, nervi… un bel guazzabuglio di perplessità.
Anche se all’apparenza può sembrare un gioco di sinonimi,
c’è una grande differenza fra le qualità naturali
citate.
Tempra – capacità di sopportare un’esperienza
negativa psicologica e/o fisica.
Sensibilità – capacità di percepire e di assorbire
le piccole sfumature psicologiche.
Diffidenza – mancanza di fiducia in ciò che non si
conosce.
Paura – forte turbamento di pericolo che porta ad agire
in maniera esagerata.
Soglia di reazione dei nervi – limite dei nervi sottoposti
a stress.
L’insicurezza nel cane non è la mancanza di fiducia
in se stesso, ma la consapevolezza di non essere abbastanza forte
per poter affrontare il problema ‘x’...
Tratto dal libro
"Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura" di Barbara
Tullio e Paolo Caldora |

Cane
nel nome - Lupo nel cuore
Come chiedere
ad un Lupo di venirti incontro?... come convincerlo ad affiancarti?...
come parlare con lui senza usare le parole?... come insegnargli cose
che lui già sa e tu hai solo visto fare?...
Più volte nei miei scritti ho parlato della docilità del
Lupo, docilità intesa come conoscenza e rispetto delle regole
che fanno di un nucleo una famiglia. Più volte mi sono chiesta
quali sono le motivazioni principali per cui un Lupo – cucciolo
o adulto – dia tutto se stesso al branco, confidando in esso e
lottando per esso. La risposta è una sola: la sopravvivenza.
La sopravvivenza dà la possibilità agli individui sociali
di organizzarsi e di formare gruppi altamente funzionali ed equilibrati.
Alla base, il rispetto degli uni verso gli altri e una forma di attaccamento
dipendenza che l’uomo paragona all’amore. Ma l’amore
è tutt’altra cosa; l’amore è dipendenza al
limite dello squilibrio, mentre l’attaccamento è il bene
comune congiunto al bene del singolo.
Un Lupo segue il suo branco perché senza di esso non ha ragione
sulla vita. Un cucciolo segue il suo faro, perché senza di esso
non ha ragione sulla vita.
Ho cresciuto le mie Saarloos cercando di pensare come un Lupo e ho iniziato
a lavorare con loro sempre seguendo questo filo naturale.
Ho simulato il rientro dalle cacce e il rigurgito per i piccoli nelle
zone rendez-vous e in questo modo, facendomi seguire e fermandomi solo
nel punto (punto ‘x’ variabile a seconda del successo ottenuto
dall’affiancamento delle Saarloos) da me deciso per elargir loro
cibo, ho insegnato da Arowen ed Eowyn la condotta . E prego i profani
di non confondere questo atto come conseguenza di un insegnamento avvenuto
con l’applicazione di un metodo buonista di addestramento attraverso
il cibo. In molti usano metodi e regole per ammaestrare i propri compagni,
dal cibo alla frusta, dal per piacere al fallo e basta, senza sapere
i perché e i per come delle motivazioni. Metodi e regole per
una massa che fugge la realtà. In quel momento, io ero realmente
il Lupo che forniva il pasto ai cuccioli ed insegnava loro a seguirlo
se volevano mangiare, senza però dover affamare le creature che
hanno sempre ricevuto la normale razione nei tre pasti giornalieri.
Era un gioco in cui veniva simulato un atto che accade nella realtà.
Capito il meccanismo di attivazione del pensiero nel naturale, tutto
è venuto facile.
Il passaggio dalla richiesta di cibo all’interazione con i giochi
elusivi delle ruberie, al cambio di motivazione dunque, è stato
lo stadio di crescita raggiunto. Come in natura, anche a casa è
accaduto che ad una certa età i cuccioloni hanno avuto bisogno
di approfondire le tecniche di predazione, la canalizzazione degli istinti
e delle qualità naturali, come sfruttare la lotta, l’aggressività,
la possessività senza degenerare mai in offesa - superlativa
caratteristica del Lupo, mai ferire in fase di apprendimento e, un domani,
solo se costretto dalla sopravvivenza.
Durante i
nostri giochi interattivi nella mia mente si sono affacciate altre domande:
nell’affiancarsi a me, seguono un ordine gerarchico?... come posso
riconoscere l’ordine gerarchico senza limitare la mia osservazione
alle normali conoscenze?
Ho sempre pensato che Arowen fosse dominante nei confronti di Eowyn,
anche se molti atteggiamenti, sembrava non mi dessero ragione. Eowyn:
sempre la prima ad esporsi, la più disubbidiente, la più
curiosa, la più nervosetta, la più reattiva., la più
impositiva con il resto del mondo, ma anche la più duttile. Arowen:
tranquilla, silenziosa, determinata, ubbidiente e dipendente, dominante
e testarda.
Durante i primi affiancamenti della condotta, Arowen era solita posizionarsi
alla mia sinistra, Eowyn alla mia destra. Indipendentemente dalla mia
volontà.
Dopo pochi giorni dall’inizio di questo tipo di interazione, libere
da ogni mia richiesta, Eowyn si faceva i fatti suoi in giardini, Arowen
mi camminava dietro come se seguisse un suo schema interno.
In tante manifestazioni della personalità, Arowen mostrava un’estrema
sudditanza senza che mai nessuno le avesse chiesto di comportarsi così,
di contro però, c’era nel suo sguardo e in alcuni atteggiamenti
qualcosa che davvero non faceva pensare ad un soggetto gerarchicamente
inferiore, tutt’atro, era regale, forte e dominante, con il solo
sguardo o la sola imposizione di una mano poggiata addosso ad Eowyn,
era in grado di redarguire la sorella e sottometterla ai suoi desideri.
Anche se asservita ad Eowyn nelle uscite e nelle nuove scoperte, le
ha sempre imposto le sue decisioni e si è sempre presa cura di
lei. L’ha sempre sottoposta ad interminabili, quanto affascinanti
‘cure parentali’ pulendole le orecchie, i denti, annusandola
e pulendola ancora, obbligandola a restare ferma in posizione di riposo,
acciambellata dentro di lei, protetta sotto la pressione della sua testa
poggiata sul suo dorso.
 |
Ancora oggi la rimprovera
se manca di rispetto a lei o a un componente del branco che non merita
il suo atto di dominanza, la protegge quando la sente in difficoltà,
le affida il compito di crescere i cuccioli (vedi in seguito Faal e
Tortuga).
Esiste fra loro una magica intesa, un sentimento naturale che si rinsalda
momento dopo momento.
Dormono una dentro l’altra
o una parzialmente sopra all’altra, come se fossero le parti di
un insieme. Respirano la stessa aria e sembra che condividano anche
gli stessi sogni. Arowen ogni tanto si desta, con un rapido sguardo
controlla che tutto sia quieto, poi riversa la sua attenzione su Eowyn.
Piano la annusa intorno agli occhi e alle orecchie e ancora vicino alla
labbra.
- Tutto è tranquillo - sembra che dica attraverso il sospiro
che le esce dai polmoni. E come se niente fosse riappoggia il capo sul
dorso di Eowyn. Serena si riaddormenta.
Tirando le somme posso
dire che Arowen è la Lupa dominante. Non rimane che capire il
perché!?
Nel libro di Shuan Ellis, ‘L’uomo che parlava con i lupi’,
ho letto la risposta. L’elemento Alfa di un branco è il
custode del sapere, è il soggetto più importante, il più
sano, il più equilibrato, colui senza il quale il branco non
ha ragione di esistere. Alfa va protetto! Alfa esce allo scoperto solo
nel momento in cui serve. È stupido esporre il custode del sapere
a rischi inutili.
Risposta semplice e chiara.
Una nota curiosa: crescendo
le Saarloos hanno mutato alcuni atteggiamenti e uno in particolare mi
ha incuriosito - forse oltre misura, non so. Finito il primo calore,
hanno invertito l’ordine di affiancamento, rispetto alla mia figura,
quando giocherelliamo in giardino nelle condotte: Arowen si è
posta a destra, Eowyn a sinistra. Da quel momento il lato destro è
stato sempre di Arowen, non solo nelle condotte ma in tutte le cose,
il sinistro di Eowyn. (Con l’arrivo di Faal, qualcosa cambierà
ancora!)
Ho chiesto ad un muscher dove viene posizionato il capo muta, e mi ha
risposto a sinistra, il diretto subalterno a destra e via via così
fino a finire la cordata. Nel suo libro, Shaun Ellis parla di un atto
di accondiscendenza durante la spartizione del pasto, egli spiega molto
bene la mimica facciale del Lupo che sta mangiando facendo un particolare
riferimento al modo in cui vengono tenute le orecchie, ossia ad aeroplanino
(segnale di aggressività – il soggetto intima a chicchessia
di avvicinarsi); se a questo Lupo si avvicina un altro Lupo, egli muoverà
o meno un solo orecchio in segno di accondiscendenza o dominanza. Se
sarà l’orecchio destro ad essere mosso, il Lupo sta esprimendo
sudditanza nei confronti di quello che si sta avvicinando.
Durante il pasto Arowen tiene le orecchie ad aeroplanino e le porta
indietro entrambe solo se Paolo ed io ci avviciniamo, altrimenti restano
immobili. Paperina, la nostra femmina di Pastore Tedesco anziana, che
vive con loro, tiene le orecchie ad aeroplanino quando mangia e, il
destro lo piega e lo mantiene piegato solo in presenza di Paolo e mia.
Forse è un’osservazione stupida, ma io credo che il lato
destro del leader viene occupato dal diretto subalterno e il lato sinistro
dal soggetto inferiore al subalterno del leader. Sembra un gioco di
parole, ma se sono riuscita a spiegarmi, prego tutti di fare attenzione
a dove si affianca naturalmente il vostro Cane, senza che voi chiediate
nulla, e, pensando ai suoi atteggiamenti oltre a questo, rispondere
alla domanda: è dominante o no?
Molto probabilmente, quando
eravamo all’inizio della nostra conoscenza, Arowen si poneva a
sinistra per lo stesso motivo per cui non andava in avanscoperta. La
sua splendida sorellina si esponeva per proteggerla e solo una volta
acquisita la sicurezza nei confronti di Paolo e miei, si è fidata
mostrandosi.

Arriva
Faal
Un Branco
di Saarloos
" Ciao Daniele come
stai? Sai curiosavo su internet…” E così a distanza
di tre anni mi sono ritrovato a fare la stessa telefonata e ad organizzare
l’incontro per il “ritiro” del crucchetto.
Daniele – Purtroppo questa volta non ho potuto accompagnare Paolo
e ho dovuto aspettare fino alle 5 del pomeriggio per conoscere il nuovo
arrivato; devo dire che è stato veramente emozionante vederlo:
non si tratta del solito cucciolo, ha un atteggiamento che in qualche
modo mette soggezione… con lo sguardo, rapidamente fa il giro
del giardino e, dopo aver sporcato, va a distendersi nell’angolo
da cui può controllare luogo e presenti.
Quanto mi sarebbe piaciuto strapazzarlo un po’ ma che vuoi è
un Lupo… niente confidenze agli estranei! Chissà come si
comporterà la prossima volta…
A presto Faal.
È vero, Zio Daniele,
per questa nuova impresa, dopo l’organizzazione degli accordi,
è dovuto rimanere al palo come me. Ad accompagnare Paolo, un
nuovo Amico-Lupo, Massimiliano.
Massimiliano – Anche
per me tutto è iniziato con una telefonata... "Massimiliano
ci sono 3 cuccioli maschi di Saarloos che cercano casa, secondo me sei
adatto a prenderne uno!" Così, Barbara, un sabato pomeriggio,
ha esordito al cellulare.
Dopo varie valutazioni siamo giunti, però, alla conclusione di
non condurre una vita adatta ad un Saarloos con le peculiarità
descritte dall'allevatrice; cosa non valida, ovviamente, per il branco
Stella Grigia. In men che non si dica Paolo organizza il viaggio e,
martedì 20 ottobre, si parte all'insegna della terra di Germania.
Giunti in quel di Rosenheim e sbrigata la parte burocratica, finalmente,
Paolo prende in braccio quello che, probabilmente, diverrà il
Beta di casa Stella Grigia, Faal. Eravamo preparati a trovare una bestiola
intimorita, tutt'altro. Spiccata diffidenza, sì, ma non paura.
Coda a riposo e marcata curiosità. Dopo un breve pit-stop a Firenze
a conoscere Daniele (degne di nota le paste che ci fa trovare!) ricomincia
il viaggio verso casa; inizia, per Faal, il viaggio verso una nuova
vita, un nuovo branco, il primo branco.
Di fortuna non ne hai più bisogno Faal, sei in ottime mani. Ti
auguro solo buona vita!
 |
20 ottobre 2009 eccolo
finalmente a casa.
Il Piccolo Lupo alle otto e mezza di sera, dopo un viaggio di 18 ore,
approda in quella che sarà, speriamo, la sua felice dimora.
E’ BELLISSIMO!
È serio, non dà confidenza, non è spaurito, solo
un po’ guardingo.
Come entra in giardino, lascia il suo primo ricordino, dopodiché,
inizia la perlustrazione. I suoi movimenti sono lenti, i suoi passi
sono felpati. Di tanto in tanto ci guarda. La sua espressione è
di un adulto non di un cucciolo.
Fin dal primo momento in cui leggemmo la sua storia sul sito dell’allevatrice,
abbiamo avuto l’impressione che si parlasse di un soggetto di
grande carattere alla ricerca di un branco.
Mentre Paolo ed io, chiacchieriamo del più e del meno e cominciamo
a ragionare su di lui, Faal continua l’esplorazione del giardino
in maniera coscienziosa. Non si affretta e non tralascia nulla. La sua
coda è a riposo, le sue orecchie attente. Beve un goccino d’acqua.
Si fa prendere in braccio e accarezzare la pancia, le orecchie, baciare
le labbra, gli occhi, le mani. Niente lo scompone o lo innervosisce.
Accondiscende alle nostre coccole ma più di questo non fa trasparire.
Dalla finestra della cucina, Arowen ed Eowyn, seguono la scena.
Paolo prende Faal in braccio e lo porta in casa.
Per la prima volta, da che le Saarloos sono con noi, non si innervosiscono
dell’odore nuovo che Paolo porta indosso. Si avvicinano al piccolo,
lo annusano. Faal, si lascia conoscere e, un attimo dopo, è sul
loro lettino.
È molto stanco, tranquillo si addormenta, mentre le Saarloos
lo guardano.
Che carattere!
E non finisce di sorprenderci, quando dopo un’oretta, mangia,
senza foga, un barattolino di omogeneizzato al pollo. Due coccole, ancora
una passeggiata in giardino e una pipì. Quando siamo di nuovo
in casa, cerca un posto tranquillo dove posizionarsi. Trova un anemone
della sua misura, vi si acciambella dentro e si addormenta.
Dorme ininterrottamente per tutta la notte. Siamo noi al mattino, a
doverlo invitare ad alzarsi e ad uscire.
Le Lupe escono dalla finestra - come sempre - lui le guarda e fa per
seguirle. Lo aiutiamo facendolo passare in braccio. Tutti e tre sono
in giardino. Come se fosse la normalità, si sbriga a fare i suoi
bisognini e poi tenta di conoscere in maniera più approfondita
Arowen ed Eowyn. Sul momento preferisce la tranquillità di Arowen
e lo infastidisce l’infantilismo di Eowyn.
Rientriamo in casa per preparare la colazione. Ed eccoli tutti e quattro
in fila – si, nel frattempo si è accodato l’inseparabile
Ciro – pronti per divorare la ciotolina di latte.
In cucina si muove normalmente, per nulla disturbato dal rumore del
pentolame vario, continua ad essere molto serio. È attento ai
rumori del piano superiore, osserva la scala a chiocciola di comunicazione
– siamo sicuri che, come la piccola Eowyn, presto lo ritroveremo
a tentare la scalata per andare su – poi si distrae con l’odore
dei biscotti, ne prende uno con molta discrezione e va a sdraiarsi sul
lettino.
Alle dieci e mezza, Paolo lo porta al campo con lui.
Al campo continua a soddisfare la sua curiosità, ma non riusciamo
a capire se è in cerca di qualcosa o se vuole solo conoscere.
Io credo che sia alla ricerca di un branco.
Tornato a casa, trova le Saarloos in giardino, e finalmente inizia a
dimenarsi come fanno i cuccioli – sembra felice! Per i gusti di
Arowen, ha cominciato a muoversi troppo, e quindi se ne tiene un po’
alla larga. Ciro lo guarda, lo annusa, e dopo averlo esaminato se ne
va a fare un’altra cosa. La piccola Eowyn invece è raggiante.
Comincia la vera sintonia.
Credo che questo rincontro sia stato molto importante per il Piccolo
Lupo. È come se avesse trovato il suo punto fermo.
Benvenuto a casa piccolo Faal
| Un
Piccolo Lupo si affaccia alla porta,
è curioso ma prudente.
Annusa l’aria, assaggia il terreno.
Socchiude gli occhi, ascolta il silenzio.
Il respiro è tranquillo, il cuore freme.
È alla ricerca di un Branco.
Avverte una presenza, riapre gli occhi,
due Lupe sono lì per lui.
Lo annusano, lo toccano, lo leccano.
Il Piccolo Lupo, accosta le orecchie al capo,
il suo corpo vibra di felicità.
Ha trovato il suo Branco.
|
Grazie a Daniele e a Massimiliano
per averci accompagnato nell’inizio di questa nuova avventura
e grazie ad Alexandra per averci affidato un altro meraviglioso Saarloos.

Note
curiose: qualcosa cambia
Domenica
25 ottobre 2009
Eowyn è
cresciuta. Non è più la piccola di casa che gioca, salta,
corre e si arrampica dappertutto… no, se posso azzardare un confronto
con una situazione naturale, si è trasformata in Lupo-Balia.
Ha preso il cucciolo sotto la sua ala, ci gioca, lo pulisce, dorme con
lui, lo ammonisce se sbaglia, lo incoraggia ad osare.
A volte nei giochi diventa un po’ vivace, per così dire!
Arowen la osserva, attenta vigila su loro, di tanto in tanto si avvicina,
si accerta che tutto sia tranquillo. Se Faal, a questo suo avvicinarsi,
esagera con le moine infantili, Arowen si irrigidisce, allorché
Eowyn si alza e le due Lupe si misurano con i movimenti del corpo.
Paolo ed io interveniamo a fare da pacieri.
Appena ci intromettiamo, le Lupe cambiano immediatamente il loro atteggiamento,
trasformandosi nuovamente nelle due cucciole che tanto amiamo…
e il piccolo?... arriva trafelato a prendersi baci e carezze –
l’impressione che ne riceviamo è di acquisire punti ai
suoi occhi.
A Faal piace mordicchiare
tutto quello che gli capita sotto i denti, ma la cosa che preferisce
di più (per fortuna!) è un nodo di stoffa. Anche ad Eowyn
piace quel giochino e in men che non si dica, inizia con lui un tira
e molla all’ultimo strattone. Ogni tanto fa vincere il cucciolo,
ogni tanto lo fa perdere, ma sempre, lo stimola al possesso e alla riconquista
simulando delle fasi di sospetto.
E se il gioco si fa rumoroso?... ecco che Arowen si intromette, redarguisce
tutti e due, prende con sé il nodo e, serrandolo bene fra i denti,
mette fine alla confusione.
Dopo solo due giorni dal
suo arrivo, Faal si è unito all’ululato di buongiorno del
branco:
-Balto canta il do iniziale, Faal si avvicina veloce alla finestra
della cucina. Si mette in ascolto come se attendesse di cogliere il
momento giusto per inserire la sua nota. Ecco, ha trovato l’accordo
che aspettava. Tutto contento risponde e, da quel momento, non perde
più un’occasione per cantare. -
Al quarto giorno, è lui a dare il via. Arowen si inserisce immediatamente,
Eowyn per un attimo tentenna, poi si lascia andare anche lei. Faal è
contento e ce lo dimostra dimenandosi come un serpentello. In cucina
è festa! -

È un Saarloos con
un gran carattere, ogni tanto si ferma e ci guarda, sembra che ci studi.
In giardino annusa l’aria e guarda in alto, sembra che cerchi
di orientarsi.
Non gli piace essere afferrato, deve essere lui a concedersi. Se interpreta
il nostro avvicinarsi come un volerlo catturare, reagisce con la fuga,
altrimenti con un avvertimento attivo a non ‘scocciarlo’
(simula un morso). Non credo che tema le mani, credo sia solo mancanza
di fiducia, d'altronde sono soli pochi giorni che è con noi e
di lui sappiamo molto poco, però gli piace farsi grattare la
pancia rosa e adora stare con Arowen ed Eowyn. Le cerca e ci si sdraia
accanto, gli basta toccarle per essere felice.
Mangia voracemente e se qualcuno gli si avvicina mentre consuma i suoi
pasti, non perde tempo a difendere la pappa, no, ingurgita tutto ancor
più velocemente (se è possibile!).
I tre Lupi insieme sono
uno spettacolo!
Quando si trovano in casa, il più delle volte, giocano in maniera
tranquilla, sdraiati sul lettino si assaggiano dandosi morsetti delicati,
si afferrano come se stessero studiando delle mosse che un domani potrebbero
tornar loro utili. Divertente è vederli nei giochi delle ruberie.
Fasi di sospetto, finte e scatti veloci e poi, oplà, il biscotto
è stato rubato. L’educatrice è ancora Eowyn. Arowen
continua a tenerli d’occhio. Dopo tutte le attività, la
maestra mette fine alle azioni con una bella pulita del cucciolo, che
sereno si addormenta dopo un po’.
In giardino è il gioco della predazione il preferito. All’inizio
Eowyn spronava Faal a scappare per poterlo rincorrere con il solo intento
di fermarlo prendendolo saldamente per la coda. Faal stava al gioco
e imparava. Ora è lui che tormenta lei, prendendola a musate,
girandole intorno, saltellandole sotto il naso, e come la Lupa lo asseconda
nella sfida, ecco il piccolo trasformarsi in un vero predatore: Eowyn
scappa e Faal la ferma afferrandola per la coda.
I ruoli si cambiano e scambiano in continuazione.
Paolo ed io ci fermiamo spesso ad ammirarli. Dopo qualche giorno Faal
mi coinvolge nei suoi giochi, mentre con Paolo mantiene ancora un certo
riguardo.
Questa ultima nota, ci porta a paragonare con facilità gli atteggiamenti
dei Saarloos, fra loro e con noi, agli atteggiamenti lupini naturali.
Senza pretendere di trasformarci in Lupi, possiamo però azzardare
molte similitudini fra i comportamenti dei Saarloos e quelli dei loro
Progenitori. In Natura in un branco numeroso, il Lupo-Balia si prende
la briga di istruire i cuccioli attraverso i giochi sociali, Eowyn,
si è assunta il compito di educare Faal; Arowen, controlla che
tutto si svolga con ordine, vigilando e all’occorrenza intromettendosi.
Non credo che Eowyn sia il Lupo-Beta, questo ruolo credo sia di Arowen.
Arowen è dominante nei confronti di Eowyn, e forse se le nostre
Saarloos appartenessero al Selvatico lei occuperebbe il posto di Alfa,
ma nel contesto umano, Arowen non è di fatto Alfa. Non necessariamente
il ruolo di Balia deve essere occupato dal Lupo-Beta, il quale ha invece
il compito assoluto di mantenere l’ordine.
E noi?... noi non siamo Lupi, credo ci identifichino in ibridi, nei
confronti dei quali portano rispetto, riconoscendone la loro dipendenza.
Quando io sono fuori casa, i Saarloos rimangono insieme nella zona rendez-vous;
tornando, mi aspettano sempre molto festanti, preparo per loro il cibo,
li accudisco, mi accerto che tutto sia regolare e appena possibile imbastiamo
un gioco senza fine (mi piacerebbe tanto se mi considerassero la loro
Balia?).
Il rientro di Paolo è meno chiassoso e molto più rispettoso,
per lui ci sono solo moine infantili e desiderio di avere affettuose
carezze – baci.
Quando Faal non partecipa attivamente alle effusioni delle sorelle,
osserva tutto quello che avviene attorno a lui ma soprattutto osserva
il comportamento di Arowen ed Eowyn nei nostri confronti.

Arowen,
Eowyn e Faal alla presenza di un estraneo
È passato un mese
da che Faal è entrato nel nostro branco.
Due giorni fa Massimiliano torna a farci visita.
Eowyn si inserisce in
prima fila per una conoscenza ravvicinata. Arowen aggira l’ospite
studiandone le mosse e gli odori. Faal, imita Arowen.
L’estraneo ha un odore molto particolare, le Saarloos lo avvicinano,
lo accerchiano… difficile dire se vogliono accertarsi per proteggere
il cucciolo oppure se quell’odore particolare ha un ricordo di
Lupo… é la prima volta che agiscono in contemporanea: Eowyn
davanti, Arowen in accerchiamento, Faal che si alterna una volta dietro
ad una, una volta dietro all’altra.
Di tanto in tanto vengono a chiedere conferme e lusinghe da noi. Poi
Eowyn e Faal si pongono, lei al mio fianco destro, lui al mio fianco
sinistro, Arowen davanti a noi a terra in frapposizione con l’ospite.
L’impressione forte che riceviamo da tutto questo, è la
coscienza e il consolidamento di un branco.
I Saarloos distinguono
subito le persone disponibili da quelle ostili, anche senza averle viste.
È come se, annusando l’aria, avvertissero l’intolleranza.
Massimiliano sa di buono e sa di Lupo, infatti, è il compagno
di una splendida Lupa Cecoslovacca – Samantha.
Un mese dall’arrivo
del Piccolo Lupo. Il gran carattere mostrato fin dai primi giorni è
una realtà. Impavido, soddisfa la sua curiosità, affrontando
le novità in maniera lupina: annusa, guarda, si avvicina con
circospezione, nuovamente annusa, cerca un contatto, nulla di ciò
che è naturale lo tira indietro. Determinanti sono le due Saarloos,
le ragazze ci stanno aiutando ad installare con lui solide basi di fiducia.
Faal
e il guinzaglio
Faal
ama sentirsi libero. Questo lo induce a non capire l’utilizzo
di mezzi meccanici, come: la macchina o il guinzaglio.
A dire il
vero, la macchina è mal tollerata anche da Arowen ed Eowyn, e
da quel che ci ha detto l’allevatrice, anche da tutti i Saarloos
in generale.
Essendo nell’anima veri Lupi, mi viene facile capire i perché
non tollerino le cose della civiltà!
Sono dei resistenti maratoneti, a cosa serve l’auto?
Lo stare uno al passo dell’altro gli viene spontaneo, a cosa serve
il guinzaglio?
Faal, più di Arowen ed Eowyn mal si adatta a questo tipo di novità
Per seguire le Saarloos, infatti, non ha bisogno di un attrezzo esterno,
le segue e basta. Loro danno la direzione, si avviano lungo la strada
e lui si accoda. E solo nel momento in cui riconosce il cammino già
percorso, azzarda a dare l’andatura e a decidere la perlustrazione
di… un filo d’erba, un cespuglio, un muretto…
Il capo muta
dà la direzione, si avvia lungo la strada e gli altri si accodano.
Come i miei Lupi, amo
la libertà della Natura e le sue rigide leggi, ma non potendo
offrir loro, purtroppo, una vita nel Selvatico, assoggettati alla civiltà,
dobbiamo tutti abituarci al guinzaglio.
Coraggio piccolo Faal!
Attaccando al suo collarino di stoffa morbida, una fettuccia di un metro,
ho assecondato i movimenti di Lupetto nella perlustrazione del giardino.
Piano, piano da cavallino recalcitrante, si è trasformato in
un perfetto cane da slitta!
Poco dopo, il suo essere fortemente evoluto, ha concesso alla docilità
di prevalere, ed ora cammina tranquillamente al guinzaglio con me, come
un cagnolino di città.
Alla prima uscita dal
giardino di casa, è venuta fuori una nota alquanto inaspettata.
Per arrivare al cancello, bisogna passare la macchina di Paolo, parcheggiata
fra il cancello di entrata e quello del giardino. Faal si è mostrato
molto riluttante a passarci vicino. Arowen ed Eowyn sono tranquille,
con loro c’è anche il buon Ciro, insieme passano vicino
all’auto e arrivano all’uscita… Faal è molto
combattuto, vuole raggiungerli, ma quell’auto messa lì,
proprio non gli va a genio… Paolo rimane con i ragazzi al cancello
di uscita, io prendo Faal in braccio e lo porto al di là del
problema. In braccio è tranquillo. Lo riappoggio a terra, e come
se non fosse mai esistita l’auto, torna saltellante ed esuberante.
Al rientro, il problema non c’è.

Domenica
14 febbraio 2010
Arowen sta malissimo,
vomito e diarrea senza fine, a nulla servono gli antiacidi, dalle cinque
alle sette del mattino è un continuo assisterla, pulirla e cercare
in ogni modo di aiutarla. Alle sette e trenta chiamiamo la nostra fidatissima
veterinaria per avere una conferma o ‘meglio’ una smentita
sulla gravità della cosa. Arowen non è entrata in contatto
con nessun elemento esterno che possa giustificare una situazione virale,
non ha mangiato cibi avariati o schifezze in generale… forse un’erba,
ci dice la dottoressa… non lo sappiamo. Quel che è certo
è che deve cominciare a fare flebo a go-gò per la reidratazione.
Nel frattempo la rimessa di liquidi si trasforma in emorragia.
Non abbiamo scelta, anche se la nostra Lupa non sopporta la macchina,
dobbiamo ricoverarla immediatamente in clinica.
Ore 8.30 Arowen
conosce la città (Roma). Tranquillamente scende dalla macchina
e, indossato il guinzaglio, si incammina al fianco di Paolo. Il suo
umore, nonostante l’inferno passato o che le brucia dentro, non
è mai stato turbato da evidente malore, anzi, se non fosse dipeso
dall’evidenza dell’evidente – piccolo gioco di parole
– non avremmo mai pensato che potesse stare male. E anche adesso,
nel momento del vivere un’esperienza non naturale e del tutto
cittadina, non mostra alcun segno di turbamento.
Che carattere!
Per arrivare
alla porta della clinica bisogna passare su grate di ferro, Aro non
conosce le grate così, si ferma un attimo, le guarda e dato che
Paolo si trova si trova già al di là delle stesse, alza
lo sguardo su di lui come a chiedere… Paolo la invita a seguirlo
e lei tranquilla passa sopra a quella novità, ed è lo
stesso per la porta specchiata e la sala d’aspetto diversa per
mobilio, pavimentazione, acustica.
Ad accoglierla già uno staff di medici. Paolo li aveva avvertiti
per l’urgenza della situazione e per il fatto che la nostra Arowen
è un Saarloos, non è un Cane non è un Lupo, è
meravigliosamente e squisitamente un Saarloos.
Con delicatezza
e professionalità la creatura viene visitata. In attesa dell’esito
del prelievo del sangue, viene messa in flebo per via endovenosa. Paolo
la fa stendere sul suo gilet di pile, le si mette al fianco e, per nove
ore filate, la assiste insieme ai medici dello ‘Zoospedale’
di Roma.
Durante queste ore è un andirivieni di personale, un po’
preoccupati e un po’ curiosi di vedere una Saarloos.
‘Hai visto la Lupa?... vai a vedere la Lupa, non te la perdere!...
hai visto quant’è bella?... e il carattere?... un mito!’
Queste le frasi, più o meno esatte delle persone che sono potute
entrare in contatto per la prima volta con un Saarloos.
Ma la cosa che sorprende di più, è la tranquillità,
la serietà, il distacco con cui Arowen ha affrontato tutta la
situazione: ignara di posti del genere, ignara dell’esistenza
della città e di persone vestite con camici e non con le solite
tute, ignara di una vita al di fuori di quella che ha vissuto per tre
anni, non ha mai manifestato disagio alcuno. Se qualcosa, leggermente
le si poneva in punto interrogativo, guardava Paolo e dal suo fare tranquillo,
acquisiva la risposta.
Nel frattempo
a casa, la sorella Eowyn e il piccolo Faal, pur continuando a giocare
quando stavano in giardino, non vedendola dentro casa, hanno cercato
di colmarne la mancanza restando sempre, sempre, sempre uno accanto
all’altra. Il piccolo Faal, ha dormito quasi tutti i suoi sonnellini
giornalieri con il capo appoggiato sull’incavo, fra costole e
bacino, di Eowyn, mentre Eowyn accettava di buon grado di stare nell’incavo
del grembo di Faal, due parentesi tondo unite in un abbraccio (( Solo
nei momenti in cui io ero con loro, riassumevano posture più
distese.
Ancora una volta,
raccogliamo note sull’importanza del branco, sulla sicurezza che
il gregario trae dal suo leader, sul legame non scindibile che salda
le Anime.
E non da ultimo, che il Saarloos ha una densità di sangue superiore
alla norma, equivalente solo al levriero. Probabilmente anche il Lupo
ha la densità del sangue maggiore, e questo può derivare
dalla necessità di dover essere potenzialmente più prestante
di un animale al quale non necessità di fare molta attività.
Rassicuriamo
tutti sulla salute di Arowen: oggi 20 febbraio, termina la sua cura,
ma da quella brutta mattina di San Valentino, non ha più avuto
ricadute. Gioca, mangia, è vispa, e nulla fa pensare che solo
sette giorni fa avevamo un gran paura di perderla.

Le
Saarloos educano Faal
I nostri
tre Saarloos crescono e si amalgamano fra loro in maniera sorprendente.
Eowyn è ora il giullare di corte, la compagna di giochi di Faal;
Arowen si è accaparrata tutta la maternità del Piccolo
Lupo. È molto possessiva nei suoi confronti, lo protegge in ogni
situazione ponendosi di fronte a lui o tirandolo via dal collo. In casa
lo pulisce con cura e fino a che l’ultimo lembetto di pelle non
è lindo, non lo libera dal suo abbraccio. Faal accetta tutto
serenamente.
Ho lasciato che le Saarloos
insegnassero al piccolo tutto quello che il bagaglio genetico ha tramandato
in loro: predazione, cattura e lotta, canalizzazione e controllo dell’aggressività,
possesso, ruberie e difesa della conquista. E così pure, a seguire
me negli spostamenti.
Mi piace osservare le mie creature nell’espressione dei loro istinti
e per questo non manco mai di stimolare le azioni.
Nei giochi di
predazione, dopo aver osservato per alcuni minuti, Arowen ed Eowyn,
mentre si contendevano con me un vecchio straccio, Faal timidamente
ha iniziato ad entrare in azione simulando degli inviti al gioco
– zampe anteriori stese in avanti, sederino all’in su
– non ottenendo l’effetto desiderato, sempre in maniera
delicata, ha provato ad afferrare lo straccio cercando di imitare
le sorelle. Le Saarloos sono molto accondiscendenti con lui, ma
non si fanno rubare una predina con tanta facilità. Faal
è determinato, non molla nell’intento, e attuando le
ruberie sperimentate in cucina per sottrarre un pezzetto di pane
ad una delle due, riesce ad impadronirsi dello straccio. Il suo
morso in questa situazione è delicato come i suoi modi, e
come potrebbe essere diverso, è l’istinto predatorio
ad essere attivo non la lotta, quindi l’aggressività
è nulla. Il Piccolo Lupo non fa in tempo a godersi la vittoria
che Eowyn, veloce come il lampo gli è al fianco e gli sottrae
il trofeo, ma invece di scappare via, rimane accanto a lui e lo
invita a rubarle il maltolto. Glielo sventola davanti e fugge poco
distante, si fa raggiungere e fa per porgerlo, ma è solo
una finta, Faal deve fare la sua conquista sudandosela un pochino
altrimenti non impara. Nel frattempo arriva Arowen, e come ha fatto
Eowyn con Faal, si comporta lei con la sorella. Faal guarda. Le
Saarloos a questo punto affiancano il piccolo, vi si dispongono
frontalmente lasciando un lato dello straccio libero. Faal si accende
e cattura proprio quel lembo. Le Saarloos combattono quel tanto
che basta per far aumentare la determinazione al piccolo e poi mollano.
Nei giochi dei giorni successivi, Faal è sempre più
veloce, fino ad essere lui a comandare la predazione.
Arowen ed Eowyn hanno insegnato a Faal, la cattura e la vittoria,
e dopo qualche giorno, hanno dato vita agli agguati e alle simulazioni.
Dapprincipio sono sempre loro due a dare inizio alle azioni, facendo
attenzione se Faal le segue. E come per i primi insegnamenti, Faal
inizia timido e poi una volta capito il meccanismo si tuffa nella
baraonda. (Dal libro: Lupi allo Specchio – Ascoltando la Natura) |
La condotta: ho le tasche
sempre piene di biscottini, mi piace elargirne uno ogni tanto ai miei
ragazzi quando mi si avvicinano; mi piace contentarli e viziarli in
queste piccole cose, perché sostanzialmente adoro essere circondata
da loro. Ma non confondete i nostri atteggiamenti, non confondiamo la
possibilità di essere un serbatoio di cibo, con la realtà
del comportamento. Prendere cibo da chicchessia e una cosa, prenderlo
solo da me è un’altra. In loro esiste questa differenza
perché mi riconoscono un ruolo nel branco che non è quello
di asservimento.
Nelle movenze di Arowen ed Eowyn si legge il loro stesso piacere in
questo nostro gioco, tanto da interrompere tutte le mimiche predatorie
per affiancarsi alle mie gambe e conquistare quel biscotto che non sa
poi di molto. Ed è in questi piccoli attimi di intimità
infantile che il Giovane Lupo inizia a muovere i suoi primi passi verso
la conquista di un posto gerarchico negli spostamenti.
Arowen è a destra, Eowyn a sinistra, Faal a sinistra esterno
ad Eowyn.
Il Cane Lupo di Saarloos
possiede una capacità di apprendimento molto marcata e veloce,
ma non è in grado di ripetere un’azione fino a che non
è parte del suo essere, e se non la reputa degna di essere ripetuta:
ogni cosa deve essere da lui assorbita, capita, valutata. Se la meditazione
lo porta ad una valutazione positiva, quella determinazione azione verrà
immagazzinata, altrimenti sarà espulsa come materiale infruttifero.

Simulazione
di preda
Faal,
è sempre pronto a stuzzicare Eowyn, prendendola a musate sui
fianchi la invita nei giochi di preda. Longilineo, nevrile, velocissimo
nei cambi di direzione, forte e sicuro nel morso, adora correre e rincorrere,
scappare e farsi braccare per gabbare gli inseguitori.
Un giorno avevo a portata di mano, la tuta da mondioring di Paolo. È
un costume gigantesco, pesantissimo. Smaniosa di giocare un po’
anche io con i miei Lupi senza doverci rimettere un’altra tuta,
ho indossato il costume. Devo aver fatto un’impressione strana
ai Saarloos, goffa più del dovuto, mi sono sentita handicappata
nei movimenti, chiusa nei panni di una preda che tenta in tutti i modi
di non farsi prendere.
Rimasta immobile (un po’ per il peso della tuta un po’ per
vedere le loro reazioni), Eowyn per prima mi è venuta ad annusare,
Faal subito dopo, Arowen si è limitata a guardare.
Dopo essere stata ispezionata dai Lupi, piano mi sono girata, a quel
movimento, loro sono scattati in dietro, ma poi sono tornati avanti.
Eowyn mi ha pizzicata su un braccio vicino alla mano (nascosta nella
manica), Faal l’ha imitata sull’altro braccio. Ho cercato
di intimidirli facendo dei leggeri scatti in avanti, improvvisi, per
coglierli di sorpresa. E i due cacciatori hanno cominciato a schivare
quei passi, cercando di prendere la tuta da punti diversi. Le boccate
sono state sempre veloci. Non si sono mai soffermati nella tenuta della
giacca. Dopo pochi minuti di quella commedia, ad Eowyn è venuta
sete e così se ne è andata, Faal invece era orami entrato
nel vivo del film, con scatti veloci cercava un punto vulnerabile. A
me veniva da ridere, più ridevo, più ero vulnerabile ai
suoi occhi. Ed ecco Arowen arrivare in mio aiuto. Dapprima si è
posta davanti a me, ostacolando il procedere di Faal, poi lo ha allontanato
definitivamente.
Ho sempre giocato con i miei ragazzi in maniera ‘manesca’
si direbbe in lingua italiana, nella loro forse in maniera ‘mordace’,
ma a parte le tute, nessuno mai si è fatto male.
Il gioco delle finte deve essere piaciuto. Ora anche con la pallina
(che per loro è un povero topino saltellante), non disdegnano
qualche balzo qua e là. Eowyn preferisce sempre, dopo averla
catturata, portasela in un posto sicuro, Arowen me la restituisce e
Faal assume un atteggiamento particolare, quasi di sfida a rubargliela.
Mai timorosi nei miei
confronti, accettano le mie mani, i miei abbracci, i miei scherzi, i
miei giochi forse un po’ stupidi, e io li adoro sempre di più
minuto dopo minuto, giorno dopo giorno che passo con loro.
Sensibili oltre la conoscenza,
in ogni circostanza, sono in grado di attendere, per valutare la differenza
del momento giusto per agire.

I
giochi in casa
Faal è lì
ad accogliermi alla porta, ogni volta che rientro, anche se sono stata
solo in giardino, è come se non mi vedesse da secoli: le sue
zampe appoggiate sulle mie spalle, il suo naso che mi perlustra il collo
e il viso, e come faccio per accarezzarlo ecco che mi mordicchia le
mani. Gli afferro le guance e gli bacio il tartufo. Lui si libera e
addenta le maniche delle mie povere felpe. Inutile resistere, è
il suo invito a giocare, e infatti la meta è l’anemone
(il suo lettino di legno imbottito di cuscini). Mi trascina fino a lì
e, nonostante io mi opponga con una certa forza, lui fa di tutto per
convincermi – usa anche sgrullarmi le braccia, neanche fossero
due straccetti. Allorché, coinvolti a pieno nella lotta che adoriamo
fare, cominciamo ad aggrovigliarci una sull’altro. Anche se può
sembrare la descrizione di un atto osceno, vi assicuro che non lo è,
è invece uno di quei giochi di lotta che si vedono fare dai Lupi
nei documentari al momento dei rinsaldi familiari. Arowen ed Eowyn dapprincipio
cercano di buttarsi nella mischia, ma è difficile trovare una
presa libera, così aspettano qualche minuto, tanto lo sanno che
non dura molto quella pantomima, e al momento della cessazione, cioè
quando riesco a cappottare Faal e ad immobilizzarlo riempiendolo di
baci (unico sistema per reindirizzare il suo interesse), ecco che tutt’e
due si accoccolano accanto a noi per prendersi una sana razione di carezze
e di grattini.
Il Saarloos ama la vicinanza
del suo branco, ama vivere tutti i legami familiari e si concede solo
quando è completamente fiducioso, altrimenti non degna che di
uno sguardo, così tanto per scoprire che intenzioni hai.
Tutta la naturalità
deve essere espressa in maniera lupina, altro non accetta, altro non
lo completa.

Tortuga
Venerdì 30 aprile 2010, entra nel
nostro branco ThikaTheila di Oroval, una femminuccia di Pastore Tedesco,
nipote di Alfa, Arek e Thika, dell’età di due mesi. I Saarloos
fanno conoscenza con un cucciolo di un’altra razza.
A parte il piccolo Faal, che a prescindere dalla statura, è ancora
una creatura, e di conseguenza il suo comportamento è chiaramente
infantile (con impronta pesante e diretta tipica del suo modo di fare
quando non diffida di ciò che gli si pone avanti), le due Fanciulle
Saarloos mettono alla prova le nostre capacità di interpretazione
del linguaggio.
Le abbiamo conosciute piccoline, creature
equilibrate, facili alle relazioni sociali; le abbiamo viste crescere
e con la crescita abbiamo saggiato il cambiamento nella tollerabilità
dei vocalizzi acuti e l’amabilità nei confronti di Faal.
La diversità dei ruoli assunti con lui al principio e poi scambiati.
Con ThikaTehila, le cose si sono svolte in principio, in maniera completamente
diversa.
Paolo rientra da Firenze, ha con sé
il carico prezioso. Inutile star lì a parlare del mio comportamento
appena ho visto la grigetta, oramai mi conoscete… ThikaTheila
mostra subito le grandi qualità del suo carattere: determinata,
tranquilla, curiosa, solare, con una spiccata predilezione per i pantaloni
della tuta che svolazzano nella camminata… siamo nel girello costruito,
all’arrivo delle Lupe (un recintino di mq. 20, leggermente appartato
dal resto del giardino), tappa fissa per tutti i nuovi arrivi. Dopo
aver fatto i propri comodi, la piccola ci invita a giocare (sembra suo
cugino Bagheera: ‘facciamo qualcosa… facciamo qualcosa…
facciamo qualcosa!’).
Nel giocare il suo odore si è miscelato al nostro.
Vista l’ora tarda (nove di sera),
senza star lì a perder troppo tempo, lascio ancora alcuni minuti
Paolo con ThikaTehila e vado in cucina a preparare la cena.
A casa vengo assalita da una parte del branco. È tutto uno sniff,
snaff, sbuff, code che si agitano felici e nasi che passano in rassegna
la mia tuta. I Saarloos mi aspettano dietro la porta della cucina. Altra
esplorazione totale!
Dopo pochi minuti, Paolo entra con la piccola in braccio, Arowen ed
Eowyn gli vanno incontro, Faal no perché ci mette ancora un po’
a digerire tutti gli odori che Paolo si porta dietro quando torna a
casa dal lavoro, però come si accorge che fra le sue ‘puzze’
strane prevale quello conosciuto su me e che, oltretutto, conduce ad
una codina che si agita felice, anche lui prende parte alla presentazione.
Paolo si siede su uno sgabello, i Lupi perlustrano la piccola.
A differenza delle Veline nel soggiorno, che pretendevano di baciarla
ovunque e insistevano con l’approntare delle immediate cure parentali,
i Saarloos, prima di dare confidenza vogliono sapere chi o cosa hanno
di fronte.
La cucciola, per nulla infastidita da
quei nasi che in un primo momento la assaporano da distanza di sicurezza
e piano, piano si avvicinano sempre di più, fino a toccarla e
a spingerla con piccole musatine (come se fosse un pupazzetto col sonaglino),
dopo un po’ si stufa ed elargisce alle nostre orecchie i suoi
primi vocalizzi, un po’ di protesta e un po’ di richiesta.
I Lupi si ritraggono.
‘Cosa mai avrà detto?’ sembra che pensino in quelle
testoline selvatiche.
Un poco si irrigidiscono. Non è un verso conosciuto. La tonalità
(rivelatrice di tante particolarità a noi sconosciute) non è
la stessa che un cucciolo della loro razza emette in circostanze analoghe,
o forse non è neanche nel loro dialetto un simile vocalizzo.
Faal rimane ad osservare. Arowen ed Eowyn si mostrano più rigide.
Un mio vocalizzo (che invece conoscono
alla perfezione) le libera dall’imbarazzo e subito vengono attorno
al mio sgabello a prostrarsi in maniera infantile. Mi annusano ancora,
si strofinano sui miei abiti, mi baciano, si prendono le mie carezze
e con più tranquillità, ma sempre leggermente guardinghe,
tornano da Paolo. Faal fa un po’ la spoletta senza dare troppo
importanza alla cosa. Lui osserva.
Ed eccoci nuovamente trasportati in un
documentario riguardante gli amati Lupi.
MammaLupa è l’unica ad occuparsi dei cuccioli fino all’età
dello svezzamento, momento in cui i piccoli usciranno dalla tana e conosceranno
il resto del branco. Durante tutto il periodo in cui li terrà
isolati, ogni qualvolta uscirà per soddisfare le sue primarie
necessità, prima di rientrare, avrà l’accortezza
di strofinarsi sui membri del branco per assorbire il loro odore e,
miscelandolo al suo, farlo conoscere ai figli. Parimenti, farà
con il branco nel momento in cui, uscendo dalla tana, porterà
l’odore dei cuccioli unito al suo.
I Saarloos hanno conosciuto l’odore
di ThikaTehila miscelato al nostro, quando Paolo è entrato, non
ha presentato un qualcosa di sconosciuto.
Sconosciuto è il linguaggio della Pastorella. È il primo
cucciolo che hanno modo di ascoltare. La teoria neotenica non è
solo un insieme di parole che filosofeggiano sulla crescita degli animali,
per cui, a quelle strane parole hanno reagito da Saarloos.
Con il passare dei giorni, la piccola
è sempre più vivace, i Lupi stanno imparando a conoscerla
e ad accettarla - con riservata condiscendenza.
Eowyn, come è stato ad ottobre per Faal, si è proposta
come LupaBalia. Arowen vigila. Faal si gode la beata mancanza di responsabilità,
propria della sua età.
Più andiamo avanti con la nostra
storia nel mondo del naturale, più ci rendiamo conto di quanto
il Lupo sia presente nelle singole razze, in maniera parziale, marginale,
complementare, quasi totale..
22 giugno
Cinquanta giorni dall’arrivo della piccola ThikaTehila.
Eowyn, come fece con Faal, l’ha adottata. Arowen la tiene a distanza.
Faal vorrebbe giocarci ma non capisce ancora bene i suoi comportamenti
pastoroidi.
In casa Eowyn cerca di limitarle i movimenti
tenendola il più possibile sul lettino, se la cucciola si divincola,
la prende dalla collottola o la ferma con una mano. I suoi modi sono
delicati ma pur sempre lupini.
(LUPINO: nel senso di pesantezza di modi
non di aggressività; ci tengo a precisarlo perché molto
spesso quando si parla di Lupi e/o simili, si pensa solo al Lupo Cattivo
di Cappuccetto Rosso oppure al flagello degli allevatori di bestiame
– bestiame che comunque finisce nella pancia di qualcuno –
oppure ad un essere assetato di sangue, non sapendo o non capendo che
invece il Lupo è un Animale sociale, altruista e particolarmente
attaccato al branco-famiglia.
Per spiegare i modi pesanti riporto un esempio di Shaun Ellis –
amante dei Lupi che vive a strettissimo contatto con un branco di questi
stupendi Animali– ‘Pur essendo delicati, i miei Lupi, quando
mi rivolgono atti di dolcezza, capita che segnino la mia pelle, non
perché loro vogliano farmi del male, ma solo per il fatto che
le loro carezze sono un po’pesanti per la delicatezza delle pelle
umana’).
Per quanto ThikaTehila accetti le confidenze
di Eowyn, dopo un po’ si stufa di quella pantomima, con un’abile
mossa si divincola e inizia delle azzardatissime corse. Le cose si fanno
un po’ pericolose. La casa non è grande, gli spazi limitano
le possibilità di espressione, gli animi si scaldano.
Con i suoi movimenti veloci, ratti, induce i Saarloos a prenderla (la
sua è una dimostrazione di felicità espressa attraverso
una folle corsa, corsa che induce i Lupetti a inseguirla per fermarla).
Un angolo dietro a un mobile o la sedia infilata sotto il tavolo sono
buoni rifugi per ripararsi e per indurre i Saarloos a desistere dalle
loro intenzioni e a lasciarla correre. I Lupetti non mostrano aggressività,
sembra più un atteggiamento educativo che una risposta alla predazione,
non è un gioco che amo fargli fare, non perché non mi
fidi dei Saarloos, ma perché il gioco può degenerare in
‘caotica confusione’ e qualcuno potrebbe farsi male sul
serio.
Con il resto pastoroiede del branco di
casa, ThikaTehila attua dei rituali che ha nel suo bagaglio genetico
e ha rinvigorito con i Saarloos, mimiche per rubare un bastoncino, una
pallina, uno straccio, e ancora i primi accenni di inseguimento e cattura…
il povero Milo (un Piccolo Levriero Italiano) è la sua preda
favorita.
In giardino Faal la guarda, azzarda delle
piccole corse e aspetta che ThikaTehila risponda. La piccola lo rincorre
ma non lo afferra, cerca invece di arrivare alle sue labbra… atto
di sottomissione puro e semplice?... richiesta di cibo ad un superiore?...
atteggiamento infantile che racchiude un po’ di tutto.
In casa invece cerca di afferrargli le zampe. Faal scaltramente evita
le boccate, ma quando non è abbastanza veloce e ThikaTehila lo
prende, lui, in risposta le afferra il muso e lo tiene con delicatezza
fermo finché la piccola non molla la presa. Mi trovo davanti
ad un atto di determinazione: ‘chi la dura la vince’…
le strette sono molli, è solo un’espressione di determinazione.
All’età di
nove mesi ThikaTehila ha acquisito molto degli atteggiamenti dei Saarloos
e le nostre Veline hanno iniziato a temerla e rispettarla più
del dovuto se pensiamo alla tenera età della cucciolona in confronto
a quella delle zie (9 anni). La pastorella infatti tiene a bada un branchetto
di sei veline, due zii di 11 anni, più vari ed eventuali facenti
parte dei numerosi branchi di casa.
Con i Saarloos invece, è una favolosa gregaria.

Alcuni
giorni fa, la nostra Arancia – oca mamma - ha terminato la cova
.
Arancia aveva posizionato il suo nido in zona limitrofa al passaggio
che unisce il giardino superiore a quello inferiore. Le nostre creature
adorano il giardino inferiore – e come disapprovarle, è
un bosco fresco e riparato, nessun estraneo può accedervi eccezion
fatta che per le volpi, i porcospini, i cinghiali e occasionali faine.
Nel momento in cui Arancia, non ha più stazionato giorno e notte
nel nido, Paolo ed io l’abbiamo rimosso liberando il corridoio
di accesso.
| Sono
cinque giorni che non si vedono più code scodinzolanti
attorno casa, sono tutti giù nel bosco a godersi un po’
di frutta e soprattutto il fresco. |
|
Eowyn e Faal,
i meno discreti, catapultandosi fuori dalla cucina si precipitano davanti
al cancello di passaggio. Nell’attesa del nostro arrivo vi stazionano
spiccando salti altissimi che li portano ad oltrepassare di gran lunga
la linea del cancello – non capisco cosa li freni dall’oltrepassarlo,
1.80 di altezza, ma ne sono contenta.
Verso l’una di oggi, nella consueta passeggiatina del cucciolo
(Faal), invece di sbrigarci a rientrare per la pappa del mezzodì,
a tutti e due (Faal e Barbara) ci prende la smania di tuffarci nel bosco
in solitaria (non capita molto spesso di riuscire ad isolarsi dal resto
del branco e di godersi alcuni attimi di un ‘core a core’…)
Passeggiare con lui al fianco e lasciarsi trasportare dall’immaginazione
è un tutt’uno.
Arrivati giù, nel punto più lontano da casa del giardino,
Faal ed io ci guardiamo e poi insieme guardiamo oltre di noi…
fuori dalla rete di cinta c’è un bosco nel quale non portiamo
quasi mai nessuno, è il bosco dove stazionano tranquille le volpi
e gli altri animaletti liberi da vincoli umani.
Il desiderio di andare là fuori però è forte e
così… tlak… apro il piccolo cancello di ferro.
Faal si trasforma.
Di solito è un buon gregario, osa ogni tanto nelle gerarchie
ma rientra subito nei ranghi di cucciolone appena oltrepassa la misura.
Nelle faccende domestiche è sempre un po’ guardingo, leggermente
schivo e diffidente, un Saarloos. Nel bosco incontaminato no.
Annusa tutto… il terreno, l’aria, il sasso, il cespuglio,
l’albero… si allontana da me ed io comincio a tremare.
Abito in un luogo dove il popolo considera gli animali solo come esseri
da utilizzare e non ama attardarsi in loro compagnia… è
un popolo che ancora è convinto che un cane con le orecchie a
punta è un lupo, che sia questo un Pastore Tedesco o un similare
a lui… ricordo che per allenarmi nelle prove di ricerca in pista
con i miei Pastori, dovevo alzarmi prima dell’alba per non incappare
nelle greggi e non subire conseguenti angherie vocali… la convinzione
è ‘dove passa il lupo, la pecora non mangia’…
figuriamoci se vedessero scorazzare felice in un prato un ‘quasi’
vero lupo… la paura che Faal si possa allontanare ed uscire dal
bosco, allo scoperto nel grande prato oltre il nostro terreno, mi attraversa
come una doccia fredda…
A
Faal non interessa la grettezza umana, da ‘essere mistico
e superiore’ quale è per trasporto genetico, ama
il bosco e la natura che nasconde… diffida dell’uomo
ma non lo conosce abbastanza. |
|
Faccio
appello a tutto quello che i miei ragazzi, nel corso degli anni, mi
hanno insegnato, per non cadere nelle trepidazioni umane, tranquillamente
mi incammino con lui per un breve tratto. Insieme respiriamo la natura.
È stupendo!
Tornati
in casa, il piccolo Faal, si è sdraiato ai miei piedi e si è
addormentato.
Il lupo
si è affacciato per alcuni istanti sul suo volto e mi ha regalato
un’emozione memorabile.

Perlustrazione
del territorio
Martedì
14 settembre 2010 – La danza propiziatoria della caccia. Sono
le dieci di mattina, scendiamo nel bosco. Essendo periodo di caccia,
dobbiamo ispezionare la parte bassa del terreno per verificare che tutto
sia in ordine. Il bosco è un buon nascondiglio per le volpi,
gli istrici e i cinghiali che si aggirano qui intorno, e proprio per
questo, non vogliano che ci sia accesso alcuno per cacciatori e scorta.
I Saarloos e l’inseparabile Ciro (il Pastore Tedesco che vive
con loro) adorano questo momento della giornata.
Fino alla seconda recinzione sono tutti e quattro liberi di correre
e di perlustrare dove vogliono, poiché è quasi impossibile,
di giorno, che possano incontrare qualche animaletto. Questa parte di
terreno è compresa nel giardino di casa, e nelle ore diurne è
di libero accesso ai nostri cani, il Selvatico lo sa e non osa mai salire
se non di notte, di giorno si gode la tranquillità della parte
sottostante.
Giunti al cancello di confine, Arowen si siede al mio fianco destro
e aspetta, Ciro cerca di mantenere il primo posto davanti all’uscita,
Eowyn e Faal, fanno i vaghi gironzolandoci intorno. Eowyn e Faal essendo
i cacciatori del clan, non possono scendere liberi, e mal digeriscono
il fatto di dover essere assicurati ai guinzagli. È vero che
per loro la caccia è naturale, ma visto che il cibo lo hanno
a casa e quella parte di bosco è stata lasciata come riparo dal
fucile dell’uomo, per il Selvatico, non è giusto che siano
proprio i nostri cani ad arrecare danni agli animali ospiti.
La voglia di scendere nel bosco è tanta, così anche i
due lupetti ribelli accondiscendono e indossano il guinzaglio. Siamo
pronti, apriamo il cancello.
Ciro corre a cercare un bel legno grosso da portare in giro, Arowen
mette subito il naso a terra, cerca qualcosa, poi annusa l’aria
e nuovamente il terreno – stesso comportamento che teneva da piccola
nella ricerca in pista. Paolo si inoltra nella stradina che porta fin
giù al confine esterno. Eowyn e Faal sono con me. Chiamo Arowen
e Ciro e anche noi scendiamo.
Ciro corre
da Paolo, Arowen si pone avanti ai due Saarloos, Eowyn prende posizione
al suo fianco sinistro, poco dietro la linea della sorella, Faal fa
la stessa cosa ma a destra, io dietro, in cordata. I guinzagli sono
tesi ma non in tiro. I tre Lupi si incamminano in linea come se fossero
una muta di Husky, ma Husky non sono e mai nessuno ha insegnato loro
a mettersi in cordata. Ancora una volta sono spettatrice di un atteggiamento
naturale e ad una riconferma delle posizioni a destra e sinistra.
Il terreno
del nostro bosco è un po’ scosceso, la pendenza favorisce
la possibilità di scavare tane e gli alberi, le cui radici sono
fortissime, non permettono alla terra di franare nel periodo delle piogge,
la passeggiata si limita a visionarne la parte esterna e il sentiero
che lo passa trasversalmente.
Arowen perlustra i piccoli accessi, creati dagli ospiti, sotto la vegetazione
di confine.
Nei punti
più ripidi, i tre Saarloos aprono la loro figura a ventaglio
proseguendo quasi in linea. Quando Arowen si ferma ad annusare le tracce,
anche Eowyn e Faal si arrestano, guardano nella direzione di Arowen,
con il muso basso, forse per inalare l’odore e poi, probabilmente
nel momento in cui hanno trovato il segnale, alzano il naso e cercano
nell’aria. Spesso la direzione che prendono subito dopo è
la via che entra nel bosco. Entrati nel bosco, Arowen rimane avanti
a me, Eowyn si pone avanti a lei sul fianco sinistro e Faal avanti a
tutti sulla destra.
Più conosco i miei
Saarloos e più credo fortemente all’importanza della condotta
a destra o a sinistra variabile dal cambiamento di ruolo assunto al
momento della particolare azione. E credo che i Saarloos, in ogni azioni
attuino un comportamento atavico.
È abilità dei Lupi attuare
la giusta condotta a seconda delle diverse situazioni.
In tutte le loro manifestazioni, non tradiscono i ruoli gerarchici.
Arowen - Alfa - nelle novità, non
è mai la prima a porsi avanti, Eowyn, anteponendosi alla sorella,
esplora, esamina, si assicura che non ci siano pericoli, e solo quando
il territorio è sicuro o il forestiero è stato analizzato,
Arowen prende il posto di comando.
Da non considerare una mancanza di coraggio il restare indietro. L’osservazione
di branchi naturali di Lupi, ci insegna che pur non trovandosi in prima
fila, Alfa non perde mai il comando, ed è infatti Alfa decidere
le mosse dei subalterni.
Nella caccia, ad esempio, il ruolo di cacciatrice è di norma
di una femmina, poiché esse sono circa il 20 – 25% più
piccole dei maschi, ma ciò non vuol dire che non possa occupare
questo posto un maschio. La cacciatrice (o cacciatore) ha un aspetto
fisico longilineo - simil levriero - agile e scattante, è capace
di correre, afferrare, atterrare la preda o di spingerla nella trappola
ove attendono i soggetti di prestanza fisica più possente, in
maniera rapida.
Questo ruolo non deve essere necessariamente di Alfa, se così
fosse, Alfa affiancherà comunque le azioni, controllando e dirigendo
anche rimanendo nelle retrovie.
Si è osservato come Alfa, individuata la giusta preda, possa
dare un segnale ai tallonatori anche con il solo movimento della coda.
La preda viene scelta in base al periodo dell’anno e alle condizioni
fisiche del designato.
Alfa, custode della Forza, non deve essere
esposta ad inutili pericoli, parimenti a quel che accadeva fra gli uomini
di valore al tempo dei Re.
Tornando a noi e ai Saarloos,
oggi non siamo in battuta di caccia, ma di controllo, il terreno è
famigliare, ed è quindi Arowen a dirigere in prima fila le azioni
di perlustrazione, solo all’interno del bosco, ove l’odore
di cacciagione è forte , lei retrocede e i cacciatori avanzano.
Il
calore
Dopo il primo
calore si sono delineati in maniera più incisiva i ruoli. Osservarle
durante il calore, porta alla realtà del momento, ad un atteggiamento/rituale
visto nei documentari. Le Saarloos infatti, si comportano come se facessero
realmente parte di un branco naturale. L’intervallo fra un ciclo
e l’altro è annuale e può durare da uno a due mesi.
Arowen nei primi due calori è stata la prima ad avere le perdite,
Eowyn ha iniziato dopo venti giorni dalla data di inizio di Arowen.
E Arowen non ha terminato il ciclo fino a che, anche la sorella, non
ha terminato il suo. Il terzo estro invece lo ha iniziato Eowyn ed è
durato quaranta giorni. Arowen ha segnalato la sua fase solo nel momento
in cui Eowyn sembrava accettare le avances di Faal. In quel preciso
istante la vulva di Arowen si è ingrossata e per Faal è
iniziato l’inferno.
Ancora piccolo, ma non abbastanza da stare tranquilli (10 mesi), ha
provato in tutti i modi di approfittare di Arowen che non lo accettava
(forse perché, appunto, troppo piccolo) e di Eowyn nei momenti
di distrazione di Arowen. Dividere i tre Saarloos è stato pressoché
impossibile. Ma in tutta sincerità, devo dire che, questa volta,
non è stato del tutto necessario: Arowen ha tenuto a bada il
giovane rampante impedendo gli accoppiamenti.
Il quarto
calore
All’avvicinarsi del quarto calore, Faal inizia il corteggiamento
di Arowen, alternando atteggiamenti di ‘mostra’ a richieste
di intesa – con passo lento e sicuro si avvicina ad Arowen, quando
la Lupa è del tutto disinteressata a ciò che sta accadendo
al di fuori della sua sfera, placida sonnecchia sul suo anemone. Faal,
assumendo una postura grande, cerca di mostrare la sua ‘magnificenza’.
Piano la sfiora. Arowen si desta e gli concede un minimo di attenzione.
Faal accede al suo anemone e la affianca. Arowen come sempre gli presta
l’attenzione di una mamma al suo cucciolo. Comincia a pulirlo
sulle zampe e sotto il costato. Faal un poco si china. Arowen lo annusa.
Ecco che sono vicini. Faal è ora nell’incavo di Arowen.
Arowen gli pulisce accuratamente le orecchie e gli occhi. Faal mette
il suo muso nella bocca di Arowen e piano la lecca all’interno
(quasi volesse chiedere cibo).
Tutto mi viene da pensare tranne che quello sia un atteggiamento che
precede un atto di richiesta d’intesa. E invece, dopo pochi minuti,
ecco il piccolo Lupo, ritto nuovamente sulle lunghe zampe, pronto a
sormontare Arowen, ancora distesa sull’anemone.
Arowen in tutta risposta, in un battibaleno, inverte le parti e ammonisce
l’acerbo conquistatore con un ringhio sordo mentre gli tiene il
muso ben serrato fra i denti.
Faal desiste e ‘la butta in caciara’. La cucina si trasforma
in un parco giochi.
Credo che dovrò stare molto attenta nel periodo del calore, credo
che questi siano rituali d’intesa.
Alcuni giorni sono passati dalle osservazioni fatte: Arowen, agli occhi
di noi comuni mortali, è rimasta uguale, ma non credo sia così
per Faal. Il piccolo monello infatti, sta cominciando a marcare tutto
il territorio ove la Lupa staziona. E se si limitasse al giardino, non
avrei nulla da eccepire, ma quando si esprime in cucina (tana incontrastata
dei Saarloos e mia), lo ‘strozzerei molto volentieri’.
Come far capire ad un Lupo che al resto del mondo non importa nulla
che la sua prescelta sta (probabilmente), andando in calore?... Come
esortarlo a mostrare la sua possanza in modo diverso da questo?... Vi
assicuro che non è una cosa facile!
Sulla questione dello sporcare in casa, ho più volte sottolineato
che è un atto puramente infantile all’inizio, e che con
la crescita, tutti tendono a trattenersi per non sporcare la tana e
ad esprimersi al di fuori di essa sia per liberarsi (effetto biologico),
sia per marcare il territorio (delimitazione dello stesso o affermazione
su altri soggetti).
Chi continua a sporcare in casa, superata l’età naturalmente
logica, può farlo: per una cattiva educazione ricevuta, per immaturità,
per insicurezza, per dominanza o semplicemente per un malessere.
La situazione in cui mi trovo con il Lupetto, è singolare. Faal
sta cercando di mettersi in mostra agli occhi di Arowen. Se dovessimo
agire in maniera naturale, dovrei chiedere a Paolo di marcare la sua
pipì, la qual cosa, soprattutto in casa, non mi sembra umanamente
tollerante e/o igienica (se lo facessi io, non starei marcando lui,
in segno di dominanza, ma starei cercando di fargli capire che io sono
una femmina migliore di quella scelta). A questo punto i miei pensieri
corrono.
Cosa associa il cane nel momento in cui viene redarguito per un’azione
sbagliata?... La negatività del rimprovero! Il rimprovero, mite
o cruente che sia, è di fatto una negatività subita in
prima persona. A nessuno piace subire delle negatività. La spiacevolezza
subita marca una negatività fisica e psicologica.
La consapevolezza della negatività, porta il soggetto a non riproporre
più l’azione indesiderata.
Ora, a parte il fatto che non amo il rimprovero in generale, ma sono
conscia del fatto che fa parte della vita, mi turba in maniera particolare,
reprimere un’espressione del tutto naturale, ritenendo le azioni
di Faal, non di dominanza ma richiesta d’intesa.
Dovrei forse
insegnargli ad usare la tastiera del cellulare per mandare alla sua
amata degli sms!
Aggiornamento
- 24 febbraio 2011
Il 5 febbraio
Arowen ha mostrato il suo calore. La Lupa ha di fatto assunto il ruolo
di leader.
Preambolo: la piccola
Tortuga, entrata nel Branco dei Saarloos ad aprile dello scorso anno,
esattamente il 22 gennaio ha avuto il suo primo calore. Come è
accaduto con Eowyn, la volta precedente, anche con Tortuga, Arowen ha
messo in atto una legge di natura, ossia, quella clausola dettata dalla
forza interiore che favorisce l’elemento Alfa negli atti chiarificanti.
Arrivato quindi il periodo ipoteticamente fertile di Tortuga, ecco che
l’attenzione del principe è stata deviata, il che non vuol
dire, però, che la Lupa permetta al piccolo Faal di osare.
Il più delle volte gli inviti al ‘gioco’ (agli occhi
di noi profani spettatori) di Arowen, non sembrano che semplici inviti
al gioco; si, forse osservando i suoi atteggiamenti con molta attenzione
si possono intercettare alcuni comportamenti chiave di Arowen nel momento
della richiesta, ma più di questo non saprei cos’altro
aggiungere.
Arowen quando desidera
avere le nostre attenzioni ci viene vicina e con delicatezza appoggia
la sua mano sinistra sulla parte di noi che le è più a
tiro: una gamba se siamo in piedi, una spalla se siamo chini, la testa
se siamo accovacciati.
Quando deve invece redarguire un suo subalterno, usa fare la stessa
cosa ma con minor delicatezza, e solo se l’atto non è sufficiente
a distogliere l’operato non gradito, allora si attiva diversamente:
in piedi per mostrare la sua grandezza, piano si avvicina, strofina
il collo sul muso dell’altro per impregnarlo del suo odore e,
subito dopo, gli avvicina il naso ad un orecchio e, in maniera delicata
ma incisiva, lo pulisce.
‘Ho letto da
qualche parte che Alfa impone i momenti dei rinsaldi familiari nei quali
non mancano mai le cure parentali, nell’ottica di ciò,
ragionando su Arowen, dopo quest’ultimo atteggiamento, ritengo
che sia un atteggiamento di dominanza dettato da un’estrema docilità,
da un estremo equilibrio, da un’estrema chiarezza di linguaggio:
la mamma impone al cucciolo le pulizie igienico-sanitarie.
Molte volte ho visto le mie Lupe attivarsi in atteggiamenti similari
nei rituali di rinsaldo gerarchico’
Nei giochi con Faal, Arowen
adesso sta mettendo in atto la sua richiesta con la mano, ma oltre ad
una risposta che oserei qualificare ‘danzante’, non permette.
Ci tengo a precisare che
continuo a far stare insieme la probabile coppia, non perché
vorrei che cucciolassero, ma semplicemente perché dividerli è
molto difficile.
‘Credo che osservare
un piccolo branco ‘nell’inizio del completamento’
sia oltremodo spettacolare, un branco di Saarloos poi, sarebbe davvero
eccezionale, ma non volendo dividere le mie creature, non posso permettere
che questo accada.’
In tutta sincerità
ho pensato di tenere diviso il piccolo Lupo dalla Lupa, e, anche se
solo per pochi minuti l’ho fatto (assistendo ad una delle scene
più strazianti di tutta la mia vita), l’idea di dover separare
un nucleo così ben amalgamato mi fa star male.
‘In merito a
questo, ho cominciato a ragionare: da quel che raccontano gli etologi,
in Natura è la coppia Alfa a riprodursi. In una famiglia formata
da specie diverse, nello specifico uomini e Cani, è la specie
più evoluta ad avere il ruolo di Alfa, indi il Cane, di fatto
non può assumere tale ruolo.
Ricordo a tal proposito l’amatissimo Mufasa che, in mia presenza
non montava… agli occhi del profano è questa una carenza
caratteriale, ma chi conosce bene le meravigliose creature di cui stiamo
parlando, sa che così non è. Non ritengo quindi segnale
di conflitto il non concedere l’accoppiamento.’
Arowen gioca con Faal
e altro non gli permette, forse perché lo ritiene ancora piccolo
o forse per… non lo so, un motivo sicuramente ci sarà e
forse, crescendo insieme a loro, lo scoprirò… nell’attesa
però, cercando di agire per il meglio, mi viene da concludere
con una semplice domanda: se lei lo tiene a bada e lui di buon grado
ci si fa tenere, perché li devo dividere?
Vivo con loro ventiquattro ore al giorno, spero di non sbagliare ad
agire in questo modo, mi piace ascoltare la Natura ed imparare da essa,
i miei Saarloos, minuto dopo minuto mi insegnano qualcosa.
In questo periodo sto
conoscendo in maniera inequivocabile, i cambiamenti nelle espressioni
relazionali, il significato di ‘aumento dell’aggressività
nel momento del calore’ e il significato ‘calmante della
carezza’.
Aggressività - Di fatto non è un aumento di ‘cattiveria’
come probabilmente molti credono, no, nella maniera più assoluta,
è solo ed esclusivamente un aumento della determinazione, se
volgiamo un aumento di incisività, di vitalità, di vigorosità.
Nei giochi che Faal, fa con me e nei suoi atti di richiesta, perde un
po’ dell’estrema delicatezza che lo distingue, sostituendola
con l’energia. Tutti i suoi movimenti mettono in luce la sua mascolinità,
la velocità con cui si muove, reagisce e affronta le cose, è
propria di una creatura piena di vigore. Ed è forse per questo
motivo che è anche estremamente bisognoso di ‘coccole’…
da non fraintendere …
Ha bisogno di carezze calmanti, quelle stesse carezze di cui Arowen
ed Eowyn lo hanno riempito quando è arrivato cucciolo di tre
mesi, carezze rilassanti, carezze colme solo di un’energia che
ti fa star bene… sarà per questo che dopo poco si addormenta
?
Tutte le qualità
naturali si amplificano, i sensi si estendono e le capacità comunicative
moltiplicano la loro potenza.
Eowyn in tutto ciò
ha assunto invece un comportamento delicatissimo. Risponde si, alle
richieste di gioco di Faal, richieste vivaci come sempre, nelle quali
però Arowen subito si intromette (Alfa, soprattutto in questo
periodo, deve avere il massimo controllo e deve essere il punto nevralgico
delle attenzioni).
La piccola Eowyn la Balia per eccellenza, è la dolcezza fatta
Saarloos.
Arowen, è la custode del sapere.
Faal, il principe dall’equilibrio estremo.
Sempre di più vedo
in loro i Lupi che li hanno generati!
Sempre di più: Meravigliosi Saarloos!
Parlando di Arowen Eowyn
e Faal, mi accorgo delle grandi emozioni che mi scatenano, per nessuna
ragione al mondo, chiunque sceglierà di accompagnarsi allo splendore
che rappresentano dovrà farlo solo perché affascinato
dall’idea del CaneLupo. La magnificenza, propria del loro essere,
può venire distrutta dalla mancanza di umiltà e rispetto
nei confronti di Animali così stupendamente selvatici.
P.S.
Sono in attesa di verificare l’estro di Eowyn!
Un Grazie dal cuore ai miei stupendi Lupi.
Aggiornamento –
1° agosto 2011
Il 5 luglio Tortuga è
entrata nuovamente in calore. Eowyn dopo due giorni.
Arowen e Faal sembra non diano importanza alla cosa.
Dopo 12 gg. i maschietti del resto del Branco, iniziano i loro cori
di corteggiamento per Tortuga, la quale, sembra non accorgersene neanche.
Eowyn, per il momento, non presta la minima attenzione, e solo verso
il 25 luglio, comincerà a mostrare un certo interessamento per
il fascinoso Jack Sparrow, un bellissimo mix-breed di Pastore tedesco-Dobermann
(supponiamo), un maschio molto simpatico ed equilibrato, al quale Eowyn
ha sempre risposto con interesse a tutti i suoi inviti al gioco…
evidentemente l’essere un tipo estroverso, colpisce la Lupa!...
Arowen, e di conseguenza Faal, cominciano a tenere ‘gli occhi
aperti’.
C’è però, qualcosa di strano.
Faal, nonostante Tortuga sia in pieno calore, non la degna di uno sguardo,
anzi, più lei viene ‘corteggiata verbalmente’ dagli
altri, più lui si tiene vicino ad Arowen.
Una sera, comincio a fantasticare e a spaziare, probabilmente in maniera
eccessiva, ed espongo la mia teoria a Paolo.
- Faal, nel calore precedente ha chiaramente mostrato la sua mascolinità.
Questa volta, Tortuga non esiste e non esiste neanche Eowyn. Che sia
totalmente inibito da Arowen?... oppure, permettimi il ragionamento
oltre i limiti della nostra conoscenza, lui presterà attenzioni
solo ad Alfa?...
Nel libro di Shaun Ellis, ho letto del suo stupore nelle fasi di accoppiamento
della femmina del branco, toccando con mano, la veridicità sulle
nuove tendenze di sapere, che non sono più così selettive
sulla paternità del compagno di Alfa. Ho letto anche sul libro
della dott.ssa Gallicchio, che anche se la femmina dominante viene montata
da un maschio che non si ritiene sia il suo compagno, di fatto i cuccioli
che nasceranno sono effettivamente figli del leader (il DNA lo dimostra).
All’inizio dello studio sui Lupi allo stato selvatico, si è
sempre parlato della fedeltà della coppia Alfa.
È possibile che i Lupi di Shaun Ellis e i Lupi annotati sul testo
della dottoressa, non siano Lupi che vivono allo stato brado, per cui,
il senso di fedeltà, inteso anche come coscienza di essere i
Lupi più forti (saggi, sani, equilibrati, ecc.) è andato
lievemente scemando. Oppure, la mortalità data dalla mano dell’uomo,
ha talmente ridotto il numero della specie, che l’evoluzione ha
dato una nuova legge da seguire per avere una maggiore possibilità
di sopravvivenza.
Si, può essere, ma tornando a noi e ragionando intorno ai miei
Saarloos, posso solo dire che: non sono Lupi completi, ma ibridi, e
non credo che il solo cercare di farli vivere nella maniera più
naturale possibile, abbia inciso su una cosa così importante.
Mi terrò la curiosità ancora per un po’ di tempo.
Il 26 luglio, Arowen entra
in calore e Faal si desta, comincia a giocare con Eowyn e per il momento
si limita a giocare e basta.
Il 29 luglio, diventa più insistente, Eowyn dapprima sembra gradire
la cosa, ma poi rifiuta la richiesta. Arowen è lì, ferma
accanto a loro e poco distante. In alcuni momenti si limita a guardarli,
in altri, si alza e si avvicina, pone il muso sul garrese di Eowyn e,
ipnotizzando Faal, gli lancia un ringhio sordo. Faal comincia a dimenarsi
come un cucciolo, allorché, Arowen, bacia la sorella che tutta
soddisfatta viene verso di me, e si infila sotto le mie gambe.
Adoro questa espressività, primo perché adoro il fatto
che mi rendano partecipe di tutte le fasi della loro vita e secondo
perché queste scene mi riconducono ai filmati di Jim e Jamie
Dutcher riguardanti i due fratelli in atteggiamenti intimamente protettivi.
In tutte le loro manifestazioni,
non c’è mai una nota di squilibrio. Splendidamente lucidi,
emotivi, sensibili, uniti, mostrano ciò che di più bello
c’è nel mondo del naturale.
Riflessione
Giorno dopo giorno, sempre di più mi rendo conto di quanto siano
fantastici. Non so dire se sono loro ‘Arowen Eowyn e Faal’
ad essere così, o se sono la rappresentativa esatta di quel che
la selezione della razza porta. Sono meravigliosi Animali da compagnia,
per me che non vivo in città, amo la Natura, mi piace la riservatezza,
adoro fare lunghe camminate nei boschi e non sono psicotica nei confronti
del guinzaglio (non sono assolutamente dell’idea che il guinzaglio
sia un freno inibitorio alla libertà, tutti e tre i miei Lupi,
amano il guinzaglio e amano camminare al mio fianco, amano correre si,
ma sempre dove possono vedermi; nelle avanscoperte si limitano a starmi
poco lontano e cercano in tutti i modi di rendermi partecipe della cosa;
non amano il caos e le persone, non sono socialmente disponibili verso
l’estraneo, se possono lo evitano oppure lo ignorano – SPLENDIDAMENTE
SAARLOOS)
Il
Lupo Maestro
Leggendo i racconti degli Indiani d’America
e guardando i documentari sui Lupi, sto cercando di capire le sfumature,
nelle parole e nelle immagini di chi ha avuto la fortuna di condividere
parte della sua vita con questi stupendi Animali.
Tutti coloro che l’hanno potuti osservare da distanze ravvicinate
e con Loro hanno avuto in qualche modo una o più occasioni per
relazionarsi, sono entrati in contatto con quella suggestiva espressione
rilasciata genuinamente agli occhi di chi sa osservare.
All’inizio della mia ricerca per approfondire la conoscenza sul
Lupo e sul suo mondo, ho raccolto dati scientifici, appunti di osservazione
in cattività e in riserve naturali, favole e leggende, perché
sono convinta che in ogni storia narrata, in ogni nota trascritta, in
ogni fotogramma documentato, è racchiuso un qualcosa di unico
e di vero.
Fra le leggende è ricorrente citare il Lupo con l’appellativo
di Maestro, custode del sapere, messia degli antenati. Nei filmati è
solito riportare immagini che li ritrae in atteggiamenti di sudditanza,
in fasi collaborative di caccia, in occasionali chiarimenti privi di
sanguinose lotte, in avvertimenti simbolici a forestieri.
Soffermandomi con il pensiero sulle tracce, piano mi sto avvicinando
a comprendere il significato del Lupo Maestro.
Stupidamente ho cercato la leggenda che presenti il Lupo Maestro, come
se fosse una storiella fra tante, da cui trarne una morale. Forse da
qualche parte, in qualche scrigno o su qualche pergamena è possibile
che sia riportata una novella che parli di un fantastico Animale, ma
pensando e ripensando, osservando e ragionando, sto cominciando a credere
che forse non esiste una storia di narrativa, ma la rappresentazione
di ciò che è nella realtà: una leggenda affascinante
che si può vivere guardando questo ‘re’ con gli occhi
dell?Anima.
Tutti coloro che sono rimasti affascinati dal Lupo, sono stati rapiti
dalla sua completezza.
In Lui è presente il vero significato di fratellanza, di saggezza,
di forza interiore.
Il significato di famiglia assume l’autentica sensibilità
necessaria alla crescita dei piccoli, mai un padre o una madre hanno
anteposto al bene dei figli una qualsivoglia altra priorità.
E i figli una volta divenuti grandi, mai hanno mancato di contribuire
alla protezione del Branco. Le conoscenze vengono tramandate e così
pure la saggezza di una coscienza forte di una forza che l’uomo,
spesso, si compiace di stravolgere, perché egli non la conosce,
e come per tutte le cose che non conosce ne ha paura… una forza
da distruggere, perché confusa con una forza equivalente al potere,
alla potenza infernale che invade gli animi umani corrotti dalla bramosia
dell’essere più forte… quante volte abbiamo sentito
dire che la legge della natura è la legge del più forte
perché solo il più forte ha speranza di sopravvivere,
non pensando che il più forte non è il più potente,
ma il più sano. Nell’Essere sano esiste l’Equilibrio.
Faccio sempre raffronti fra ciò che studio
sui libri e sui video, con gli Animali che mi vivono accanto. Da quando
poi, i Saarloos, sono entrati nella mia vita, giorno dopo giorno, riesco
a vedere in loro quell’equilibrio studiato e osservato e solo
ora, poco per volta, capito. Non so se è la fantasia che mi fa
correre o l’amore che nutro verso gli Animali, non so se è
suggestione o realtà, ma in ogni loro comportamento riesco a
trovare le risposte ai tanti perché che da anni ci vengono formulati
o che noi stessi ci chiediamo.
Oggi 4 marzo, ad esempio, ho probabilmente scoperto un’altra goccia
di acqua calda: ‘i tre Lupi sono entrati in soggiorno, dove le
Veline stavano facendo un baccano infernale. Le Veline hanno il potere
di far alterare anche loro… si allarmano, spesso e volentieri,
senza un motivo sufficientemente valido, oppure sfidano i Saarloos,
se adeguatamente riparate. Le loro imprese sono, il più delle
volte, condite da urletti acuti, sintomo forse, di un equilibrio poco
stabile. Le Veline sono, in pratica, sei piccole carognette, simpatiche
se prese una per una, pestifere quando stanno insieme!
Oggi Eowyn ha chiarito un po’ la situazione.
Ho più volte fatto accenno al comportamento di Eowyn sulla protezione
di Arowen: sono entrati in tre, Eowyn si è subito anteposta ad
Arowen e a Faal, le Veline si sono ammutolite di colpo e posizionate
sui loro lettini come se fossero statue di cera; Arowen immobile al
centro della stanza, Eowyn (poco avanti a lei alla sua destra) ha piantato
il naso nell’orecchio di Melody , la quale, muta come un pesce,
si è fatta pulire senza batter ciglio, accettando di buon grado
il chiarimento. Nel frattempo le altre non si sono mosse di una virgola,
lasciando così che Arowen e Faal potessero passare senza problemi.
Bene dopo tutto questo preambolo, cosa ho voluto
dire?
Molte persone vengono
alla scuola perché non possono sciogliere il loro cane oppure
perché ha problemi ad andare al guinzaglio o, ancora, perchè
non riescono a gestire una normale spazzolatura o un atto di pulizia,
e, come sempre, vogliono da noi, la parola magica, il comportamento
'x', per far si che i problemi si possano risolvere con la bacchetta
della Fata Turchina, non pensando che a monte, il problema è
di rapporto sbagliato, o conflittuale se preferite.
Oggi ho visto con i miei occhi il vero significato di un atto di chiarimento
gerarchico che tante volte ho giustificato in maniera giusta si, ma
superficiale, ed è questo: ‘perché molti cani non
si fanno pulire le orecchie dai compagni umani?... perché è
l’elemento superiore che decide il momento delle cure parentali.
Non è di fatto Eowyn (Beta) a coinvolgere Arowen (Alfa) ma il
contrario, non è Arowen a chiarire con il gruppo confinante ma
Eowyn in qualità di Beta protettrice di Alfa e del cucciolo.
Le Saarloos, adorano farsi spazzolare e visionare, amano farsi pulire,
coccolare e si rilassano a tal punto, sotto le tenere carezze, da addormentarsi.

Marzo
2011 ancora una nota per ‘Eowyn’
Eowyn da qualche tempo
non sta bene con lo stomaco. Spesso rigurgita il pasto, oppure rifiuta
di mangiare. La nostra veterinaria, solerte come sempre, ogni volta
viene a casa a visitarla. Alle ultime due visite, abbiamo aggiunto il
prelievo del sangue. Eowyn, è contenta quando la sua dottoressa
viene a trovarla… forse perché dopo la visita le dà
sempre dei biscottini e le fa molti complimenti?!?...
Il risultato delle analisi è normale tranne che per una leggera
alterazione di un valore del fegato. La cura della Dot, sta facendo
effetto, ma siccome io sono paranoica, ho insistito per un’ecografia.
Unico problema è ‘devo portarla a Roma!’ …
non amo l’idea di andare nel caos di Roma con una Saarloos, ma
visto che non posso fare altrimenti… Eowyn conoscerà la
città.
Eowyn ha cinque anni e non è mai stata in un posto diverso dalla
campagna. So che è molto equilibrata, ma fra l’equilibrio
dell’essere e lo squilibrio del traffico, c’è un
oceano di mezzo!
Alla clinica ‘Zoospedale Flaminio’, come è stato
un anno fa per Arowen, hanno accolto la Lupa con estrema professionalità.
Eowyn è entrata in sala d’aspetto, al fianco di Paolo,
non curandosi minimamente del cagnino che, come l’ha vista, ha
cominciato ad abbaiare paurosamente.
Pavimentazione diversa, oggetti strani, persone sconosciute, e perfino
la tosatrice, non sono state un problema… il suo equilibro e la
fiducia in Paolo, hanno permesso alla nostra Lupa, di mostrare lo splendore
che è!
Come sempre grazie allo ‘Zoospedale Flaminio di Roma’ per
l’assistenza riservataci.
Nel frattempo a casa, Arowen e Faal, sono
rimasti tranquilli o comunque non hanno mostrato segni di particolare
stress. Con loro due la piccola Tortuga, giullare di corte, ha forse
distolto l’attenzione dalla novità!
Al rientro di Eowyn, la Lupa è stata visionata, annusata e pulita
da Arowen e, ossequiata da Faal e Tortuga…
Il risultato dell’eco è negativo
su tutti i fronti, Eowyn potrebbe avere solo un problema alimentare
o meccanico, dovuto a qualcosa che le ha fatto male. Fra un mese il
nuovo controllo del sangue.
Dopo dieci giorni dalla
visita a Roma, ecco una mia carissima amica venirmi a trovare a casa
con la sua splendida figlia e il suo (affascinante) compagno. I Lupi
sono in giardino: Faal abbaia (atteggiamento infantile) e mostra un
po’ di agitazione, Eowyn si para di fronte al gruppo, subito davanti
ad Arowen, Arowen osserva.
Faccio accomodare i miei amici in un giardino attiguo, in modo che i
Lupi possano controllare, conoscere e rendersi conto che la situazione
è tranquilla.
Faal non gradisce il fatto che io stia al di là della staccionata,
per la prima volta da che è qui, vive una situazione nuova senza
di me al suo fianco. Arowen, dopo il primo attimo di evidente contrarietà,
si tiene un po’ alla larga, Eowyn si sdraia davanti al cancello
di entrata del nostro giardino, in prossimità di Paolo e, per
la prima volta, nel momento in cui devo riportarli in casa, non si stacca
da Paolo. È infatti lui che la riaccompagna.
Paolo ha acquistato punti per Eowyn dalla visita a Roma!
Nei tre Saarloos, più
che in ogni altra creatura che ho avuto la fortuna di avere accanto,
noto la capacità di afferrare, in ogni singola situazione, una
- seppur minima - sfumatura e integrarla nel bagaglio della propria
esperienza, permettendo una crescita in continua evoluzione.

Riflessione
Alfa è
alla guida del Branco. Elargisce il pasto. Distende gli animi
con i giochi. Interagisce con Omega rilevando l’importanza
che gli riserva. Attorno a lui si ordinano i giacigli. Legato
ai suoi Lupi per la vita, non se ne separa mai.
Nell’intimità
della tana i ruoli gerarchici si mantengono e rinforzano.
I tre Saarloos, si dispongono in formazione accanto a me, anche
quando dormiamo: Arowen si sdraia al mio fianco, Faal in mezzo
alle gambe, Eowyn sui piedi.
Paperina, la femmina di Pastore Tedesco della quale ho fatto cenno
all’inizio del racconto, occupa il posto d’onore su
un cuscino messo ad angolo; ormai quasi quindicenne, è
la nostra creatura più anziana. Durante il giorno, nei
momenti di relax, sia Arowen che Eowyn che Faal, vorrebbero stendersi
al suo fianco. Ma Paperina, accanto a se accetta solo Arowen.
Faal allora le si accuccia vicino alle anche che usa come cuscino
ed Eowyn si raggomitola dietro a Faal, insieme alla piccola Tortuga
(quando c’è!)
Crescendo l’intimità
nel sonno, manifestano anche a noi mortali, quel legame particolare
che li unisce al branco per la vita. Il voler condividere ogni
attimo del loro tempo con il branco, mostra il bisogno che hanno
di appartenersi per completarsi. La richiesta molto educata che
fanno per avere un solo boccone del tuo cibo è un chiaro
segnale di sudditanza e di attaccamento.
Sensibili come
solo chi è capace di viere le proprie emozioni nella completezza
del sentimento puro, sono in grado di mostrarti il cammino per
diventare uno di loro.
La libera espressione di quel che celano dentro è la chiave
che un giorno ti porgeranno.
Non cercare mai di condurli alla civiltà, al contrario,
fai di tutto per allontanartene ogni qualvolta li hai al fianco.
|

Il
ritorno del Lupo Nero - Druid Pack di Yellowstone
In questo
meraviglioso video ho potuto verificare ulteriormente le tante similitudini
che esistono fra il Lupo e il Saarloos. La magia che ogni giorno Arowen
Eowyn e Faal mi regalano, l'ho rivista in questo filmato spettacolare.
Gli atteggiamenti di Casanova e di suo fratello non sono dissimili da
quelli di Arowen ed Eowyn. Purtroppo nel link qui sotto riportato, trovato
su youtube, non vi è che una piccolissima parte del video, spero
che Nat Geo Wild lo trasmetta nuovamente e vi consiglio di vederlo,
soprattutto a voi amanti del Cane Lupo di Saarloos.
Presto scriverò
un articolo dettagliato in merito. Nel frattempo, ringrazio Titti per
avercelo segnalato, e ancora una volta Alexandra per avermi dato la
possibilità di vivere con tre meravigliosi Saarloos.
http://www.youtube.com/watch?v=1CjW_T3h35A

Aggiornamento
del 19 maggio 2011
Ancora un fantastico documentario
sulla vita dei Lupi, e ancora una volta, vedo nel linguaggio di queste
creature, tante e tante analogie con i miei Saarloos. A cominciare dalle
feste entusiastiche della figlia del Capo-Branco che raccoglie l’invito
di Casanova a fare conoscenza, al rimprovero di papà che mostra
invece il suo disappunto., e ancora dall’atteggiamento di risposta
di Casanova al Capo, dapprima di fuga, poi di attacco e senza colpo
ferire di sottomissione, alla contrarietà verso tutte e tre le
manifestazioni da parte di Alfa e dal suo essere ‘infastidito’
per un corteggiamento non permesso, per continuare osservando le carezze
e i baci e le toccate dei due amanti segreti. Per non parlare del grande
senso del Branco e dei forti legami intimi, degli atteggiamenti di dominanza
nei rinsaldi familiari e delle danze di due femmine in onore di Casanova.
Similitudini fra i veri atti di predazione e cattura, e i nostri ‘stupidi’giochi
in giardino – le pizzicate dei tallonatori e degli affiancatori,
paragonate alle toccate di Faal ed Eowyn – così come l’arrivo
di Lupo Nero a sferrare il colpo decisivo sulla preda, in contrapposizione
all’arrivo di Arowen per porre fine al gioco quando i ‘due
lupetti’ esagerano.
E per finire, dai movimenti delle labbra - durante i meravigliosi canti
- per modulare la canzone che sembra unirli in un’unica anima.
E parlando di canti, come non ricordare la risposta al richiamo del
mattino del piccolo Faal…
E… tanto, tanto
altro ancora!
Venti anni che vivo e lavoro con i Cani, venti anni che studio e beneficio
delle loro azioni, della loro compagnia e del loro inestimabile affetto.
Anni di osservazione e amore che non sarebbero mai stati completi senza
la presenza di Arowen Eowyn e Faal a casa con me.
Se dovessi lasciare a
briglie sciolte i pensieri e le parole che affollano la mia mente, non
basterebbe la capienza del sito a contenerle, e sicuramente porterei
l’argomento a sconfinare in temi fantastici, per non dire fantasiosi
al limite della realtà… così, con l’aiuto
di Paolo, ho raccolto parte del materiale che ho a disposizione per
rendere tutti partecipi della magia di cui sono spettatrice ogni giorno.
A tal proposito ringrazio Nat Geo Wild, National Geographic Nature,
Animal Planet, The Yellowstone Park e Doug Smith, Jim e Jamie Dutcher
per il grande lavoro svolto al fine di fornirci informazioni e immagini
meravigliose sulla vita dei Lupi, sfatando vecchie leggende alle quali
non ho mai creduto. Ci tengo a ricordare a tutti coloro, amanti dell’argomento,
che i loro video, sono tutti in vendita e sono assolutamente spettacolari.
La musica di sottofondo del nostro piccolo puzzle, è di Robbie
Nagy, un caro amico che trasforma i suoi sentimenti in melodici accordi.Il
filmato è stato presentato al "Corso di aggiornamento per
la formazione del personale del Corpo Forestale dello Stato" il
23 maggio 2011.
| Clicca sulla gif accanto
per visualizzare il filmato |
 |
Nella speranza
che il Cane Lupo di Saarloos possa continuare ad essere il meraviglioso
Animale che è, ringrazio ancora Alexandra per allevare con dedita
coscienza e amore per la razza, e ancora una volta esorto tutti a non
accogliere nella propria casa un Animale se non si è a conoscenza
del profondo significato della parola ‘responsabilità’
e non si è convinti del grande ‘impegno’ a cui ci
si appresta a fare giuramento.
| Clicca sulla gif accanto
per visualizzare l'Album |
|

A
scuola dai Saarloos
Personalmente
non ho mai creduto alla teoria dei Buonisti che predica intorno alla
considerazione dell'atto positivo e non dell'atto negativo. Voglio lasciare
a chi mi legge la scelta sul prendere in considerazione simili affermazioni
o mandare definitivamente a quel paese i moderni cinofili: " Eowyn
stava rumorosamente inveendo contro le Veline (le sei Pastorelle figlie
di Timon e Scrooge) - la porta della cucina le divide. Come ho già
accennato nel corso del diario, le Veline emettono versi e manifestano
comportamenti che agli occhi delle Saarloos non sono del tutto equilibrati,
e io credo che le Lupe abbiano ragione. Con questo non voglio assolutamente
dire che sono poco equilibrate ma, in alcuni casi, altamente neoteniche!
Dopo aver
ripetutamente esortato ( io) Eowyn a smettere, nel momento in cui mi
sono alzata per chiarire in maniera più incisiva, Arowen ha preso
in mano la situazione ruggendo alla sorella e ponendoglisi in dominanza
visiva. La Lupetta si è fatta piccola piccola accettando il rimprovero.
Ma la cosa entusiasmante è stata la conferma all'azione di Eowyn
da parte di Arowen: Arowen dopo che la sorella ha accettato l'esortazione
a finire quella sciocca azione, l'ha baciata. Arowen di fatto ha: rimproverato
l'azione sbagliata e premiato l'azione assunta dopo la correzione.
A distanza
di due settimane circa, mi sono ritrovata ad assistere ad una scena
analoga: Faal, non ama troppo il vecchio Siberian sottratto ai maltrattamenti
un anno fa. Il poverino è una creatura mite, forse un po' abbaione,
ma sicuramente docile e remissivo, fatto sta che ieri sera gli ha abbaiato
in maniera molto aggressiva e io mi sono arrabbiata. Con Faal, per farsi
ascoltare in simili situazioni, devi solo mostrare più determinazione
di lui. E' quello che ho fatto! Risultato il Lupetto, battibeccando
un po', ha desistito e taciuto. In quel preciso istante Arowen l'ha
baciato ed io l'ho imitata. Faal ha subito assunto un comportamento
fanciullesco, sinuoso e festante, e come se non bastasse, passando vicino
a Charlie ha abbassato le orecchie e ha tirato dritto.
Sono sempre
più affascinata dai miei meravigliosi Lupi.

Buon
Compleanno Saarloos
|
|
Mail
ad Alexandra Windl - Buon Compleanno -
Ciao Alex, come stai?
Da pochi giorni è passato
il compleanno di Arowen Eowyn e Faal. Le ragazze hanno compiuto
cinque anni e il ragazzo due. Fra loro esiste una magica armonia,
un’armonia che sono riusciti a trasmettere anche alla
pastorella che gli abbiamo affiancato (una femmina di Pastore
Tedesco, nipote dei nostri primi Cani – Arek e Alfa von
Grauen Stern). È bellissimo osservarli e partecipare
alle loro attività.
In tanti anni
di lavoro e di studio, mai eravamo riusciti a capire fino in
fondo il linguaggio naturale del Cane e di suo papà Lupo.
Per noi si è aperta quella porta che ci permette di assaporare
alcuni atteggiamenti chiave del loro modo di vivere, di capire
le loro domande e, non da ultimo, abbiamo potuto imparare i
tempi educativi. Arowen è la maestra in assoluto, mentre
Eowyn e Faal sono gli scolari perfetti che fanno le domande
alle quali lei sa rispondere in maniera entusiasmante. non mi
vergogno a confessare che, nell’ammirarli, mi emoziono
tanto da rimanere senza respiro… Arowen è fantastica
quando impartisce le sue lezioni, a cominciare da quando educa
... rimprovera senza toccare il rimproverato, ammonendolo solo
con lo sguardo, con la voce o con un atteggiamento determinato,
e poi, subito dopo lo bacia, come per dirgli ‘bravo’,
oppure quando partecipa ai giochi (osservare in un primo momento,
la riservatezza degli altri e poi, il coinvolgimento completo);
è bellissimo ragionare intorno alla differenza di imponimento
che devono impegnare i tre, diverso per grado gerarchico, di
intensità e di durata; così come è stupendo
accogliere Eowyn sotto le gambe quando Aro e Faal la mettono
in mezzo, e osservare come lei, prende fiducia nella mia protezione
e si struscia come fanno i gatti; e che dire di Faal che mi
prende per la maglia o per i pantaloncini e mi porta sul suo
letto per essere asservito di cure parentali, e a proposito
delle cure parentali, magnifico aver scoperto chi le impartisce
e perchè… e tante tante altre cose ancora, come
(tutti e tre) desiderino starmi sempre accanto, vigili e partecipi,
... felici di indossare il guinzaglio per una passeggiatina
oppure di salire in macchina, anche solo per fare un piccolo
giro, oppure stare semplicemente in giardino o in casa, basta
che stiano con me ... mi fanno sentire molto importante! ...
è difficile spiegare queste cose per me, ma sicuramente,
per te non è una novità... il mio più grande
rammarico è quello di non essere riuscita ancor ad andare
in montagna con loro, vorrei tanto portarli sulla neve... spero
di riuscire presto :)
I tre Saarloos ci hanno aiutato tantissimo
nella scuola, molte persone che arrivano da noi un po’
titubanti perché, non usando, noi, i metodi di lavoro
classici o fra i più quotati – clicker, t-touch,
ecc. – non credono che si possano risolvere dei problemi
di comportamento, rapportandosi con l’Amico-Cane in maniera
naturale. È molto gratificante vedere le facce degli
scettici, doversi ricredersi e rimangiarsi tutte le stupide
cose che pensavano J ... e che soddisfazione preparare il video
sulle similitudini fra Lupi e Cani, usando i nostri video, le
nostre ricerche, i nostri fantastici Saarloos... il piccolo
documentario è stato presentato da Paolo ad un corso
di aggiornamento del NIRDA Nucleo Investigativo Reati In Danno
degli Animali e fa parte del Corpo Forestale dello Stato Italiano...
il video è stato applauduto da 90 forestali... WONDERFULL!!!!!
Paolo il 3 luglio
è andato a prendere un maschio di Cane Lupo Cecoslovacco
di sei anni, con una brutta storia alle spalle e con un futuro
ancor più brutto davanti a sé; un soggetto determinante,
possessivo, che risolve i suoi problemi in maniera non troppo
delicata… non ti voglio raccontare la sua vita, tanto
credo che di storie tristi ne conosci a sufficienza, perciò
te la faccio breve: Christal, è ora l’ombra di
Paolo, lo segue al campo-scuola, sta diventando un bravissimo
cane-guida, e di tutto quello che ha passato, per come si comporta
con noi, sembra che già sia in parte dimenticato. Con
questo non voglio dire assolutamente che ci riteniamo dei ‘super
‘, no nella maniera più assoluta, abbiamo solo
imparato a capire come osservare e chiedere, osservando e chiedendo
ai mitici tre Saarloos.
| Clicca sulla
gif accanto per visualizzare il filmato di Christal |
 |
Cinque anni fa , la nostra filosofia
ha subito quel cambiamento che cercavamo da molto tempo. Da
quella tua mitica frase: 'Per farsì che un Saarloos ti
ascolti, deve avere una giusta motivazione, altrimenti non ti
considererà'.
Mi piacerebbe venire a trovarti, e forse
fra un paio d’anni ci riuscirò, sono certa che
potrei impazzire guardandoti mentre sei con il Branco, e certamente
rimarrei incantata , ascoltandoti mentre mi parli delle tante
cose che ancora non so. (Senza volere, però, invadere
la tua privacy!)
Beh, che dire ancora?! … niente,
solo ancora una volta grazie, i ragazzi sono meravigliosi, grazie
per allevare con la dedizione che solo 'Amore e Passione' sanno
dare… uno splendido compleanno per Arowen Eowyn e Faal
Ciao Barbara
p.s. foto e video dei cuccioli del tuo
sito sono bellissimissimi!!!!
|

Christal
* nostro cugino Cecoslovacco
- Ciao Paolo, come è
andata al campo oggi? - Mi dice Barbara quando rientro a casa.
- Ciao, tutto bene. - Le rispondo.
- Ti va un caffè? -
- Sicuro! Mi cambio e vengo in cucina. -
Passo in veranda, mi infilo i pantaloncini e
la maglietta, incalzo gli zoccoli e, finalmente la mia pelle respira.
Di anno in anno sopporto sempre meno l’estate: l’afa, il
sudore, i vestiti che s’appiccicano addosso; l’unica cosa
che acquieta la mia temperatura corporea, è l’ipotesi,
o illusione se preferite, di poter entrare in una pozza d’acqua
e rimanerci dentro finché non arriva l’inverno, oppure,
meglio ancora, entrare in un frigorifero, e stare lì, seduto
fra i ghiaccioli del freezer, finché il fon che alita vorticosamente
là fuori, non si fonde e muore.
Per non parlare poi delle complicazioni che l’estate si porta
dietro: l’erba che inspiegabilmente continua a crescere in assenza
di acqua e spiga a due centimetri da terra, le zanzare, le mosche e
tutti parassiti che Madre Natura ha avuto la compiacenza di mettere
al mondo. E che dire del pericolo degli incendi. Gli indigeni del posto
dove abitiamo danno fuoco a tutto e nessuno dice niente. Barbara ed
io, in questo periodo, viviamo nell’incubo delle fiamme e…
meglio parlar d’altro, anzi, andiamo in cucina, un caffè
c’aspetta.
Non faccio in tempo ad aprire la porta che Tortuga mi si lancia fra
le braccia e Barbara, come tutte le volte che assiste alla scena, intona
per la mia pastorella ‘O sole mio’ … placata la fidanzata
(Tortuga) bacio mia moglie e sbircio sul computer acceso mentre lei
si appresta a preparare il caffè.
- Cosa guardavi? – Le chiedo.
- Manda indietro di una pagina e dimmi cosa pensi. – Mi risponde.
Clicco sulla freccia indietro e, due occhi di
lupo mi ipnotizzano. Nella mia mente si fa ‘il vuoto’. Non
riesco a pensare, sono completamente rapito da quello sguardo.
- Paolo? -
A destarmi è la voce di Barbara.
Vorrei dirle subito ‘ma cosa ci vai a fare su internet?’
però gli occhi del Lupo sono nelle mie parole tanto che anche
lei ne rimane sorpresa.
- Non volevo fartela vedere, però quel
Lupo ha qualcosa di particolare… non ti sto dicendo di portarlo
a casa, lo so che siamo tanti e siamo alla stremo delle forze, ma, dico
io, non possiamo fare qualcosa? –
Le parole di Barbara rimbombano
nella mia testa ‘non si può fare qualcosa’. Vorrei
fare qualcosa, anzi, ne vorrei fare tante, e sono le solite cose che
offuscano i miei pensieri, intorno alle ingiustizie o sulle incongruenze
delle persone che abbandonano i Cani senza provare vergogna e rimorso.
‘Non si può fare qualcosa’. E mentre penso e ripenso,
mi torna in mente una lezione che proprio questo pomeriggio ho tenuto
al campo con Titti e i suoi due Cecoslovacchi: Elvyys e Akylah.
Le lezioni con Titti hanno sempre qualcosa di interessante: le domande
che mi pone, le risposte che prova a darsi cercando di ragionare come
un vero Cane Lupo Cecoslovacco, i progressi che fa… oggi fra le
altre cose, abbiamo parlato della piaga dilagante dell’abbandono
di questi ibridi di Lupo, non che fra le altre razze non esista il problema,
ma essendo i Cecoslovacchi, quelli di cui stavamo parlando, mi racconta
di un fratello del suo Elviss, Christal… e adesso, eccolo lì
davanti a me, con lo sguardo ipnotizzante del selvatico, smarrito nel
nulla.
- Ma lo sai che proprio oggi, Titti mi ha parlato
di questo Cane. –
E Barbara da brava filosofa-mistica
che non crede al caso, mi ha risposto: ‘vogliamo informarci?’
Serio e impenetrabile,
con lo sguardo glaciale, smarrito nel nulla,
lasciandomi senza fiato
è entrato nel mio cuore e mi ha scaldato l’anima
Paolo


L'importanza
della tana
...Coccola
dopo coccola, credo che Zafir stia cominciando ad accusare la
stanchezza, mostriamogli il suo lettino.
Il cucciolo non conosce altro modo di dormire se non quello in
compagnia dei suoi fratellini e della mamma, è una vera
crudeltà emarginarlo dalla nostra tana. Se non siamo d’accordo
sul fatto che possa dormire sul letto con noi, poniamo almeno
il suo in zona limitrofa. In tal modo potrà sentire la
nostra presenza in ogni momento.
Personalmente adoro il cucciolo che mi si accoccola nell’incavo
del grembo, è una richiesta, una ricerca di un posto nel
branco.
Ci concediamo una mezz’oretta di riposo, d’altronde
ci siamo presi le due settimane di ferie che ci spettavano, per
stare solo con il nostro cucciolo, quindi, non avendo altri impegni
se non quelli con lui, mi sembra più che giusto assaporarne
ogni istante.
Angelina si
addormenta sotto le carezze della mia mano.
Ho provato a lasciarla nel lettino di fianco al mio letto, lei
non ha fatto un fiato, si è acciambellato sul cuscino e,
alzando il capo, mi ha guardata con i suoi grandi occhi color
nocciola… per un attimo ho resistito ma poi, vedendo quel
batuffolino rannicchiato su se stesso, non ce l’ho fatta
e, mentre stava per appisolarsi, l’ho adagiata accanto a
me.
Prendere una decisione simile comporta il fatto che per nessuna
ragione al mondo cambierò mai le cose. La coerenza prima
di tutto. ‘Ognuno al suo posto’ dice il saggio. Ma
chi può negare che il posto di Angelina non sia accanto
a me? Credo che l’unione del branco dipenda anche da queste
cose.
C’è
chi sostiene che un simile atteggiamento sia sbagliato dal punto
di vista gerarchico, per non parlare di quello igienico.
Non sono d’accordo. Il tasto igiene neanche lo tocco, poiché
credo che gli Animali siano molto più puliti di noi; su
quello gerarchico, la prima cosa che mi viene in mente è:
chi sostiene che dividere il proprio giaciglio con Fratello Cane
sia un atto destabilizzante, non ha capito nulla di Animali. Sono
altre le cose gravi e dipendono tutte dall’instabilità
caratteriale della persona, non dall’addormentarsi in un
abbraccio.
Il cucciolo di oggi, l’adulto di domani, psicologicamente
non arriverà mai a completare il suo sviluppo (Teoria Neotenica).
Fratello Cane non è un Animale messo al mondo dalla Natura,
ma è il frutto della manipolazione dell’uomo. L’uomo
l’ha voluto infantile, più o meno, a seconda dello
scopo per cui lo utilizza, quindi, oggi come domani, Zafir sarà
sempre il cucciolo di casa, e i cuccioli dormono con mamma, aspettano
il ritorno di mamma, fanno le feste a mamma, giocano con mamma,
mamma li accudisce, li coccola e li educa, li premia e li rimprovera,
mamma vive per i suoi cuccioli.
Il concetto di famiglia per gli Animali, è molto più
intenso di quello degli esseri umani...
|
Tratto dal
libro: ''Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura'' di Barbara Tullio
e Paolo Caldora
Clicca
sulla gif accanto per visualizzare l'Album:
''L'importanza della tana'' |
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La
Micia e i lupetti
20 marzo 2012 - oggi la
piccola Ghadli, la nostra micina cieca, una delle tante Anime di casa
''raccatate'' qua e là... è stata operata ad un occhio;
da tempo quell'occhietto, malato e infossato, le procurava dei fastidi,
alla fine si è perforato e così è stato tolto.
La sera, al suo ritorno
a casa dopo l'operazione e qualche ora di degenza, Ghadli era in preda
al panico: non voleva stare con i suoi amici di pelo (altri due gattini
tolti al randagismo), non voleva stare in braccio, non voleva stare
in camera, insomma, non voleva. Qualunque cosa le proponessimo era contrariata
e manifestava il suo disappunto girando in lungo e in largo senza sosta.
Povera micia. Già dopo pochi giorni dalla sua nascita aveva iniziato
un calvario senza fine, poi finalmente un po' di pace e ora, ora era
letteralmente in preda al panico.
Paolo ed io, prepariamo
in cucina (tana indiscussa dei Saarloos e mia), una delle gabbie pieghevoli
della macchina. I Saarloos, conosco i gattini del piano superiore di
casa, solo per l'odore che mi porto dietro e per un paio di apparizioni
sporadiche di Isaboo (la micia capostipide) e la sua ruota di scorta,
Ghadli. Però, da più un anno, da quando la nostra meravigliosa
Isaboo, all'età di venti anni compiuti, ha deciso di andare a
tracorrere un po' di tempo nel meraviglioso mondo della Valle di Lestla,
nessuno dei micini ha più trovato curioso scendere dal piano
superiore.
I lupetti sono molto incuriositi
dalla gabbia, dal cuscino che è posto al suo interno, dal trambusto
che c'è fra sopra e sotto. Anche Tortuga, che imita ogni mossa
dei suoi fratelli Sarloos, si impiccia stantuffando con il tartufo.
Prendiamo Ghadli in braccio e scendiamo.
Con estremo equilibrio,
i Saarloos e Tortuga, accolgono la micia. Come lei sente la loro presenza,
magicamente si quieta. Tortuga dopo un'annusatina se na va, è
l'ora di cena e il suo pensiero è unicamente volto alla pappa.
Faal, rimane vicino a me. Eowyn, distrattaente segue le manovre per
far entrare Ghadli nella gabbia mentre Arowen, scodinzolando a più
non posso, chiaramente ci dice che vorrebbe averla tutta per sé
per... pulirle la ferita?... massaggiarle il pancino?... scaldarla di
quel calore che solo una Mamma sa dare? ... non lo so, quello che so
è questo: ''Ghadli alla loro presenza, facendo delle lievissime
fusa di consenso, si è placata, ed è rimasta tranquillamente
sdraiata sul suo cuscino, sorvegliata dai nasi dei Lupetti che ogni
tanto andavano ad accertarsi sul suo stato.
Come sempre, dalle azioni
dei Saarloos, cerco di cogliere degli insegnamenti. Riflettendo sul
loro comportamento sono arrivata a questo: ''anche se conoscono la micia
solo dall'odore che ho addosso (ogni volta che sono con lei e con gli
altri, non manco mai di coccolarli un po', ed è quindi normale,
che il loro odore mi rimanga sui vestiti), e non la conoscono in maniera
fisica (a parte quelle sporadiche apparizioni con Isaboo, forse due
o tre in due anni) l'hanno accolta come se fosse un elemento del Branco.
Subito mi è venuto in mente lo scambio di odori delle Mamme Lupe
con il resto del Branco, prima di rientrare nella tana dai cuccioli,
e l'odore dei piccoli che si portano dietro nel momento in cui escono
dalla tana, odore che viene portato al resto del Branco... Ghadli, dal
canto suo, non ha dato alcun segno di nervosismo o paura quando è
entrata in contatto con i lupetti, anzi, ha cominciato a mostrare la
sua felicità, facendo le fusa (non conosco bene il comportamento
dei gatti, e non so se anche per loro vale la questione dell'odore portato
indosso, e quindi non posso dire se li conosceva attraverso di me oppure...
- però io credo che l'odore dica molto!!! - ). Arowen, Eowyn
e Faal, non hanno mai vissuto con i nostri gatti, e quindi non conoscono
i loro comportamenti, non conoscono il significato delle fusa, ma sicuramente
riconoscono un atteggiamento condiscendente. E inoltre hanno avvertito,
l'odore di un Animaletto ferito, forse un fratello Animaletto ferito,
non di una preda (oltre alla questione degli odori familiari, nessun
atteggiamento di Ghadli portava a pensare ad una preda) ed è
così che lo hanno accolto.''
Ma quale è stato
l'elemento scatenante che ha tranquillizzato Ghadli? ... Arowen, Eowyn
e Faal le hanno trasmesso qualcosa, qualcosa che noi ''sapiens'' non
abbiamo, e questo mi porta a pensare e a credere, che nel cuore del
Cane Lupo di Saarloos, esiste qualcosa che li rende ''magici'' (permettemi
la parola)... in fondo, cosa hanno fatto?... probabilemente qualcosa
che avrebbe fatto un qualsiasi altro Cane equilibrato... certamente...
anche la piccola Tortuga si è comportata bene, ma si è
limitata ad annusare la micina, nient'altro...
Come sempre: 'Saarloos
- meravigliosamente naturali!'

AlbaRadiosa
e LupoRosso
Il 10 novembre
è il mio compleanno. Nel 2011 ho compiuto 49 anni e, come si
diceva ai tempi di mio padre, sono entrata nel cinquantenario. Mi porto
sulle spalle alcuni pesi troppo grandi, sono stanca e non ho più
nessuna intenzione di soffrire per le colpe che non mi appartengono.
Ho scoperto il Grande Mistero che ci avvolge e
ho trovato la mia tranquillità nella mia casa, con la mia famiglia.
Spegnendo le candeline, ho espresso il desiderio di smettere di crescere,
per avere più tempo per completare la mia istruzione.
Molti Angeli mi hanno dato il loro ultimo bacio, e sono volati nella
Valle di Lestla. Eppure sono ancora qui con me, li sento nel respiro
del vento, li vedo fra le stelle, li stringo nella dimensione che oltrepassa
il tempo.
In questo mio anno di festa, ho chiesto di ricevere qualcosa di grande,
ed ecco che a febbraio è arrivata la neve, con lei è arrivata
Boh e adesso, con la primavera, un sogno che non osavo rivelare: RedLupo
e RisingSun, nati per me, per completare il mio cammino.
Sono felice, e di questa felicità voglio ringraziare Paolo per
il suo Amore; Daniele per la sua Amicizia e sopportazione; Alexandra
per la sua Fiducia; Nicoletta per la sua Amicizia e comprensione; Silvia
perché è un’Amica ritrovata; Sabine perchè
con lei l'Amicizia non conosce tempo e confini.

| Alba
Radiosa
Era
una tranquilla giornata d’estate, il Sole splendeva alto
nel Cielo,
il giovane Lupo Rosso, se ne stava sdraiato in cima alla collina
che sovrastava il suo territorio;
tra il fresco fogliame di una quercia, calmo, guardava distratto
i fratelli che giocavano poco distanti.
D’un
tratto accadde, che un’ombra gli si posò sul manto
e arrivò a carezzargli il viso.
Una
sensazione di piacere, che mai fino ad allora aveva provato, lo
avvolse.
Riavutosi
da quell’attimo,
non fece in tempo a capire chi o che cosa l’avesse generato,
‘ché l’ombra se ne era andata e di lei non
era rimasto che un segno nel suo cuore.
Con
il passare del tempo, quel segno si fece sempre più profondo,
tanto che, Lupo Rosso, decise di andare alla ricerca di quel ricordo,
spingendosi ben oltre il territorio in cui era nato.
Per
molti giorni vagò senza meta,
per molte notti, chiamò l’ombra con il suo canto
più armonioso.
E
seppur nessuno rispondeva e nessuno si faceva sul suo cammino,
Egli continuò a vagare e a chiamare.
Dopo
un mese dalla sua partenza,
spossato, trovò ristoro nei pressi di un ruscello, ai piedi
di un dolce rilievo.
Si addormentò e nel sonno sognò la carezza che copriva
il suo morbido manto,
nuovamente provò quella sensazione di piacere.
Spalancò gli occhi e guardò in alto:
Il
Cielo era pervaso da una mescolanza di colori,
e un’Aurora splendente lo irradiava con la sua Luce Miracolosa.
Lupo
Rosso, incantato da tanta bellezza,
espresse un desiderio quasi senza accorgersene:
‘’In questo momento dell’inizio di un nuovo
giorno,
Alba Radiosa, fa che la mia compagna, quell’ombra che mi
ha scaldato il cuore, ritorni a me’’.
L’intensità
del suo desiderio commosse la fluorescente Alba, Lupo Rosso socchiuse
appena gli occhi,
e per un attimo gli sembrò di vedere una Lupa che gli correva
incontro.
Si
destò d’un lampo e subito si rizzò sui lunghi
arti.
Una bellissima, minuscola Stella Rossa, si dirigeva verso di lui.
‘’In
un’ Alba Radiosa, la Lupa Sole Nascente, era scesa dal Cielo
per Lupo Rosso ’’
Akera
|
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 |
Diversi da Arowen ed Eowyn, e un pochino
anche da Faal, Sunny e Lupo sono entrati nelle nostre vite con la Forza
dell’Avventura.
Cauti si, ma intraprendenti e fiduciosi.
Alexandra mi aveva detto che li avrei trovati diversi, più sociali,
e così è stato. Già a casa da lei, Paolo ha potuto
assaporare lo splendore della piccola e la tranquillità del fratellino.
RisingSun, Sunny per gli Amici, (nel mio cuore Ekra, la Lupa della Valle
di Lestla), ha una carica vitale invidiabile davvero, nata più
piccina, ha lottato e lottato per farcela, e ora eccola qui, Radiosa
più che mai. RedLupo, Real Lupo per me (protagonista della bellissima
favola ‘’Sole d’Argento’’), possiede la
determinazione del selvatico e la dolcezza di un compagno, caratteristica
in comune con Faal nei miei riguardi. Mantengono quella vena di innata
diffidenza che superano immediatamente affidandosi alle nostre cure.
Seguono le mie gambe facendomi sentire la Balia di un Branchetto di
Lupini, audaci si tuffano nelle discese del giardino, osano sulla stradina
del bosco (osano un po’ di più di quanto può essere
tollerabile per la mia ‘’ansia’’). Giocano fra
di loro senza tregua, imbastiscono delle zuffe educative che terminano
sempre con una bevuta nella grande ciotola dell’acqua, oppure,
con qualcosa di molto interessante che arriva da chissà dove
(anche se a me sembra più una scusa per mettere un punto alla
questione, però … non so!).
Adorano stare sulle mie gambe a farsi massaggiare la pancia, ma ci si
accomodano anche mentre sgranocchiano qualcosa. Cercano il contatto
in ogni momento, e sanno stare buoni quando il dovere mi chiama altrove.
Puliti ed educati, sembrano finti.
Ed ecco la solita domanda che non avrà
una risposta immediata: ‘’Sono loro ad essere così
oppure sono i miei occhi a vederli fantastici? … non lo so, il
tempo mi saprà dire, per ora posso solo affermare, ancora una
volta: ‘’Meravigliosi Saarloos!’’ … Grazie
Alex!
I miei compagni ideali,
in una vita a contatto con la Natura, lontana dalla civiltà,
immersa nella fantasia. Sempre insieme, per sempre e sempre.
Ad Arowen Eowyn Faal Ekra e Real: Grazie!
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-19 aprile
2012 -
Un mese soltanto è
passato, eppure è come se stessero con noi da sempre.
RedLupo e RisingSun, i loro nomi rappresentano ciò che sono:
Lui un cucciolo di Lupo, fiero e tenace, grande se fosse un Cane da
Pastore, determinato verso le novità ma con quel pizzico di diffidenza
che lo identifica nel meraviglioso Saarloos quale è; Lei radiosa
e splendente come solo una stella sa essere, testarda, audace e amorevole
come il più tenero dei cuccioli.
Sempre attivi, sempre desiderosi di fare qualcosa, sempre pronti ad
esplorare, ad interagire con noi.
Adorano rincorrerci, giocare i giochi di predazione e di lotta, baciarci
e sdraiarsi sulle nostre gambe per addormentarsi sotto una sequenza
interminabile di carezze.
Ossequiosi nei confronti di Arowen che li tiene adeguatamente a distanza,
e da loro accetta solo un comportamento riverente; tranquilli e fiduciosi
con Eowyn che, anche questa volta, si è presa la briga di educare
i piccoli di casa; festanti e completamente a loro agio con Faal, un
Lupo dalle enormi capacità sociali che, a pieno campo, mostra
tutto il suo equilibrio e la sua serenità. Arowen come sempre
il leader incontrastato, Eowyn la Balia tutto fare, Faal un Fratello
grande pronto a giocare con delicatezza e a mettersi quieto accanto
a loro quando è l’ora di dormire.
Spesso mi perdo nelle loro espressioni, e più
la nostra storia va avanti, più mi sento rapita dal loro mondo.
Un misto di emozioni gioiose, nascono dentro di me, sequenze di pensieri
fantastici si impadroniscono della mia mente e mi scopro ad amarli come
se io stessa fossi parte di loro.
with love Barbara
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